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IL LIBRO

I Martedì Critici 2010-2015. La parola all’arte
 Maretti Editore

Schermata 2015-05-15 alle 16.39.40 Autore: Alberto Dambruoso
 Editore: Maretti Editore
 Anno: 2015
 Lingua: Italiano
 Pagine: 320
 Formato: 24×29 cm
 Legatura cofanetto con catalogo e cd
 Prezzo: € 70.00
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Video della presentazione del libro

Questo volume racconta la storia dei primi cinque anni di attività de I Martedì Critici, un progetto di divulgazione e approfondimento sui temi della contemporaneità artistica, attuato attraverso la formula dell’intervista pubblica condotta ogni martedì da due critici d’arte a una figura di primo piano del panorama artistico nazionale e internazionale.

Il progetto, unico nel suo genere in Italia, è nato cinque anni fa nello studio/abitazione a Roma del critico d’arte Alberto Dambruoso, che ha condotto gli incontri negli anni insieme ad altri colleghi (Di Veroli, Tonelli, De Chiara, Pezzato, Bazzini e Gigliotti) ed è approdato, nel giro di qualche anno, in alcuni dei maggiori musei del nostro Paese, quali il MAXXI e il MACRO a Roma, il Museo Pecci a Milano e il MADRE a Napoli.

Il libro si divide in due sezioni.

Nella prima sono raccolte le testimonianze dei critici che insieme a Dambruoso hanno condotto gli incontri dal 2010 al 2015, seguite dalle testimonianze di coloro che hanno partecipato alle serate, la maggioranza rappresentata da storici e da critici d’arte, ma dove figurano anche direttori di Museo, direttori di riviste di settore e di importanti galleristi, come Fabio Sargentini. Questa prima parte si conclude con una poesia che Maurizio Calvesi ha voluto dedicare all’ideatore degli incontri.

La seconda sezione è dedicata ai centotrentatré ospiti delle serate, presentati nei cinque anni di attività. Si tratta prevalentemente di artisti, ma anche galleristi, storici dell’arte e critici. Disposti in ordine cronologico di partecipazione agli incontri, a ognuno di loro sono state riservate due pagine, contenenti o il comunicato stampa dell’evento o gli articoli scritti da Helga Marsala e pubblicati su “Artribune”, media partner del progetto dal 2011, insieme a fotografie scattate in occasione della serata e a ritratti e immagini di opere con cui gli artisti hanno scelto di presentarsi ai lettori.

Il volume è accompagnato da due DVD, prodotti grazie al contributo di “Cortoartecircuito” di Beatrice Bulgari.

Il primo raccoglie i video inediti del primo anno di attività (2010) svoltosi nella casa/studio di Dambruoso a Roma a Colle Oppio. Nonostante la qualità dei filmati, per il carattere di sperimentazione del progetto nel suo primo anno di attività, non sia eccellente, si è scelto d’inserirli ugualmente nel DVD, così da trasmettere la testimonianza di alcuni incontri memorabili, come quelli con Renato Mambor e Cesare Tacchi, due dei principali protagonisti della “Scuola romana” degli anni Sessanta che ci hanno lasciato di recente.

Il secondo raccoglie un montaggio di centoventi minuti di brevi sequenze tratte da tutti i video degli incontri tenutisi tra il 2011 e il 2015. La selezione è avvenuta estrapolando un momento saliente della conversazione in cui il protagonista esprime un concetto essenziale inerente alla propria opera, oppure dà una personale definizione dell’arte o ancora tratta di temi e problematiche nodali dell’arte contemporanea.

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Presentazione del libro

(cofanetto con volume di 320 pp. e 2 DVD):

«I Martedì Critici – 2010/2015 – La parola all’arte» curato da Alberto Dambruoso Maretti Editore

