Archivio mensile:maggio 2018

I Martedì Critici – Gioacchino Pontrelli

GIOACCHINO PONTRELLI
29 Maggio 2018, ore 18.00
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso ed Annalisa Ferraro
Introduce Tiziana D’Acchille, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Ospite del quarto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Gioacchino Pontrelli (Salerno,1966).

Gioacchino Pontrelli si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove attualmente vive e lavora. Attento osservatore e fine pensatore, attraverso la pittura, Gioacchino Pontrelli indaga la realtà, scruta la società che ci circonda e capta le immagini che in essa predominano. Oggetti di valore per la collettività o importanti per il suo sentire si trasformano su una distesa di colore, per poi rivelarsi indifferentemente in forma figurativa o astratta. Dopo aver scelto le immagini e dopo aver tradotto la contemporaneità così come da lui percepita, tra emozione e concentrazione, Pontrelli si lascia andare alle colature di colore, libere, lente, fatte di gesti ripetuti e armonici. Nello spazio privato del pensiero, ogni oggetto reale si carica di valori, significati, accezioni differenti da quelle iniziali, diventando traccia di una riflessione, segno di un’emozione, manifestazione di una interiorizzazione. Che rivelino assenze o presenze, le immagini che Pontrelli trasferisce in pittura raccontano l’uomo e la realtà che questo vive, influenza e subisce. L’artista si abbandona agli stimoli, segue le forme, le luci, i colori, disegna e dipinge. Si affiancano o si sovrappongono figure iperrealiste e segni astratti, su una singola tela o in un dittico in grado di estendere lo spazio dell’opera e far incontrare pittura e realtà.

Decostruire, separare, ricongiungere, frammenti di immagini trovano il loro spazio sulla tela e tra i colori si incontrano fotografia, pittura, attimi di quotidianità. Un tempo che appare fermo è in verità in continuo scorrimento, nulla accade ma tutto è impercettibilmente in atto, proprio come nella vita reale. Con le sue opere, Pontrelli è in grado di innescare un dialogo intenso e costante con l’ambiente che lo circonda, sia esso la parete pulita di una galleria, di una casa abitata o lo studio in cui ogni lavoro è stato progettato e realizzato. Allo spettatore è lasciato sempre lo spazio della riflessione, dell’introspezione e dell’interpretazione.

Se prima l’artista era intento a portare nei suoi lavori idee, progetti, significati, valori, attualmente Pontrelli si dedica principalmente a trasformare in pittura le sensazioni e le emozioni che prova semplicemente nel vivere la vita e l’arte, e a muoversi secondo istinti irrazionali e liberi. In questa nuova fase della sua produzione artistica, Gioacchino Pontrelli pone al centro della sua azione pittorica la parte più emotiva e sentimentale del suo essere, trasferendo nei suoi lavori più recenti tutta la spontaneità del suo pensiero e dei sui gesti. Ai fruitori dei suoi lavori non chiede altro che lasciarsi andare, perdersi nel quadro, nei colori, nelle forme, senza cercare significati ulteriori, senza richiedere all’artista l’artificio delle sovrastrutture. Godere dell’arte, è il desiderio di Pontrelli, per sé quanto per i visitatori delle sue esposizioni, abbandonando l’idea che le opere debbano necessariamente essere campo per lunghe e talvolta improduttive analisi scientifiche.

Tra le principale mostre personali ricordiamo: Gioacchino Pontrelli. Memorie di ragazzi perbene, MAC, Lissone, 2018; Non chiedere, Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma, 2018; Gioacchino Pontrelli, Bernard Chauchet Contemporary Art, London, 2017; APPUNTI DI UNA GENERAZIONE #3. Gioacchino Pontrelli, Bedroom, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, 2016; Gioacchino Pontrelli, Tornabuoni Arte, Firenze, 2015; Quadreria Pontrelli, Galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma, 2014; Comportamento Emergente, Galleria OltreDimore, Bologna, 2012; Di quanti millimetri è fatto il mondo, Antonella Cattani Arte Contemporanea, Bolzano, 2011; Altre Stanze, CIAC, Genazzano, 2009.

Tra le collettive segnaliamo: Twiner #6. Liveliness, Centrale del Tennis, Roma, 2018; DE PROSPECTIVA PINGENDI. Nuovi scenari della pittura italiana, Sala delle Pietre di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, Todi, 2018; Anthropocene, Galleria Riccardo Crespi, Milano, 2016; Dehors, Museo Capitolare, Cisterna Romana della Cattedrale di Atri (TE), 2016; Dodici stanze, CIAC – Castello Colonna, Genazzano, 2015; Close up, Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto, 2015; Art is real. Una collezione impermanente, Piazza Pasquino 69, Roma, 2014; Dove l’acqua riposa, La Nuova Pesa, Centro per l’Arte Contemporanea, Roma, 2014; Nanjing International Art Exhibition, Cina, 2014; Towards which planet?, Canal05 Gallery, Bruxelles, 2014; Nell’acqua capisco 55. Biennale di Venezia, – Evento collaterale, Paratie Vecchie, Piazza San Marco e Ateneo Veneto, Venezia, 2013.

ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com
Sponsor:
Spedart Srl
Media Sponsor: Riprese video:
ARTRIBUNE
Marica Messa
con il supporto di:
Hidalgo Associazione culturale
Riprese video:
Accademia di Belle Arti di Roma
Foto di:
Gianfranco Basso

I Martedì Critici – MARKUS REDL

MARKUS REDL
15 maggio 2018, ore 19.00
Art Forum Würth Capena
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

L’Art Forum Würth Capena è lieto di tornare ad ospitare presso la propria sede un nuovo appuntamento de “I Martedì critici”, progetto culturale nato nel 2010 da un’idea del critico d’arte Alberto Dambruoso, e che si propone di far incontrare e conoscere ad un ampio pubblico i protagonisti della scena artistica contemporanea.
Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti dialogheranno questa volta con Markus Redl, presente nella mostra collettiva in corso all’Art Forum Würth Capena “A.E.I.O.U. Da Klimt a Hausner a Wurm-L’arte austriaca nella Collezione Würth”, con l’opera “Stein 68 (Kurt)/ Pietra 68 (Kurt)” del 2007, e tra i più interessanti esponenti dell’attuale panorama artistico austriaco.
L’opera di Markus Redl (1977) comprende sculture – in pietra, marmo, legno e metallo – e disegni. Allievo di Erwin Wurm all’Università di Arti Applicate a Vienna, dal 2004 l’artista ha dato vita ad un corpus di lavori che sfuggono ad una facile classificazione nella presente pluralità dei media della scultura.
Il concetto di scultura di Redl è classico in termini di tecnica e materiali (con una predilezione per il bianco e prezioso marmo di Carrara), ma la solennità e atemporalità, storicamente legate alla scultura in pietra, convivono, in apparente contraddizione, con l’attualità dei temi trattati. Anti-eroi, anti-idoli, archetipi, personaggi per nulla idealizzati – come la nonna dell’artista oppure un senzatetto – provocano il pubblico e lo inducono a riflettere. L’umorismo, componente essenziale del suo lavoro, accompagna il processo artistico e contribuisce a mitigare il pathos insito nel materiale impiegato.
Dal 2004 Redl inizia a lavorare ad una “biblioteca di pietre” e non è insolito che sulle sue sculture siano incise parole o frasi, a mo’ di commenti personali. I titoli delle opere (sempre numerate) sono accompagnati da note a piè di pagina, con riferimenti filosofici e letterari, spesso tratti dalle letture fatte durante l’esecuzione del pezzo. Vengono così uniti diversi livelli comunicativi, ma in modo tale che, in questo gioco di rimandi, la scultura non parli da sola, così come non parlano da sole le citazioni testuali.
La rappresentazione, che si muove tra realismo e surrealismo, provoca e sconcerta il pubblico. Quando vi sono persone raffigurate – in corpi interi, frammentati o in enigmatiche combinazioni con altri elementi – esse esprimono un aspetto della condizione umana che può essere inteso come attuale e insieme situazione archetipica e senza tempo dell’esistenza umana.
Il lavoro di Markus Redl comprende anche serie di disegni, per lo più ad inchiostro, con una loro autonomia espressiva, non legati quindi alla preparazione delle sculture. Il tratto è rigoroso e preciso e anche qui testi ed immagini si combinano evocando tavole enciclopediche oppure emblemi ed allegorie, dove possono comparire simboli legati alle diverse religioni.
Markus Redl vive e lavora a Vienna e Carrara.
Tra i suoi ultimi progetti, una scultura per la collezione Würth, “Stone 146 – “Blickfelderweiterung/360°” dove compaiono i ritratti di Reinhold e Carmen Würth.

Dal loro primo anno di attività, nel 2010, i “Martedì Critici” hanno incontrato centinaia di artisti, tra cui Joeph Kosuth, Jannis Kounellis e Adrian Paci, galleristi storici quali Fabio Sargentini e Lia Rumma e storici dell’arte di chiara fama come ad esempio Maurizio Calvesi e Lorenza Trucchi. Svoltisi inizialmente nella casa-studio romana del fondatore Alberto Dambruoso, gli incontri critici sono stati ospitati nelle edizioni successive da alcune istituzioni culturali presenti a Roma, come ad esempio dalla Reale Accademia di Spagna presso il Chiostro del Bramante e dall’Accademia di Belle Arti e dai principali musei d’arte contemporanea italiani, tra i quali i Musei Maxxi e Macro di Roma, il Museo Pecci di Milano e i Musei Madre e Pan di Napoli.

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