I Martedì Critici – Stefania Miscetti

Stefania Miscetti
9 ottobre 2018 ore 19.00
Visionarea Art Space
a cura di Alberto Dambruoso e Annalisa Ferraro

Martedì 9 ottobre si è tenuto il secondo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al nono anno di attività.

Tale format si colloca nel più ampio progetto Visionarea Art Space, incubatore di idee che propone e promuove progetti di artisti contemporanei nazionali e internazionali, e che si avvale fin dalla prima edizione del fondamentale sostegno del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele e della Fondazione Cultura e Arte.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, a cominciare dal Visionarea Art Space di Roma, di recente inaugurazione.

Il tema comune del primo ciclo di incontri autunnale sarà “il Mediterraneo”, simbolo di culture antiche e moderne, luogo di incontri e scambi, spazio di conquiste, scoperte e conoscenza. Un Mare attorno al quale sono nate e cresciute alcune tra le più importanti civiltà dell’occidente e dell’oriente di questa parte di mondo, e si sono sviluppate le caratteristiche, uniche e peculiari, delle popolazioni che l’hanno vissuto e navigato. Maestri di chiara fama ed emergenti dal riconosciuto valore professionale saranno invitati presso il Visionarea Art Space per discutere della propria arte, di significati e poetiche, ma anche di una cultura comune, quella di area mediterranea appunto, che ha influenzato e caratterizzato nei secoli la produzione artistica e culturale delle nostre terre.

Stefania Miscetti
Laureata in Architettura e attiva nel campo della progettazione e del design, Stefania Miscetti è fondatrice dell’omonimo Studio Stefania Miscetti di Roma e dell’Associazione Culturale Mantellate, entrambe impegnati dal 1990 a supportare artisti affermati ed emergenti, a promuoverne attività sul territorio nazionale e internazionale, a sostenere riflessioni sociali e politiche.

In un ex spazio industriale di Trastevere, da quasi trent’anni, Stefania Miscetti accoglie curatori di ogni generazione, artisti italiani e stranieri, e le più diversificate espressioni artistiche, dalla pittura alla scultura, dalla video arte alla performance, dalle installazioni ai modelli architettonici, dalla poesia alla musica, fino ai gioielli, perseguendo come obiettivo la valorizzazione dell’arte contemporanea e la sua diffusione tra gli spazi pubblici e privati delle città, a partire da quella romana.

Sono nati, sotto la sua supervisione, progetti inediti e site specific, ideati appositamente per lo spazio della galleria, opere pensate per dialogare con la cultura, la storia e l’attualità della città di Roma, punto di riferimento in ogni riflessione e interlocutrice diretta o indiretta di ogni operazione culturale.

Lo Studio Stefania Miscetti ha accolto idee, progetti, opere di Marina Abramovic, Yoko Ono, Ben Vautier, Orlan, Wolf Vostell, Maria Lai, Nancy Spero, Hermann Nitsch, Doris Bloom, Bizhan Bassiri, Valie EXPORT, Michal Rovner, Gianni Piacentino, Alberto di Fabio, e ha promosso negli anni il lavoro di giovani artisti in fase di affermazione, come Paolo Canevari, Adrian Tranquilli, Manuela Filiaci, Gian Domenico Sozzi, Fiorella Rizzo e Silvia Giambrone.

Tra i legami più significativi che lo Studio Stefania Miscetti ha costruito e conservato nel tempo, è da ricordare quello con Maria Lai, artista impegnata nel recupero della cultura popolare e di tradizioni e processualità legate alla civiltà̀ preindustriale, alla quale la galleria ha dedicato quattro mostre, la prima nel 1991, l’ultima, recentissima, terminata a maggio 2018.

Da non dimenticare è l’impegno di Stefania Miscetti su temi sociali e politici: la rassegna SHE DEVIL (2006-2018), che nel 2018 ha compiuto dieci anni, pone l’attenzione sull’identità femminile, intesa come corpo, come mente, come libertà, come autodeterminazione, coscienza e pensiero. Differenti visioni di molteplici universi femminili riprendono forma e colore nei racconti-video di donne artiste, che, con la supervisione, ciascuna della propria curatrice, hanno dato voce alle impellenti necessità di genere, prima, e all’urgenza di una definizione di ruolo, poi, muovendosi costantemente dalla dimensione personale a quella collettiva.