martedì 9 giugno 2015, ore 17.30 Museo MACRO, Roma Il volume racconta la storia dei primi cinque anni di attività de I Martedì Critici, un progetto di divulgazione e approfondimento sui temi della contemporaneità artistica, attuato attraverso la formula dell’intervista pubblica condotta ogni martedì da due critici d’arte a una figura di primo piano del panorama artistico nazionale e internazionale. Il progetto, unico nel suo genere in Italia e anche all’estero, è nato cinque anni fa nello studio/loft a Roma del critico d’arte Alberto Dambruoso, che ha condotto  gli incontri insieme ad altri colleghi (Di Veroli, Tonelli, De Chiara, Pezzato, Bazzini, Gigliotti) approdando, nel giro di qualche anno, in alcuni dei maggiori musei del nostro Paese, quali il MAXXI e il MACRO a Roma,il Museo Pecci a Milano e il Museo MADRE a Napoli.  Il libro è introdotto dal testo dell’ideatore del progetto Alberto Dambruoso, al quale seguono i testi degli altri sei conduttori degli incontri Guglielmo Gigliotti, Marco Tonelli, Sara De Chiara, Micol Di Veroli, Marco Bazzini, Stefano Pezzato. Infine, ad arricchire la parte dedicata ai contenuti del libro figurano alcune preziose testimonianze di critici, storici dell’arte, direttori di riviste di settore, direttori di museo e galleristi che hanno partecipato alle serate; Maurizio Calvesi, Bruno Corà, Laura Cherubini,  Andrea Viliani, Massimiliano Tonelli, Fabio Sargentini, Federica Pirani, Augusta Monferini, Pericle Guaglianone, Paola Ugolini, Ludovico Pratesi, Marco Bazzini, Stefano Pezzato, Lorenzo Canova, Alessandro Demma, Paolo Aita, Martina Cavallarin, Roberto Gramiccia, Massimo Mattioli, Helga Marsala. 

Nel corso della presentazione sono intervenuti: Costantino D’Orazio,  Alberto Dambruoso, Guglielmo Gigliotti, Marco Tonelli, Marco Bazzini, Maurizio Calvesi, Augusta Monferini, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Paola Ugolini, Massimo Mattioli, Pericle Guaglianone, Paolo Aita e Roberto Gramiccia. Il cofanetto: I Martedì Critici – 2010/2015 – La parola all’arte», curato da Alberto Dambruoso, Maretti Editore, è disponibile per l’acquisto online   In occasione della presentazione del libro è seguito un dibattito su “La critica d’arte d’oggi”, tema che era stato al centro del convegno  “Gli Stati Generali della Critica d’Arte” sempre organizzato dall’Associazione culturale i Martedì Critici un mese prima  all’isola di San Servolo nei giorni dell’inaugurazione della 56 Biennale di Venezia (8 maggio 2015). “Cambia il mondo e con esso cambia il mondo dell’arte: può non cambiare la critica d’arte? E poi: quale critica d’arte?” La  tavola rotonda tenutasi al Macro ha cercato di mettere a fuoco alcune problematiche inerenti la natura, la necessità e l’attualità della critica d’arte oggi nonché gli aspetti formativi e i rapporti intrattenuti con il mondo dell’arte, dai musei alle gallerie, dalla carta stampata al web.

Riprese e montaggio: Studio Ray

Durante il convegno GLI STATI GENERALI DELLA CRITICA D’ARTE, dalle h. 18.00 alle h. 19.30, la presentazione del libro:

I Martedì Critici 2010/2015 – La parola all’arte, edito da Maretti Editore

con la presenza degli autori.

Sarà anche possibile vedere la proiezione integrale dei video-report di alcuni tra i più importanti artisti intervistati a I Martedì Critici. In programma i video di Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Mimmo Jodice,  Nunzio, Luigi Ontani, Gianfranco Barruchello, Renato Mambor e altri.

acquista on-line il libro!

Dai il tuo contributo affinché possiamo realizzare il libro + dvd dei primi cinque anni di attività dei Martedì Critici. Fai la tua donazione sul portale di Innamorati della cultura. Con 50 Euro avrai il libro + dvd in omaggio

Fabio Sargentini I Martedì Critici

 I Martedì Critici 2010 – 2015. Un libro + dvd dei primi cinque anni di attività.

I Martedì Critici, il più celebre artist talk del Paese è giunto al suo quinto anno di programmazione e nostro obiettivo sarebbe quello di realizzare il libro + dvd che documenti i primi cinque anni di attività (2010 – 2015).  Chiediamo pertanto ai veri Innamorati della cultura di darci una mano a pubblicare il libro che costituirebbe una testimonianza importante a livello didattico e culturale per le future generazioni di studenti e appassionati all’Arte contemporanea.

