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I Martedì Critici – Antonio Biasiucci

ANTONIO BIASIUCCI

17 febbraio 2015, ore 18:00

Museo MADRE, Napoli

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Nato a Dragoni (Caserta) nel 1961, Antonio Biasiucci si è trasferito a Napoli nel 1980, dove ha cominciato il suo lavoro di fotografo conducendo un’esplorazione delle periferie urbane e portando avanti, contemporaneamente, una riflessione sulla memoria personale del suo paese di origine. Dal 1987 al 1993 Biasiucci collabora con Antonio Neiwiller, attore e regista teatrale, e l’esperienza del teatro di avanguardia si traduce, nella produzione fotografica di Biasiucci, in un forte contrasto tra luci e ombre, nella nuova centralità che assume il gesto, il dettaglio di un corpo che emerge dal buio colpito da una luce che fende un’oscurità densa. Dal teatro deriva anche la concentrazione su uno stesso soggetto fotografico, reiterato quasi ossessivamente, finché il dato di partenza perde il significato originale e si trasforma in altro da sé. L’esperienza con Neiwiller si tradurrà, anni dopo, nell’organizzazione di LAB, un laboratorio/workshop di fotografia tenutosi nel 2014 presso il suo studio e, dopo una prima presentazione al MADRE, conclusosi con la mostra collettiva di tutti i partecipanti Epifanie, presso Castel dell’Ovo. I soggetti delle fotografie di Biasiucci sono essenziali e senza tempo – corpi, volti, magma, pani, madri, ex voto – individuati seguendo un’intuizione che scopre segrete consonanze tra il paesaggio esterno e la sfera interiore. Dagli anni Ottanta comincia la collaborazione con l’Osservatorio vesuviano, partecipando alle missioni dei vulcanologi, che conducono l’artista a una ricerca fotografica incentrata sugli effetti materici dei vulcani attivi. Queste fotografie formano la serie Magma (1998) che sarà esposta a Parigi, a New York, a Napoli e a Roma. Nella serie Volti (2009), presentata presso il museo MADRE a Napoli, i soggetti sono tratti dai calchi delle teste di uomini e donne africani, conservati presso il Museo di Antropologia dell’Università Federico II. La serie è esposta nel 2011 anche al Museo di Capodimonte, insieme alla serie dei Pani (2009-2011). Biasiucci ha ricevuto molti premi internazionali, tra cui lo European Kodak Panorama, conferitogli nel 1992 ad Arles. Il volume Res: Lo stato delle cose, dedicato al conflitto del Kosovo, è stato premiato con il Kraszna-Krausz Photography Book Awards a Londra nel 2005, anno in cui gli è stato conferito anche il Premio Bastianelli a Roma. Le opere di Biasiucci fanno parte delle collezioni di numerosi musei, in Italia e all’estero, tra cui il MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, la Metropolitana di Napoli e la Fondazione Banco di Napoli; l’Istituto nazionale per la grafica e il MAXXI di Roma; la Galleria Civica di Modena; la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte Contemporanea di Torino; la Peggy Guggenheim Collection di Venezia; il Mart di Rovereto, il Centre de la Photographie di Ginevra e la Maison Européenne de la Photographie, Parigi, che nel 2013 gli dedica un’ampia doppia personale, con Mimmo Paladino.

In collaborazione con l’associazione culturale “I Martedì Critici”, il MADRE di Napoli ha ospitato martedì 17 febbraio, alle ore 18:00 (Sala delle Colonne, primo piano), il terzo dei quattro incontri pubblici previsti con alcuni protagonisti del mondo dell’arte contemporanea. Per l’occasione il MADRE aprirà in via straordinaria anche la sera di martedì, abituale giorno di chiusura, dalle ore 17:30 alle 19:30 (primo piano). I quattro appuntamenti seguiranno la consueta formula dei Martedì Critici, che tornano a Napoli dopo le tappe in istituzioni quali il Museo Pecci di Milano, il MACRO e il MAXXI di Roma e il PAN: un’intervista pubblica, corredata da immagini, condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, curatori del progetto, che permettono di ricostruire mostre, pubblicazioni, progetti, in una pluralità di collaborazioni con artisti, curatori, critici, collezionisti e appassionati.