Negli anni, Stefania Miscetti ha perseguito sempre come obiettivo personale e della galleria il coinvolgimento della città e dei suoi abitanti, da raggiungere attraverso l’organizzazione tanto di mostre in contesti privati che di eventi in luoghi pubblici. Muovendosi in questa direzione, nella metà degli anni ’90, lo Studio Stefania Miscetti ha dato vita all’iniziativa Projected Artists – Obiettivo Roma (1995-1997), che ha previsto la proiezione di grandi opere di artisti contemporanei sulla facciata di monumenti e antichi palazzi romani. L’evento, pensato proprio per coinvolgere i cittadini e per invadere gli spazi della loro quotidianità, è stato di grande impatto visivo ed emozionale, ed ha avuto la forza di connettere le antichità archeologiche e storico-artistiche della città di Roma con l’energia viva e attuale dell’arte contemporanea. Il progetto è stato precursore di una tendenza ormai diffusa, il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico attraverso operazioni culturali pubbliche destinate alla collettività.

 

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I Martedì Critici – Mary Zygouri

Mary Zygouri
25 Settembre 2018, ore 19.00
Visionarea Art Space
a cura di Alberto Dambruoso 

Ospite del primo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Mary Zygouri (Atene, 1973).

Mary Zygouri vive e lavora tra la Grecia e l’Italia. Ha studiato presso la Scuola di Belle Arti di Atene e ha conseguito un Master in Belle Arti al Chelsea College of Art and Design di Londra.
Mary Zygouri si muove tra performance e fotografia, tra video e installazioni, in equilibrio perfetto tra la riscrittura e riattualizzazione del passato e un’analisi critica del presente e della crisi sociale che su di esso aleggia. Se da un lato, infatti, l’artista greca è impegnata a dare una diversa lettura a quelle vicende storiche che il tempo ha trasmesso secondo un solo codice interpretativo e a dar loro una voce nuova attraverso azioni idealmente e fisicamente collocate nel presente, dall’altro Zygouri affronta la contemporaneità e senza paura ne demolisce sovrastrutture, imposizioni del potere e atti consci o inconsci di sottomissione. Attraverso riti e performance, che pongono al centro del dibattito i diritti umani, le libertà individuali e collettive, e sotto i riflettori la legittimità di alcune forze politiche, l’artista sfida l’indifferenza dello spettatore, richiamandone l’attenzione attraverso azioni pubbliche dal forte impatto sensoriale ed emotivo, e invitandolo quindi una partecipazione ragionata e consapevole.

Tra le mostre personali dell’artista si ricordano: La rèpètition del’impossible, Prometeo Gallery, Milano, 2018; Animalesques Allegories, HIT Gallery, Bratislava, 2015; A trilogy, Galleria Alberto Peola, Torino, 2015; Zoopoetics- Zoopolitics, Studio Stefania Miscetti, Rome, 2010; Way out, The Apple gallery, Athens, 2005.
Tra le recenti mostre collettive, si ricordano: La verità è sempre un’altra, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, 2018; Learning from Athens, Documenta 14, Athens –Kassel, 2017; The Round Up Project, Kokkinia 1979-2017, Donne in Colore, Torre dei Lambardi, Magione, 2017; Fragile body – Material Body, 3rd Venice International Performance Art Week co-curated section “THE DREAM OF ANTIGONE: Performance Art In Greece Between The Seventies And Today”, G.A.P, Palazzo Morra, Venezia, 2016; Arte al Centro, Fondazione Pistoletto, Cittadellarte, Biella, 2016.

Tra le recenti performances: Bath of the Constitution, Cittadellarte, IKSV, Istanbul, 2015; Movimento in semi-libertà, I.C.E, Museo Pino Pascali, 2015; Carnaval/Visual Art, I.C.E and Teatro Pubblico Pugliese, Movimento in Semilibertà, Museo Pino Pascali, 2015; Liquidazione, ΠΩΛΕΙΤΑΙ, Palazzo delle Sperimentazioni, Fondazione Morra, Napoli, 2010; Gaze , M.K. 1972-M.Z.2009, 2nd Thessaloniki Biennale of Contemporary Art- PRAXIS Performance Festival, Museum of Contemporary Art, Thessaloniki, 2009.