I Martedì Critici – Ennio Calabria

Ennio Calabria
a cura di Alberto DambruosoRoberto Gramiccia Gabriele Simongini

Martedì 7 Giugno, ore 19.30

Tempio di Venere e Cupido
Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7/8, Roma
 Martedì 7 Giugno avrà luogo il quinto appuntamento della nuova stagione de I Martedì Critici, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, giunti al dodicesimo anno di attività.La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diversi luoghi della cultura, a partire dalla nuova sede, il Tempio di Venere e Cupido a Roma. 
Ospite del quinto appuntamento stagionale de I Martedì Critici sarà Ennio Calabria
Ennio Calabria, nato a Tripoli il 7 marzo 1937, vive e lavora a Roma. 
Consegue la maturità artistica e frequenta la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Roma. La prima personale alla Galleria “La Feluca” di Roma nel 1958 segna il suo successo. La critica d’arte lo individua immediatamente tra i pittori più significativi della generazione emersa tra il 1950 e il 1960.
La figura umana si connota sin dall’inizio come elemento significativo della sua ricerca e continua ad esserlo ancora oggi nelle sue diverse accezioni. Testimone del suo tempo, la sua pittura è rivolta al territorio sociale ed esistenziale.
Nel 1961 insieme ai pittori Attardi, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani, e ai critici Del Guercio, Micacchi e Morosini fonda il gruppo “Il pro e il contro” (1961-1964) che diventa un forte punto di riferimento per le nuove ricerche figurative in Italia nel periodo dell’egemonia del mercato informale.
Sono anni di intensa attività artistica con la partecipazione alle più significative rassegne internazionali: dalla VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1959, 1972, 1986, 1999) alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (1964, 2011, 2015), dove dal 1974 al 1978 è membro del Consiglio Direttivo dell’Ente.
Numerose personali si tengono nelle principali città italiane e in sedi internazionali (Città del Messico, Centro A. Olivetti, 1981; Finlandia, Museo Alvar Aalto, Iyvaskyla, 1982; New York, Gucci’s Gallery, 1985; Francia, Musée Municipal, Saint Paul De Vence, 1988; Brasile, Paco das Artes, San Paolo, 1989.
La prima mostra antologica è del 1985 alla Rotonda della Besana a Milano, ripresentata nel 1987 a Roma, a Castel Sant’Angelo. È pubblicata un’ampia monografia con saggi di Mario De Micheli e Giovanni Carandente, 1985 (II ed. saggi di G. Carandente e Dario Micacchi, 1987) edita da Vangelista, Milano.
Negli anni Novanta realizza il ciclo di opere Ambiguità dell’intravisto, presentato da Enzo Bilardello ed esposto in varie sedi pubbliche e private in Italia e all’estero. Il tema centrale è il metamorfismo determinato dall’aumento della velocità degli scambi sociali e dal relativismo che caratterizzano la realtà odierna, di cui Calabria percepisce i tratti distintivi e le profonde trasformazioni. La figura umana, espressione dei dinamismi della storia e dei mutamenti del profondo, diviene immagine polisensa nel continuo farsi della forma. Nella ricerca di una nuova sintassi, che si preciserà meglio nelle opere della mostra Sintassi dell’acqua  (Galleria Appiani Arte Trentadue di Milano, 1998), si avvertono in nuce i futuri orientamenti che caratterizzeranno gli anni Duemila: dalla perdita delle certezze alla unicità del soggetto come nucleo fondante del fare pittorico che trovano le loro ragioni nella forte corrispondenza tra pensiero e arte, nella riflessione e interpretazione dei fenomeni sociali contemporanei che accompagnano costantemente la sua ricerca tanto da essere considerato oggi un “pittore filosofo”.
Nel 1998 è invitato a Lavori in corso, serie di mostre a cura di Giovanna Bonasegale, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e nel 1999 viene pubblicato il catalogo generale, Opera incisoria 1955-1996 a cura di F. De Santi, ricerche e testi scientifici di Luigi Martini (ed. Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo).
Nel 2003 esce Quasi la forma – pastelli 1991-2003, monografia a cura di Rita Pedonesi (Archivio Calabria), testi di Marco Di Capua e Andrea Romoli Barberini, che pone l’attenzione sui pastelli e sulla loro importanza nella ricerca artistica di Calabria.
Il tema del ritratto, che caratterizza da sempre la ricerca dell’artista, ritrova in questi anni un rinnovato interesse nella forza espressiva del volto di Giovanni Paolo II. Dal 2002 al 2005 realizza la serie di ritratti, intensi e drammatici ispirati al Pontefice, in parte pubblicati nel 2002 nel volume La forma cerca forma (Rendina Editore, Roma). Successivamente l’intero ciclo è esposto, insieme a un nuovo nucleo di opere, in varie sedi pubbliche: Museo “Vittoria Colonna” a Pescara e Reggia di Caserta, 2004; Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico, Siena (testo di Claudio Strinati), 2005; Palazzo dei Normanni, Palermo (a cura di Gabriele Simongini), 2005; Museo Arcidiocesano “Cardinal Karol Wojtyla”, Cracovia 2008.
La tensione di Calabria verso il ritratto dà luogo a Un volto e il tempo, ciclo esposto nel 2008 nella mostra Ennio Calabria. Un volto e il tempo – Ritratti e autoritratti 1960-2008, a cura di Carlo F. Carli presso il Museo dello Splendore, Giulianova. Spinto dalla necessità di affermare l’unicità dell’immagine pittorica in quanto portatrice di una verità che solo la pittura sa restituire grazie al suo valore testimoniale, l’artista cerca nei volti dei personaggi i tratti del loro profondo, realizzando dei ritratti fortemente espressivi del “carattere genetico del soggetto”, come lo stesso Calabria sottolinea.

