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I MARTEDI’ CRITICI – GIANNI DESSI’

GIANNI DESSI’

9 aprile 2013, ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 

Ospite del primo appuntamento di primavera al Chiostro del Bramante di Roma è Gianni Dessì.

Le sue meditazioni sulla natura dell’arte hanno preso forma quando pittorica, quando scultorea, quando filmica, oscillando tra astrazione e figurazione, materia e concetto, finito e non finito, in una perlustrazione delle possibilità dei linguaggi, mossa dal dubbio: l’arte esiste? Assurto tale interrogativo ad estremo atto d’amore nei confronti dell’arte, Gianni Dessì si è fatto portatore di una coscienza del fare estetico tra i più lucidi dei nostri tempi. In quasi 40 anni di attività si è venuta formando così una galassia di temi e opere, tra quadri e ambienti dipinti, tra ritratti naturalistici ed espansioni monocrome nello spazio, che indagano l’atto artistico rispettandone il mistero. Il ragionamento sull’arte, le parole attorno all’opera sono parte di una forma di approccio all’arte di Dessì che l’incontro dei «Martedì Critici» vorrà perpetuare.

Nato a Roma nel 1955, allievo di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, Gianni Dessì, dopo prime esperienze nell’ambito del teatro sperimentale, inizia a tenere, dal 1979, personali presso le gallerie Ugo Ferranti di Roma, Yvon Lambert di Parigi, Sperone di Roma e New York, e Bagnai di Siena e Firenze. Negli anni ’90 esporrà presso Gian Ferrari a Milano e a Volume! a Roma. Nel 2006 il Macro di Roma lo celebra con una mostra antologica a cura di Danilo Eccher, mentre nel 2011 Lóránd Hegy allestirà un’altra sua grande mostra presso il Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne Mètropole di Sant-Étienne in Francia. Una mostra all’Accademia di Francia nel 2006, e una al Mart di Rovereto nel 2009, hanno ripercorso la storia del Gruppo di San Lorenzo, costituitosi a partire dal 1984 presso l’ex Pastificio Cerere del quartiere San Lorenzo a Roma, e costituito da Gianni Dessì, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. Venti sue opere saranno in esposizione al Museum Biedermann di Donaueschingen in Germania fino al 16 giugno, in una mostra condivisa con altrettante opere di Nunzio.

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Riffa 2020

Il 10 dicembre 2020 alle ore 19.00 si terrà alla Temple Gallery di Roma la riffa per finanziare il libro dei dieci anni di attività de I Martedì Critici. Le opere saranno visibili in anteprima il 9 dicembre a partire dalle ore 18.00 (In caso di estensione delle restrizioni Covid 19 la riffa si farà on line)

Più di 100 opere in palio per 100 collezionisti al prezzo di 200 euro a biglietto. Tutti vincono un’opera che può valere anche 3.000/4.000 euro. Alcuni fortunati ne vinceranno due dal momento che molti artisti hanno deciso di donare più opere.

Si può prenotare un biglietto facendo un bonifico all’Associazione culturale I Martedì Critici al seguente numero IBAN IT55P0103003389000001179609

Dopo aver inserito nella causale la parola donazione a seguire si dovrà inserire il numero prescelto da 1 a 100. Inviate contestualmente anche una mail a info@imartedicritici.it indicando il numero prescelto così nel caso in cui il numero scelto dovesse essere già stato preso, verrete avvisati e si potrà cambiare numero.

L’estrazione avverrà a sorte.

