Risultati per: “nunzio” …

I Martedì Critici – Pio Monti

PIO MONTI

15 aprile 2014, ore 19.00

Museo MACRO, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Maria Elisa Giorgi e Federica Peligra

Ospite del terzo appuntamento della nuova stagione primaverile de I Martedì Critici è Pio Monti (Macerata, 1941).

L’incontro, che seguirà l’ormai consueta formula dell’intervista pubblica condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti ogni martedì a ospiti diversi, si svolgerà presso la sala cinema del Museo MACRO. Dopo l’esperienza della prima galleria Arte Studio Macerata, aperta nelle Marche nel 1969, Monti si trasferisce nel 1974 a Roma, che in quel momento sta attraversando un periodo di grande fervore creativo e intellettuale. Stringe amicizia con molti artisti, tra cui Emilio Prini, Vettor Pisani, Jannis Kounellis, ma soprattutto con Gino De Dominicis, marchigiano come lui e protagonista di otto mostre presso la galleria. De Dominicis e Monti hanno vissuto un rapporto molto intenso di condivisione e di dialogo, sia dal punto di vista umano sia professionale, che spesso è sfociato in una vera e propria collaborazione nella realizzazione delle opere. L’arte comportamentale di quegli anni, e il lavoro di De Dominicis in modo particolare, trasformava il gallerista in un vero e proprio complice. Come Monti ricorda, lui stesso ha provveduto personalmente a reperire materiale per la produzione delle opere, dalla mozzarella e la carrozza agli scheletri. Fin dagli anni Settanta, Monti è uno tra i principali animatori della vita artistica romana con una risonanza internazionale; da allora supporta gli artisti e sostiene un programma espositivo lontano dalle leggi del mercato, portato avanti con passione, estro e con instancabile ironia.

Dal 1974 a oggi, la galleria Pio Monti ha avuto diverse sedi a Roma: in via Principessa Clotilde, in Prati e poi in via dei Chiavari, in uno spazio disegnato da Carlo Berarducci, prima di approdare alla sede attuale in piazza Mattei. Monti porta avanti un programma di esposizioni, eventi, progetti editoriali che ha visto coinvolti artisti tra cui: Boetti, Buren, LeWitt, Vautier, Kosuth, Mochetti, Ontani, Alviani, Chiari, Merz, Mattiacci, Pistoletto, Albers, Agnetti, De Maria, Cucchi, Lim, Spalletti, Vitone, Nunzio, Levini, Iaria, Di Fabio.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

I Martedì Critici – Bruno Ceccobelli

BRUNO CECCOBELLI

15 ottobre 2013,  ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara e Eleonora Aliano

 

Ospite del quinto appuntamento di Martedì Critici al Chiostro del Bramante è Bruno Ceccobelli (Monte Castello di Vibio, PG, 1952).

Dopo aver trascorso a Todi l’infanzia e la giovinezza, Ceccobelli si trasferisce a Roma, dove frequenta i corsi di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti. Nel 1977 tiene la prima mostra personale presso la Galleria Spazio Alternativo di Roma, dove espone lavori di tipo concettuale; nello stesso anno presenta il suo lavoro in due mostre personali allestite nello spazio autogestito da artisti, La Stanza. Dopo l’esordio in ambito concettuale, le opere di Ceccobelli si caratterizzano via via per l’impiego di materiali naturali, tra cui cenere, piombo, creta, cera, sale e zolfo, capaci di esprimere energia pura. Lo studio delle filosofie orientali, della teosofia e dell’alchimia dotano le immagini dei suoi quadri e delle sue sculture, a metà strada tra astrazione e figurazione, di una carica altamente simbolica e di una grande tensione spirituale. Nei primi anni Ottanta Ceccobelli si stabilisce nell’ex-pastificio Cerere, nel quartiere San Lorenzo a Roma, dove formerà, insieme con Dessì, Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Tirelli, il celebre gruppo di pittori, noto come Scuola di San Lorenzo. I lavori su tavola che Ceccobelli realizza a partire dagli anni Ottanta si distinguono per l’utilizzo di tinte terrose, di bruciature e catrame. Come moderne pale d’altare, le tavole mostrano una complessa simbologia, composta da segni alfabetici o numerici, impronte di mani e di piedi, o simboli cristologici come il pesce e la croce. Negli anni Novanta Ceccobelli comincia a lavorare il marmo, mentre la sua pittura, sempre densa di elementi metaforici ed enigmatici, recupera una colorazione più varia e accesa.