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I Martedì Critici – Massimo Minini

MASSIMO MININI

10 febbraio 2015, ore 18:00

Museo MADRE, Napoli

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Accompagnando la grande mostra che si è svolta presso la Triennale di Milano, in cui sono state esposte le opere di ottanta artisti italiani e internazionali, nel 2013 è stato pubblicato Massimo Minini – Quarant’anni. 1973-2013, un volume che ripercorre attraverso immagini, ritratti, lettere, cartoline, inviti, annotazioni e documenti i quarant’anni di attività della galleria Massimo Minini. La galleria aprì nel 1973 a Brescia, in collaborazione fra Minini e Enrico Pedrotti, col nome Banco. Dopo gli studi in Legge a Milano, Minini cominciò a frequentare il mondo dell’arte appassionandosi al contemporaneo e, dal 1970 al 1973, collaborò con la rivista “Flash Art”, per poi fondare la sua galleria, oggi tra le principali gallerie italiane, il cuoi programma offre un vero e proprio spaccato della storia dell’arte degli ultimi decenni, a partire dalle ricerche dell’arte concettuale, dell’arte povera e minimal art (Carla Accardi, Robert Barry, Alighiero Boetti, Daniel Buren, Giuseppe Chiari, Luciano Fabro, Hans-Peter Feldmann, Alberto Garutti, Dan Graham, Anish Kapoor, Bertand Lavier, Sol LeWitt, Giulio Paolini, Ian Wilson, fra gli altri), per arrivare oggi agli artisti delle nuove generazioni, fra cui Vanessa Beecroft, Paolo Chiasera, Maurizio Donzelli, Haris Epaminonda, David Maljkovic, Ryan Mendoza, Tino Sehgal e Paul Thorel. La programmazione di Massimo Minini è inoltre particolarmente attenta alla ricerca fotografica di grandi autori italiani, da Gabriele Basilico a Elisabetta Catalano, da Paolo Gioli a Mimmo Jodice, fra gli altri (la sua collezione comprende centinaia di scatti che hanno per soggetto i ritratti di artisti). Minini ha pubblicato anche diversi libri, tra cui Mai scritti. Racconti, favole, lettere, qualche sogno (2009), brevissimi ma intensi scritti che narrano gli incontri con i protagonisti dell’arte avvenuti durante la sua lunga attività: questi mini-racconti, nati in occasione di una fiera per sostituire i cartellini con le didascalie che accompagnano le opere esposte, offrono una personale, intima versione della personalità degli artisti, e raccontano di una vita spesa per l’arte.

In collaborazione con l’associazione culturale “I Martedì Critici”, il MADRE di Napoli ha ospitato martedì 10 febbraio, alle ore 18:00 (Sala delle Colonne, primo piano), il secondo dei quattro incontri pubblici previsti con alcuni protagonisti del mondo dell’arte contemporanea. Per l’occasione il MADRE aprirà in via straordinaria anche la sera di martedì, abituale giorno di chiusura, dalle ore 17:30 alle 19:30 (primo piano). I quattro appuntamenti seguiranno la consueta formula dei Martedì Critici, che tornano a Napoli dopo le tappe in istituzioni quali il Museo Pecci di Milano, il MACRO e il MAXXI di Roma e il PAN: un’intervista pubblica, corredata da immagini, condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, curatori del progetto, che permettono di ricostruire mostre, pubblicazioni, progetti, in una pluralità di collaborazioni con artisti, curatori, critici, collezionisti e appassionati.

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I Martedì Critici – Alfonso Artiaco