Qui di seguito i nomi degli artisti partecipanti:

Gianni Dessì – Achille Pace – Lamberto Pignotti  – Massimo Piersanti – Pablo Echaurren- Giovanni Albanese – Sandro Sanna – Paolo Grassino –   Renzogallo – Pierluigi Pusole – Alberto Di Fabio – Elvio Chiricozzi – Barbara Bonfilio – Mariella Bettineschi – Matteo Basilé – Vincenzo Scolamiero – Iginio De Luca – Alice Schivardi – Luca Coser – Angelo Bellobono – Stefania Fabrizi –  Simone Bertugno – Alessandro Cannistrà – Claud Hesse – Marco Vinicio Fattori – Arrigo Musti – Raffaella Romano – David Pompili- Bruna Bontempo – Salvatore Pupillo –   Emanuele Parmegiani – Antonio Montariello  – Marco Bettio – Itto – Fabrizio Campanella – Verena D’Alessandro – Simone Marini –  Luigi Menichelli – Delphine Valli – Leandro Lottici   – Gianfranco Basso –  Piotr Hanzenlewicz –  Valerio Giacone e Iacopo Mandih – Paolo Bielli – Pietro Di Terlizzi  – Massimo Saverio Ruiu – Alberto Vannetti – Francesco Antonio Caporale – Antonio Sammartano – Giorgio Ortona –  Mattia Morelli – Antonio Marchetti Lamera – Diego Miguel Mirabella – Flavia D’Alessandro – Laura Palmieri – Marta Sesana – Alessandro Valeri – Antonella Raio – Roberta Maola – Giuseppe Bertolino – Costabile Guariglia Senseria – Paolo Garau – Franco Paternostro – Saverio Todaro – Lapo Simeoni – Alessandra Di Francesco – Flavia Dodi – Federico Losito – Prisco De Vivo – Alessandro Calizza – Angelo Ventimiglia – Enzo Casale – Danilo Bucchi – Pablo Mesa Capella – Stefania Di Filippo – Pierpaolo Lista – Mario Nalli – Luca Centola – Lucio Perone – Elena Panarella Vimercati – Nordine Sajot – Vincenzo Marsiglia – Lucy MacGillis – Luminita Taranu – Gino Sabatini Odoardi – Steven Meek – Emanuele Sartori – Ettore Pinelli – Mauro Magni – Angelo Colagrossi – Fulvia Cardella – Thomas Scalco – Peppe Perone  – Alessio Ancillai – Sara Ciuffetta – Caterina Arcuri – Mariano Filippetta – Fabio Mariani – Michele Rosa – Gioni David Parra – Sara Lovari – Lorenzo Gresleri (Grelo) – Riccardo Cavallini – Navid Azimi Sajadi – Salvatore Mauro – Gaetano Zampogna – Ernesto Terlizzi – Susanne Kessler – Ottavio Celestino – Caterina Ciuffetelli  – Licia Galizia – Ugoart – Paolo Angelosanto – Carlo D’Orta – Licia Galizia – Renzo Bellanca – Cristian Biasci – Marzia Gandini – Elio Castellana.

I MARTEDI’ CRITICI – BIZHAN BASSIRI

BIZHAN BASSIRI

30 aprile 2013, ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Laura Lionetti e Eleonora Aliano

 

Il terzo appuntamento dell’edizione di primavera dei «Martedì Critici» al Chiostro del Bramante di Roma vede protagonista Bizhan Bassiri.

L’artista italo-persiano ha dato vita in 35 anni di attività a una mitologia personale di forme, oggetti e soggetti, che hanno alla radice il «pensiero magmatico», ovvero l’insieme di assiomi e sentenze che Bassiri, scultore e poeta, ha raccolto nel tempo attorno alla propria opera. Le «Erme» di pietra lavica, le grandi «Meteoriti» in bronzo, gli «Specchi solari», le «Serpi mercuriali», le «Evaporazioni» di rappresa cartapesta, i «Dadi della sorte» con tutti i sei lati contrassegnati dal sei, sono i capisaldi di un’idea di arte percepita come primordiale e assoluta, sostanzialmente senza tempo, per cui, come dichiara l’artista, «l’opera d’arte nel mondo è meteorite proveniente dal cosmo, non appartiene alla terra, ma le appare». Un’arte che sgorga come lava dalle viscere della terra o che giunge dal cosmo dopo viaggi di milioni di anni, capace di sposarsi quando con la musica, come in tante mostre-concerto allestite da Bassiri, o con la natura, come ne «La Stanza del Poeta», realizzata in un boschetto di querce sulle colline d’Abruzzo.