Artista celebre a livello internazionale, Ceccobelli ha partecipato alla Biennale di Belgrado e alla Biennale des Jeunes a Parigi nel 1980; alla sezione “Aperto 84” della XLI Biennale di Venezia, dove torna ad esporre nel 1986, nella sezione “Arte e alchimia”, curata da Arturo Schwarz.Nel 1986 prende parte inoltre alla Biennale di Sidney e alla Quadriennale di Roma, dove è invitato anche all’edizione del 1996. Ha tenuto mostre personali in tutto il mondo: al 1981 risale la prima mostra da Yvon Lambert a Parigi, dove esporrà ancora nel 1987 e nel 1989, espone da Gian Enzo Sperone e a New York tra il 1984 e il 1986. Nel 1993 gli vengono dedicate due mostre antologiche, al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla galleria d’Arte Contemporanea di Rimini. Tiene l’importante mostra personale Classico Eclettico, presso il Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli nel 2003 e nel 2004 realizza a Gibellina il mosaico L’eternità è la vera medicina; l’anno successivo, alla galleria Guastalla di Livorno, presenta la mostra Grandi opere 1989-2005. Tra le esposizioni più recenti ricordiamo: Longamarcia post-temporale, nel 2007 da Volume! a Roma; Invasi, nel 2008 a Roma presso la Fondazione Pastificio Cerere e Attici unici, alla galleria Attico di Fabio Sargentini nel 2009. Tra le pubblicazioni più recenti che raccolgono le riflessioni teoriche di Ceccobelli, si segnalano Color Bellezza (Jaca Book 2003) e Tempo senza tempo della pittura (De Luca Editori d’Arte 2005).

 

 

I MARTEDI’ CRITICI – BIZHAN BASSIRI

BIZHAN BASSIRI

30 aprile 2013, ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Laura Lionetti e Eleonora Aliano

 

Il terzo appuntamento dell’edizione di primavera dei «Martedì Critici» al Chiostro del Bramante di Roma vede protagonista Bizhan Bassiri.

L’artista italo-persiano ha dato vita in 35 anni di attività a una mitologia personale di forme, oggetti e soggetti, che hanno alla radice il «pensiero magmatico», ovvero l’insieme di assiomi e sentenze che Bassiri, scultore e poeta, ha raccolto nel tempo attorno alla propria opera. Le «Erme» di pietra lavica, le grandi «Meteoriti» in bronzo, gli «Specchi solari», le «Serpi mercuriali», le «Evaporazioni» di rappresa cartapesta, i «Dadi della sorte» con tutti i sei lati contrassegnati dal sei, sono i capisaldi di un’idea di arte percepita come primordiale e assoluta, sostanzialmente senza tempo, per cui, come dichiara l’artista, «l’opera d’arte nel mondo è meteorite proveniente dal cosmo, non appartiene alla terra, ma le appare». Un’arte che sgorga come lava dalle viscere della terra o che giunge dal cosmo dopo viaggi di milioni di anni, capace di sposarsi quando con la musica, come in tante mostre-concerto allestite da Bassiri, o con la natura, come ne «La Stanza del Poeta», realizzata in un boschetto di querce sulle colline d’Abruzzo.