ALFONSO ARTIACO

3 febbraio 2015, ore 18:00-19:30

Museo MADRE, Napoli

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Nel 1986, all’età di ventidue anni, Alfonso Artiaco ha aperto la sua prima galleria in corso Terracciano a Pozzuoli. Lo spazio inaugurava con un’esposizione dal titolo Possibilità di collezione, in cui vennero esposte opere appartenenti alla collezione del giovane gallerista. Fin dall’esordio, Artiaco si propone di offrire un programma rigoroso di mostre, da Giovanni Anselmo a Jannis Kounellis, da Giuseppe Penone a Luigi Mainolfi, da Sol LeWitt a Carl Andre. L’esperienza di Pozzuoli rappresenta un unicum nel panorama del contemporaneo in Italia in quegli anni, una galleria che in un piccolo centro si propone di portare avanti in maniera continuativa un ambizioso programma internazionale. Nel 2003 Artiaco trasferisce la sua galleria a Napoli, nello spazio in piazza dei Martiri che aveva ospitato la Galleria Lucio Amelio. Lo spazio è stato inaugurato con la mostra Fragments Napoli 2003 di Gerhard Merz. Uno dei principali animatori della vita culturale cittadina, a Napoli, Artiaco promuove progetti che rafforzino le relazioni tra galleria, artisti e istituzioni: nel 1998, grazie al rapporto di collaborazione avviato con la Soprintendenza, si inaugura la mostra di Gilbert & George New Testamental Pictures presso il Museo di Capodimonte, e sempre nella stessa sede, nel 2010, è la volta di Albert Oehlen. Nel novembre 2012 Artiaco trasferisce la galleria nel palazzo nobiliare De Sangro di Vietri, nel cuore della città, che inaugura con un omaggio a Sol LeWitt, esponendo per la prima volta in Italia le sue Pyramids (1986), e con una personale di Liam Gillick.

Accanto alla proposta di artisti consolidati italiani e internazionali, con una focalizzazione sul concettuale, l’arte povera e minimal, Artiaco ha sostenuto nei suoi quasi trent’anni di attività la promozione di giovani artisti nazionali e stranieri, seguendoli lungo tutto il percorso di maturazione artistica.

In collaborazione con l’associazione culturale “I Martedì Critici”, il MADRE di Napoli ha ospitato martedì 3 febbraio, alle ore 18:00 (sala delle Colonne, primo piano), il primo dei quattro incontri pubblici previsti con alcuni protagonisti del mondo dell’arte contemporanea. Per l’occasione il MADRE aprirà in via straordinaria anche la sera di martedì, abituale giorno di chiusura, dalle ore 17:30 alle 19:30. I quattro appuntamenti seguiranno la consueta formula dei Martedì Critici, che tornano a Napoli dopo le tappe in istituzioni quali il Museo Pecci di Milano, il MACRO e il MAXXI di Roma e il PAN: un’intervista pubblica, corredata da immagini, condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, curatori del progetto, che permettono di ricostruire mostre, pubblicazioni, progetti, in una pluralità di collaborazioni con artisti, curatori, critici, collezionisti e appassionati.

 

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I Martedì Critici – Lorenza Trucchi

LORENZA TRUCCHI

4 novembre 2014, ore 19.00

Museo Macro, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Sesto appuntamento della stagione autunnale de  “I Martedì Critici”, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’’Associazione culturale I Martedì Critici. La seconda parte della stagione autunnale degli incontri, giunti al quinto anno di programmazione, si terrà al Macro, presso la Sala Cinema (ingresso libero fino a esaurimento posti), seguendo l’ormai consueta formula dell’intervista pubblica condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti.

Ospite del sesto appuntamento è Lorenza Trucchi (Principato di Monaco, 1922).

Raffinata critica d’arte, scrittrice e giornalista, Lorenza Trucchi è nata a Monaco nel 1922, da una famiglia di origini liguri, che si trasferisce a Roma nel 1934. Dopo la laurea in Giurisprudenza, comincia a occuparsi d’arte scoprendo presto la passione per il giornalismo. Nel 1949 pubblica i primi articoli su giornali e riviste e dal 1950 collabora assiduamente con i quotidiani: “Il Momento”, “Il Gazzettino”, “Il Corriere mercantile”, e ai periodici: “Leggere”, “Il Taccuino delle Arti”, “Giovedì”, “Art Dossier”. E’ stata inoltre coordinatrice della sezione dedicata alle arti figurative e l’architettura de “La Fiera Letteraria”, critico d’Arte de “Il Giornale Nuovo” e de “La Voce” di Indro Montanelli, e collaboratrice de “Momento Sera”. Critica militante da allora, e ancora oggi attenta osservatrice degli artisti contemporanei, Lorenza Trucchi ha vissuto in prima persona la felice stagione romana degli anni Cinquanta e Sessanta, frequentando le gallerie attive a quel tempo, come L’Obelisco di Gaspero del Corso e Irene Brinn, che ha esposto per prima il lavoro di Alberto Burri, di cui Lorenza Trucchi recensisce la mostra già nel 1952. Frequenta Parigi, dove conosce Jean Dubuffet e l’art brut, e poi Bacon, entrambi protagonisti di due sue importanti monografie. Sempre attenta all’uomo dietro all’artista, Lorenza Trucchi si definisce una “cronista dell’arte”, anche se alla carriera giornalistica ha affiancato l’insegnamento, è stata infatti docente di Storia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti di L’Aquila e di Roma dal 1969 al 1994, e dal 1995 al 2001 è stata presidente della Quadriennale d’Arte di Roma. Commissario del Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 1982, ha fatto inoltre parte della Commissione Esperti del Settore Arti Visive delle Biennali di Venezia nel 1988 e nel 1990. Ha curato inoltre numerose mostre su Dubuffet, Gentilini, Sadun, Vespignani, Maccari, Magnelli, Jean Arp e Sophie Taeuber.