Primo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunta al nono anno di attività. Tale format si colloca nel più ampio progetto Visionarea Art Space, incubatore di idee che propone e promuove progetti di artisti contemporanei nazionali e internazionali, e che si avvale fin dalla prima edizione del fondamentale sostegno del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele e della Fondazione Cultura e Arte.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, a cominciare dal Visionarea Art Space di Roma, di recente inaugurazione.
Il tema comune del primo ciclo di incontri autunnale sarà “il Mediterraneo”, simbolo di culture antiche e moderne, luogo di incontri e scambi, spazio di conquiste, scoperte e conoscenza. Un Mare attorno al quale sono nate e cresciute alcune tra le più importanti civiltà dell’occidente e dell’oriente di questa parte di mondo, e si sono sviluppate le caratteristiche, uniche e peculiari, delle popolazioni che l’hanno vissuto e navigato. Maestri di chiara fama ed emergenti dal riconosciuto valore professionale saranno invitati presso il Visionarea Art Space per discutere della propria arte, di significati e poetiche, ma anche di una cultura comune, quella di area mediterranea appunto, che ha influenzato e caratterizzato nei secoli la produzione artistica e culturale delle nostre terre.

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I Martedì Critici – NICOLA VERLATO

NICOLA VERLATO
5 giugno 2018, ore 18.00
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso Lorenzo Canova ed Helga Marsala
Introduce Tiziana D’Acchille, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Ospite del quinto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Nicola Verlato (Verona, 1965).

Nicola Verlato è un artista figurativo, italiano di nascita e americano di adozione. Attualmente vive e lavora tra Roma e Los Angeles.

Pittore e scultore delle emozioni e degli stati d’animo, delle azioni e delle contrazioni dei corpi, Nicola Verlato è da sempre interessato a trasferire nelle sue creazioni le sensazioni intense che quotidianamente riempiono la vita dell’uomo e a rendere oggetto di contemplazione e riflessione quelle relazioni che spontaneamente si stabiliscono tra gli individui. Paure, ossessioni, incubi, nelle loro manifestazioni talvolta sofferte, talvolta violente, hanno la forza di sfondare la bidimensionalità e investire lo spettatore con un turbinio di emozioni. Con l’intensità e la dirompenza caravaggesca, l’artista colloca le sue figure in un ambito talmente reale da apparire brutale, con la prospettiva e l’ascendenza sacra carraccesca, Nicola Verlato fa che i suoi personaggi atterrino ad un passo dallo spettatore, che i loro corpi si attorciglino in rotazioni e contrazioni, tanto intense da rappresentare un viaggio che arriva dritto fino a Gericault. Evidentemente legato alla pittura classica, dall’arte rinascimentale a quella barocca, dalle tendenze manieriste a quelle neoclassiche e romantiche, con uno sguardo sempre rivolto ai resti della cultura greco-romana, Nicola Verlato è perfettamente calato nell’epoca attuale, è un attento osservatore dei fenomeni della società contemporanea e un attivo sostenitore dell’arte come processo collettivo in grado di coinvolgere, nel suo compiersi, la comunità e tutti i suoi media.

Attraverso l’utilizzo delle tecnologie 3D, affiancato al disegno e alla pittura, l’artista lavora per rinnovare esteticamente le forme classiche, le uniche in grado di parlare alla società, potenziandone le capacità espressive e adattando il linguaggio e il derivato simbolismo ai fruitori del presente. Verlato si affida ad un processo creativo lento e sofisticato, si dedica con cura al disegno di ogni dettaglio, alla resa plastica dei corpi, all’equilibrio tra la luce e il colore, alla dinamicità, alla suggestione scenica, al raggiungimento di una figurazione che, pur partendo da modelli tradizionali, si fa contemporanea nella tridimensionalità offerta dalle strumentazioni del digitale.

Se costante è, nei lavori dell’artista, il rimando alla storia dell’arte italiana, altrettanto potenti sono gli effetti dell’acquisita cultura americana, nei riferimenti alle più moderne correnti artistiche, e l’utilizzo di linguaggi immediati e diretti, propri delle illustrazioni, dei fumetti e dei videogiochi, finalizzati ad amplificare la tragicità e il pathos del suo crudo realismo.

Nicola Verlato ha esposto le sue opere in gallerie e musei di tutto il mondo, tra cui la White Columns di New York, il Museum of Modern Art di Arnhem, la Biennale di Praga e la 53ª Biennale di Venezia del 2009 nel Padiglione Italia. Verlato ha affiancato artisti come Erwin Olaf, Santiago Sierra, Shepard Fairey, Kehinde Wiley, Ronald Ophuis, José Lerma, Mark Ryden e Robert Williams. Il suo lavoro è presente in diverse collezioni pubbliche e private in paesi come USA, Argentina, Italia, Spagna, Olanda, Danimarca, Norvegia, Cina e Filippine. Il suo lavoro è stato pubblicato su Art in America, Flash Art, Juxtapoz, Vogue Italia, Art Pulse, LoDown Magazine.