Dal 2009 è Presidente Onorario dell’Associazione “in tempo”, di cui è il principale fondatore. Promuove il Manifesto fondativo e il Manifesto sull’arte. Pittura e Scultura, una presa di posizione contro l’attuale sistema dell’arte nella ferma convinzione del valore della funzione sociale dell’arte e della potenza del gesto pittorico e scultoreo in quanto espressione psicofisica dell’artista e salvaguardia dell’identità umana.
Nel 2017 è pubblicato il libro di Ida Mitrano Ennio Calabria. Nella pittura la vita (Bordeaux edizioni) che ricostruisce la trama di un percorso dove vita, pensiero e arte appaiono da sempre inscindibili, un corpus unico. In occasione dei suoi ottant’anni, per la prima volta Calabria, artista storicamente riconosciuto, uno dei grandi esponenti della figurazione europea, è restituito attraverso queste pagine che rivelano il carattere inedito del suo processo creativo e la forza espressiva e iconografica della sua pittura.
Nel 2018, a sessant’anni dalla prima personale, si tiene la grande antologica Ennio Calabria. Verso il tempo dell’essere. Opere 1958-2018 al Museo di Palazzo Cipolla, Roma, curata da G. Simongini e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.Tra le altre principali personali degli anni duemila: retrospettiva al Museo Archeologico Nazionale, Chieti 2001; Musei Civici di Villa Paolina Bonaparte, Viareggio, 2009 (a cura di F. De Santi); retrospettiva alla RomArt, Fiera di Roma 2015 (a cura di F. Gallo Mazzeo); Sum Ergo Cogito (a cura di Roberto Gramiccia), Studio Arte Fuori Centro, Roma 2018; Guido Nannini tra imprenditoria e arte. Opere di Ennio Calabria (a cura di R. Pedonesi), testo di I. Mitrano, filmato di G. Latini, Plus Arte Puls, Roma 2022.
Si ricordano inoltre altre importanti rassegne sull’arte italiana dagli anni Sessanta ad oggi: Arte Italiana d’oggi in Polonia dal 1950 al 1970 a cura della Quadriennale di Roma (Wroclaw, 1975); Gravura italiana contemporanea, Museu Nacional de Belas Artes, Rio De Janeiro 1980; Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, a cura di Nello Ponente, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1981; Immagine d’impegno. Impegno d’immagine, anni Sessanta e Settanta: figurazione in Italia, a cura di Domenico Guzzi, ex mattatoio, Roma 2000; EgosupEgo. Volto e Corpo Contemporaneo, a cura di Claudio Crescentini e M. Fabiani, MACRO, Roma 2015.Calabria ha illustrato diversi volumi di poesia e racconti, disegnato copertine per libri di noti autori e prodotto oltre novanta manifesti, tra cui quello per l’Orlando Furioso di L. Ronconi e quelli per l’ARCI, la Lega Cooperative, l’UISP, la CGIL, la CISL, il PCI e per la Fondazione Basso. Risale al 1993 la pubblicazione Ennio Calabria. I manifesti 1967-1993, a cura di L. Martini (ed. Promoart, Roma 1993). I manifesti sono oggi conservati presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma.
Numerosi i prestigiosi riconoscimenti, tra i più recenti: Premio Vittorio De Sica, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Roma 2006; Premio Goffedo Petrassi, Auditorium, Roma 2011; Conferimento della cittadinanza onoraria di Genazzano (RM), 2022. Nel percorso della sua lunga attività artistica è stato inoltre protagonista di diversi filmati.

Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private: Metropolitan Theatre di New York; Eilat City Museum (Israele); Museo di San Paolo, Brasile; Museo d’Arte Contemporanea di Sofia; Quadreria Comunale di Castello Colonna, Genazzano; GCAC di Arezzo; CAMEC di La Spezia; Collezione Gucci; Colombe d’Or, St. Paule de Vence (Francia); MACRO; Collezioni Vaticane; Civica Raccolta A. Bertarelli di Milano; Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Bagnacavallo; Collezione Ministero Affari Esteri, Roma; Fondazione Roma, Palazzo Cipolla; Museo d’Arte C. Bardella, Chieti; Museo universitario Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara; Raccolta d’arte CGIL, Sede Nazionale, Roma; Sede Lega delle Cooperative, Roma.

I Martedì Critici – Roberto Gramiccia

Roberto Gramiccia
14 Maggio 2019 ore 19.30
Accademia di Belle Arti di Roma 
a cura di Alberto Dambruoso e Anna D’Elia
Introduce Tiziana D’Acchille, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Martedì 14 maggio ha avuto luogo il dodicesimo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al decimo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, dal Visionarea Art Space di Roma all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Ospite del dodicesimo appuntamento stagionale de
«I Martedì Critici» è Roberto Gramiccia

Roberto Gramiccia, scrittore, critico d’arte, giornalista, medico, nasce a Roma dove vive e lavora.

Per diversi anni si è occupato esclusivamente di medicina, con responsabilità e incarichi apicali di tipo sanitario. Per rispondere alla sua istintiva curiosità, e anche per sopportare la consapevolezza dei limiti della medicina, ha recuperato le sue passioni, dalla politica alla filosofia, dalla letteratura all’arte, riprendendone lo studio da autodidatta, per diventare con il tempo un professionista del settore.
Grande collezionista, si è interessato principalmente alla scuola romana, dagli Anni Trenta agli Anni Sessanta, e alla scuola di San Lorenzo, quest’ultima ritenuta da Gramiccia una delle grandi eccellenze italiane, dopo la transavanguardia e l’arte povera, la terza realtà dal punto di vista del credito internazionale.

Conoscere, frequentare e curare gli artisti gli ha consentito di comprendere la loro grande fragilità e il ruolo che la sensibilità gioca nell’atto creativo, fino a ritenere che sia spesso la vulnerabilità il presupposto delle grandi invenzioni artistiche. Alla sua collezione e al tema della fragilità è stata dedicata la mostra Fragili eroi, a cura di Alberto Dambruoso (Museo Carlo Bilotti, 2016), volta ad esaminare i rapporti fra una condizione di debolezza e la risposta ad essa, in grado di produrre spesso straordinari capolavori.