Biszhan Bassiri, nato a Teheran nel 1954, si è trasferito nel 1975 a Roma, dove si è diplomato all’Accademia Di Belle Arti nel corso di Scenografia di Toti Scialoja, avendo come compagni di corso Marco Tirelli, Pizzi Cannella, Nunzio, Gianni Dessì e Bruno Ceccobelli. Attualmente vive tra la capitale e San Casciano dei Bagni, presso Siena. Dal 1984 ha tenuto personali presso la Galleria Pieroni, La Nuova Pesa, Volume!, Oredaria arte contemporanea, il Camec di La Spezia e Musei archeologici di Napoli (2004) e di Venezia (2011), dove ha sviluppato un dialogo tra le sue opere e i capolavori dell’antichità. Nel 2009 si è svolto al Teatro Argentina di Roma l’«Evento Manifesto del Pensiero Magmatico», con musiche appositamente composte. Due anni dopo, presso La Nuova Pesa, «La Notte del Pensiero Magmatico» ha visto un reading di Simona Marchini e la collaborazione di Bruno Corà, curatore di molte mostre di Bassiri. Nel marzo 2013 ha esposto assieme a Jannis Kounellis presso il Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica di Roma.

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La Grande asta per I Martedì Critici dal Giornale dell’arte

Gianni Dessì, In Opera, 2009-10
Roma. Dopo gli appuntamenti invernali presso il Museo Pecci di Milano, ad aprile e maggio tornano a Roma, presso il Chiostro del Bramante, gli incontri con artisti de«I Martedì Critici», ideati e curati da Alberto Dambruoso, affiancato ora da Guglielmo Gigliotti. A Gianni Dessì (9 aprile, nella foto una sua opera) e Alberto Di Fabio (16 aprile) seguiranno gli appuntamenti con Jannis Kounellis, Gregorio Botta, Claudio Verna, Bizhan Bassiri, con inizio alle ore  20.00.
A sostegno di questo appuntamento, che ha riscosso nel tempo ampio successo di pubblico, si svolgerà martedì 23 aprile, alle ore 19.00, presso la galleria La Nuova Pesa(via del Corso, 530), la «Grande Asta per i Martedì Critici», organizzata da Laura Lionetti. Le opere in asta sono di Renato Mambor, Luca Maria Patella, Sergio Lombardo, Maurizio Mochetti, Luigi Ontani, Giosetta Fioroni, Giovanni Albanese, Vittorio Messina, Pizzi Cannella, H.H. Lim, Pietro Ruffo, Giuseppe Gallo, Pietro Fortuna, Matteo Montani, Andrea Aquilanti, Flavio Favelli, Bizhan Bassiri, Gianni Dessì, Gregorio Botta, Paolo Canevari, Felice Levini, Alberto Di Fabio, Goldiechiari, Arcangelo Sassolino, Stefano Di Stasio, Andrea Fogli, Maurizio Donzelli, Giancarlo Limoni Mauro Di Silvestre, Giuseppe Salvatori, Jack Sal, Giacinto Occhionero, Antonello Viola, Giancarlo Neri, Gianfranco Gorgoni. In asta anche un’opera donata da Fabio Sargentini, il cui autore rimane al momento segreto.
Le opere, donate da alcuni degli artisti protagonisti degli incontri dei «Martedì Critici» degli anni passati, tutti solidali con l’idea che questa importante voce degli artisti e opportunità di scambio con il pubblico non si debba spegnere, saranno in esposizione da sabato 20 aprile (16.30-19) a La Nuova Pesa (dom. 21 e lun. 22 ore 11-19, martedì 23 ore 11-18).
La «Grande Asta per i Martedì Critici» è stata istituita per dare nuova linfa a incontri che mettono al centro l’arte e gli artisti, dopo un lungo periodo di loro paradossale perifericità all’interno del cosiddetto «sistema dell’arte». La coscienza dell’arte necessita di pensieri, scambi e parole, di ragionamenti sui come e sui «perché» di una disciplina dello spirito alla quale nessuna civiltà può rinunciare, al di là di ogni crisi, perché l’arte non va mai in crisi.

edizione online, 8 aprile 2013