Promosso da: Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, e Associazione Culturale I Martedì Critici

 

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I Martedì Critici – Beverly Pepper

BEVERLY PEPPER

28 ottobre 2014, ore 19.00

Museo Macro, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Ospite del quinto appuntamento è Beverly Pepper (New York, 1922). Dopo una prima formazione all’Art Students’ League e al Pratt Institute a New York, nel 1949 Pepper si trasferisce in Europa ancora ventenne, e studia pittura a Parigi, presso l’Académie de la Grande Chaumière, dove è allieva di André Lothe e Fernand Léger, per poi trasferirsi in Italia nel 1951, dove tuttora vive e lavora. La grande fascinazione suscitata dalle rovine dei templi antichi, scoperte durante un viaggio in Cambogia, la porta a dedicarsi alla scultura, in un primo momento incidendo il legno, poi lavorando il metallo. Nel 1962 partecipa alla mostra Sculture nella città, organizzata a Spoleto da Giovanni Carandente; risalgono a questo momento lavori come Spring Landscape, The Gift of Icarus, Leda. Pepper comincia fin dal principio a lavorare su grande formato, destinando le sue sculture ad ambienti esterni e sceglie quale materiale prediletto l’acciaio inossidabile: le superfici polite e riflettenti dell’acciaio lucidato riflettono il paesaggio circostante e includono lo spettatore stesso che si avvicina; l’ambiente esterno si addensa sulla scultura che si impone con la stessa solidità del paesaggio. Negli anni Settanta Pepper sancisce il legame con lo spazio aperto, realizza vere e proprie opere di Land Art, mescolando materiali industriali alla natura, e lavora alle Earthbound Sculptures, sculture che sembrano nascere e levarsi in alto direttamente dalla terra. Pepper continua negli anni, fino a oggi, a sperimentare materie, impiegando l’acciaio cor-ten e la ghisa, intensificando i viaggi tra Italia e Stati Uniti. Molti suoi progetti sono stati realizzati in parchi pubblici, che si trasformano in luoghi di pausa e riflessione all’interno del tessuto urbano, come il Sol y Ombra a Barcellona nel 1986, dove è intervenuta con piastrelle di ceramica, echeggiando l’opera di Gaudí, o il recente Calgary Sentinels and Hawk Hill (2008–2010) a Calgary (Alberta, Canada), con colonne di cor-ten. Dal prossimo 2 dicembre fino a marzo 2015, Pepper presenterà un progetto a Roma presso l’Ara Pacis, che sancirà il lungo rapporto tra l’artista e Roma: quattro sculture monumentali saranno installate nel piazzale di fronte al museo e sul lungotevere.

Numerosi sono i premi conseguiti lungo l’arco della carriera di Pepper, tra i più recenti ricordiamo: Alexander Calder premio per la Scultura, Francia, 2003, Alumni Achievement Award, Pratt Institute, Brooklyn, New York, 2007, National Academican, National Academy Museum and School, New York, 2011, premio Lifetime Achievement, Centro Internazionale di Scultura, New York, 2013.

I lavori di Beverly Pepper sono stati esposti nei maggiori musei del mondo. Sono inclusi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, Whitney Museum of American Art e Brooklyn Museum of Art a New York; The Hirshhorn Museum and Sculpture Garden e Smithsonian Institution a Washington, D.C.; The Walker Art Center, Minneapolis, Minnesota; The San Francisco Museum of Modern Art, California; Centre Georges Pompidou e Les Jardins du Palais Royal a Parigi, Palazzo degli Uffizi, Firenze; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Albertina Museum, Vienna; The Museum of Modern Art, Barcellona; The Contemporary Sculpture Center, Tokyo.

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