Nel 2012, ha pubblicato Slot Art Machine. Il grande business dell’arte contemporanea, edito da DeriveApprodi, un’analisi accurata del sistema dell’arte e delle sue regole ai giorni d’oggi. L’autore esamina i condizionamenti imposti dal mercato e dalla ricerca del profitto, da distribuirsi tra pochi giocatori, proprio come accade per le Slot Machine: mercanti, case d’asta internazionali, musei, collezionisti, banche, cordate di affaristi, curatori e artisti manager.
Pubblica, nel 2014, Arte e potere. Il mondo salverà la bellezza? (Ediesse). Nel volume Gramiccia, con grande lucidità, indaga il rapporto tra l’arte e il potere, analizzando i risultati di questa relazione nel corso dei secoli. Se nell’antichità questa dipendenza non mutava l’intima essenza delle opere d’arte, nei nostri giorni, secondo l’autore, questo equilibrio risulta alterato, attualmente il lavoro degli artisti sembra essersi trasformato in sotto-merce, perdendo libertà ed autonomia.
È autore del libro Elogio della fragilità, pubblicato da Mimesis nel 2016. Nel volume, Roberto Gramiccia ha trattato la fragilità come condizione individuale, l’inadeguatezza che alcuni di noi avvertono di fronte alle difficoltà della vita, e come condizione sociale. Ha individuato, inoltre, nella fragilità tanto un vincolo quanto una risorsa, una miccia per innescare una reazione, per generare una risposta attiva, utile per uscire dalla condizione di passività. Le fragilità, se condivise, possono essere il presupposto di una forza collettiva e uno stimolo per le attività umane.
Uscirà nei prossimi mesi la sua ultima fatica letteraria, Se tutto è arte… (Mimesis), in cui Gramiccia, con solide argomentazioni, illustra i meccanismi che soggiacciono al mondo dell’arte contemporanea, lamentando l’assenza di uno statuto che regoli la produzione e la valutazione delle opere. All’interno del volume, l’autore tenta di offrire soluzioni concrete per definire i requisiti cui un’opera d’arte deve rispondere perché possa essere legittimamente definita come tale. Un libro profondo, un’analisi lucida dei nostri tempi: galleristi, artisti, critici, e il loro spazio di azione, le mostre, il mercato, le fiere, l’autore non tralascia nessun aspetto e nessuna figura del sistema dell’arte contemporanea.

Oltre ai volumi citati, è autore di: La Medicina è malata. Il racconto della crisi di un’arte (Gangemi, vincitore del Premio Vanvitelli, 2000); Polittici 2001-2002 (Gli Ori, 2002); La regola del disordine. Renato Caccioppoli, un matematico ribelle (Editori Riuniti, 2004); La Nuova Scuola Romana. I sei artisti di via degli Ausoni (Editori Riuniti, 2005); Fragili Eroi. Ritratti d’artista. (DeriveApprodi, 2009); Il mondo dei mondi. Un dipinto di Pizzi Cannella (Carte segrete, 2011); La strage degli innocenti (Ediesse, 2013); Vita di un matematico napoletano (EIR, 2014), Le Parole Rubate (Mimesis 2018).
Ha curato numerosi e importanti eventi espositivi tra cui, fra il 1996 e il 2016, otto grandi rassegne su Tano Festa, Pizzi Cannella, Cloti Ricciardi, Lucilla Catania, Giacinto Cerone, Adele Lotito, Franco Mulas, Giuseppe Modica, Mojmir Jezeck, Ennio Calabria . Ha curatore inoltre numerose mostre collettive, fra cui Seminario, Anomie del tempo e dello spazio, Doppia Coppia, Liberi Pensatori, Ulissici, Mandala condiviso, L’âme. Omaggio a Renato Caccioppoli, Oi dialogoi, Ricapitolando, Pittori Pittori.
Nel 2009 ha realizzato un documentario sulla Nuova Scuola Romana, I sei artisti di via degli Ausoni, selezionato dalla Sezione Arti Visive della Rassegna internazionale “Doc Fest”.
È tra i fondatori dell’Associazione culturale Hidalgo Arte. Ha collaborato con numerose riviste. Per oltre dodici anni ha scritto di arte, di cultura e di medicina sul quotidiano nazionale «Liberazione». Partecipa in qualità di critico, insieme ad Alberto Dambruoso, al Progetto di Lucilla Catania Sculture in campo.

ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
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I Martedì Critici – PEPPE MORRA