Biszhan Bassiri, nato a Teheran nel 1954, si è trasferito nel 1975 a Roma, dove si è diplomato all’Accademia Di Belle Arti nel corso di Scenografia di Toti Scialoja, avendo come compagni di corso Marco Tirelli, Pizzi Cannella, Nunzio, Gianni Dessì e Bruno Ceccobelli. Attualmente vive tra la capitale e San Casciano dei Bagni, presso Siena. Dal 1984 ha tenuto personali presso la Galleria Pieroni, La Nuova Pesa, Volume!, Oredaria arte contemporanea, il Camec di La Spezia e Musei archeologici di Napoli (2004) e di Venezia (2011), dove ha sviluppato un dialogo tra le sue opere e i capolavori dell’antichità. Nel 2009 si è svolto al Teatro Argentina di Roma l’«Evento Manifesto del Pensiero Magmatico», con musiche appositamente composte. Due anni dopo, presso La Nuova Pesa, «La Notte del Pensiero Magmatico» ha visto un reading di Simona Marchini e la collaborazione di Bruno Corà, curatore di molte mostre di Bassiri. Nel marzo 2013 ha esposto assieme a Jannis Kounellis presso il Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica di Roma.

Contrassegnato da tag , , ,

I MARTEDI’ CRITICI – GIANNI DESSI’

GIANNI DESSI’

9 aprile 2013, ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 

Ospite del primo appuntamento di primavera al Chiostro del Bramante di Roma è Gianni Dessì.

Le sue meditazioni sulla natura dell’arte hanno preso forma quando pittorica, quando scultorea, quando filmica, oscillando tra astrazione e figurazione, materia e concetto, finito e non finito, in una perlustrazione delle possibilità dei linguaggi, mossa dal dubbio: l’arte esiste? Assurto tale interrogativo ad estremo atto d’amore nei confronti dell’arte, Gianni Dessì si è fatto portatore di una coscienza del fare estetico tra i più lucidi dei nostri tempi. In quasi 40 anni di attività si è venuta formando così una galassia di temi e opere, tra quadri e ambienti dipinti, tra ritratti naturalistici ed espansioni monocrome nello spazio, che indagano l’atto artistico rispettandone il mistero. Il ragionamento sull’arte, le parole attorno all’opera sono parte di una forma di approccio all’arte di Dessì che l’incontro dei «Martedì Critici» vorrà perpetuare.

Nato a Roma nel 1955, allievo di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, Gianni Dessì, dopo prime esperienze nell’ambito del teatro sperimentale, inizia a tenere, dal 1979, personali presso le gallerie Ugo Ferranti di Roma, Yvon Lambert di Parigi, Sperone di Roma e New York, e Bagnai di Siena e Firenze. Negli anni ’90 esporrà presso Gian Ferrari a Milano e a Volume! a Roma. Nel 2006 il Macro di Roma lo celebra con una mostra antologica a cura di Danilo Eccher, mentre nel 2011 Lóránd Hegy allestirà un’altra sua grande mostra presso il Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne Mètropole di Sant-Étienne in Francia. Una mostra all’Accademia di Francia nel 2006, e una al Mart di Rovereto nel 2009, hanno ripercorso la storia del Gruppo di San Lorenzo, costituitosi a partire dal 1984 presso l’ex Pastificio Cerere del quartiere San Lorenzo a Roma, e costituito da Gianni Dessì, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. Venti sue opere saranno in esposizione al Museum Biedermann di Donaueschingen in Germania fino al 16 giugno, in una mostra condivisa con altrettante opere di Nunzio.

Contrassegnato da tag

Guglielmo Gigliotti

 

Nato a Roma, dove vive, il 27/6/1967.

Critico d’arte, è docente di ruolo di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, è redattore de «Il Giornale dell’arte», ha curato numerose mostre per gallerie private (tra cui L’Attico di Fabio Sargentini, lo Studio d’Arte Cannaviello, Erica Fiorentini Arte Contemporanea, Il Segno, Oddi Baglioni) e musei (tra cui Macro di Roma e M.A.X. di Chiasso, Svizzera), ha scritto per numerose testate, tra cui «Terzo occhio», «Tema celeste», «Segno». Nel 2011 è stato pubblicato un suo

saggio sull’arte degli anni ’80 nel volume Electa «Il confine evanescente. Arte italiana 1960-2010», realizzato dal MAXXI. L’anno successivo ha pubblicato, con Carte Segrete, un libro sulla Scuola di San Lorenzo «Sei storie. Tirelli, Pizzi Cannella, Ceccobelli, Nunzio, Gallo, Dessì».