PEPPE MORRA
7 novembre 2017, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Martedì 7 novembre si è svolto il settimo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività.
La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno in diverse sedi, l’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo, l’Art Forum Würth Capena e l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Ospite del settimo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Peppe Morra, figura di spicco nel panorama artistico napoletano e internazionale, gallerista, collezionista, mecenate, promotore e agitatore culturale.
Coraggioso e visionario sin dai suoi esordi, amante dell’arte e della sua funzione sociale, nel 1968 Giuseppe Morra fonda a Napoli con alcuni amici il progetto Centro d’Arte Europa e nel 1970-71 la rivista Silence Walk. Nel 1974, su suggerimento di Lucio Amelio, visitatore di una sua mostra dedicata a Sergio Lombardo, Morra decide di trasferire la sua attività dal Vomero al centro di Napoli, inaugurando così lo Studio Morra di via Calabritto 20. Appassionato dei movimenti d’avanguardia, dell’Azionismo Viennese e della Body Art, abituato a intendere l’arte come fenomeno travalicante le mura di uno spazio espositivo, come espressione a servizio della città, sperimentatore nello spazio pubblico, affascinato dalle forme artistiche nate dall’unione di diversi stili e discipline, attira nei suoi spazi artisti come Hermann Nitsch, Günther Brus, Urs Lüthi, Gina Pane, Joe Jones, Marina Abramovic, Bob Watts e Peter Kubelka, Allan Kaprow, Bruno Munari, si fa promotore del gruppo Fluxus e delle sperimentazioni di poesia visiva.
Nel 1992, Giuseppe Morra trasferisce la sua attività al Rione Sanità e costituisce la Fondazione Morra, dedicata alla ricerca, alla conoscenza, all’archiviazione, divulgazione e valorizzazione delle opere, alla promozione e trasmissione della cultura contemporanea. Dal Palazzo dello Spagnuolo avvia la sua operazione artistica e sociale, nel tentativo di contribuire alla riqualificazione civile, estetica, filosofica e urbanistica di un quartiere degradato e in costante condizione di bisogno.
Nel 2004, Giuseppe Morra, insieme a Francesco Coppola, Roberto Paci Dalò, Nicoletta Ricciardelli e Pasquale Persico, lancia l’idea-progetto del Quartiere dell’Arte, con l’intento di contribuire alla riqualificazione e rigenerazione dell’area urbana del quartiere Avvocata di Napoli, sfruttando l’energia propulsiva dell’arte e della cultura.
Nel 2008, inaugura in Vico Lungo Pontecorvo, a Napoli, il Museo Archivio/Laboratorio Hermann Nitsch, dedicato a uno degli artisti a lui più cari, luogo di raccolta e di esposizione, organismo culturale attivo, che offre alla città un Centro di Documentazione, un Dipartimento per il Cinema Sperimentale Indipendente, una Discoteca di Musica Contemporanea, un Centro per le Arti Performative e Multimediali, una Biblioteca delle Avanguardie e Neoavanguardie.
Inarrestabile ed instancabile, nel 2016 Giuseppe Morra inaugura, nell’antico Palazzo Ayerbo D’Aragona Cassano, Casa Morra – Archivio d’Arte Contemporanea, uno spazio di 4.200 mq, destinato ad ospitare le oltre 2000 opere della sua collezione, con artisti del calibro di Julian Beck, Marina Abramovic, Gina Pane, Hermann Nitsch, Shozo Shimamoto, Joseph Beuys, l’Archivio Living Theatre e gli Archivi Mario Franco su arte e cinema, e ad offrire, nel corso degli anni alla città mostre dedicate agli artisti della Fondazione e a quelli dell’ultima generazione. Con una programmazione definita fino al 2116, Peppe Morra sceglie di guardare al futuro e di sfidare il tempo, pianificando cento anni di mostre, attraverso il meccanismo del gioco dell’oca, fatto di rimandi, attraversamenti e ritorni. Luogo poliedrico, di creatività, ricerca, workshop, poesia, teatro, musica, cinema, seminari, convention, meeting e residenze d’artista, Casa Morra racconterà nel tempo alla città un segmento importante della storia delle avanguardie contemporanee italiane ed internazionali, e rappresenterà un bacino di sperimentazioni, confronti e riflessioni per i giovani artisti emergenti. Domenica 8 ottobre 2017, Casa Morra presenta la mostra I giganti dell’arte dal teatro: Julian Beck – Hermann Nitsch – Shozo Shimamoto e Joseph Beuys – Archivio Living Theatre – Archivi Mario Franco, inaugurando così il suo secondo anno di attività e il secondo dei cento eventi espositivi in programma.
Nell’ottobre del 2017, Giuseppe Morra riceve il premio “La Fabbrica nel Paesaggio”, assegnatogli dalla Federazione Italiana Club e da Centri UNESCO, che gli riconosce il merito di aver salvato, recuperato e valorizzato l’antica “Vigna di San Martino”, da lui acquistata nel 1988, averla resa un bene dall’enorme valore paesaggistico e averla restituita alla città e ai suoi abitanti.

INFO PUBBLICO
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Via di Ripetta 222, Roma
ORGANIZZAZIONE
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foto di:
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Riprese di:
#StudioRay