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I Martedì Critici – Gioacchino Pontrelli

GIOACCHINO PONTRELLI
29 Maggio 2018, ore 18.00
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso ed Annalisa Ferraro
Introduce Tiziana D’Acchille, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Ospite del quarto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Gioacchino Pontrelli (Salerno,1966).

Gioacchino Pontrelli si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove attualmente vive e lavora. Attento osservatore e fine pensatore, attraverso la pittura, Gioacchino Pontrelli indaga la realtà, scruta la società che ci circonda e capta le immagini che in essa predominano. Oggetti di valore per la collettività o importanti per il suo sentire si trasformano su una distesa di colore, per poi rivelarsi indifferentemente in forma figurativa o astratta. Dopo aver scelto le immagini e dopo aver tradotto la contemporaneità così come da lui percepita, tra emozione e concentrazione, Pontrelli si lascia andare alle colature di colore, libere, lente, fatte di gesti ripetuti e armonici. Nello spazio privato del pensiero, ogni oggetto reale si carica di valori, significati, accezioni differenti da quelle iniziali, diventando traccia di una riflessione, segno di un’emozione, manifestazione di una interiorizzazione. Che rivelino assenze o presenze, le immagini che Pontrelli trasferisce in pittura raccontano l’uomo e la realtà che questo vive, influenza e subisce. L’artista si abbandona agli stimoli, segue le forme, le luci, i colori, disegna e dipinge. Si affiancano o si sovrappongono figure iperrealiste e segni astratti, su una singola tela o in un dittico in grado di estendere lo spazio dell’opera e far incontrare pittura e realtà.

Decostruire, separare, ricongiungere, frammenti di immagini trovano il loro spazio sulla tela e tra i colori si incontrano fotografia, pittura, attimi di quotidianità. Un tempo che appare fermo è in verità in continuo scorrimento, nulla accade ma tutto è impercettibilmente in atto, proprio come nella vita reale. Con le sue opere, Pontrelli è in grado di innescare un dialogo intenso e costante con l’ambiente che lo circonda, sia esso la parete pulita di una galleria, di una casa abitata o lo studio in cui ogni lavoro è stato progettato e realizzato. Allo spettatore è lasciato sempre lo spazio della riflessione, dell’introspezione e dell’interpretazione.

Se prima l’artista era intento a portare nei suoi lavori idee, progetti, significati, valori, attualmente Pontrelli si dedica principalmente a trasformare in pittura le sensazioni e le emozioni che prova semplicemente nel vivere la vita e l’arte, e a muoversi secondo istinti irrazionali e liberi. In questa nuova fase della sua produzione artistica, Gioacchino Pontrelli pone al centro della sua azione pittorica la parte più emotiva e sentimentale del suo essere, trasferendo nei suoi lavori più recenti tutta la spontaneità del suo pensiero e dei sui gesti. Ai fruitori dei suoi lavori non chiede altro che lasciarsi andare, perdersi nel quadro, nei colori, nelle forme, senza cercare significati ulteriori, senza richiedere all’artista l’artificio delle sovrastrutture. Godere dell’arte, è il desiderio di Pontrelli, per sé quanto per i visitatori delle sue esposizioni, abbandonando l’idea che le opere debbano necessariamente essere campo per lunghe e talvolta improduttive analisi scientifiche.

Tra le principale mostre personali ricordiamo: Gioacchino Pontrelli. Memorie di ragazzi perbene, MAC, Lissone, 2018; Non chiedere, Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma, 2018; Gioacchino Pontrelli, Bernard Chauchet Contemporary Art, London, 2017; APPUNTI DI UNA GENERAZIONE #3. Gioacchino Pontrelli, Bedroom, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, 2016; Gioacchino Pontrelli, Tornabuoni Arte, Firenze, 2015; Quadreria Pontrelli, Galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma, 2014; Comportamento Emergente, Galleria OltreDimore, Bologna, 2012; Di quanti millimetri è fatto il mondo, Antonella Cattani Arte Contemporanea, Bolzano, 2011; Altre Stanze, CIAC, Genazzano, 2009.

Tra le collettive segnaliamo: Twiner #6. Liveliness, Centrale del Tennis, Roma, 2018; DE PROSPECTIVA PINGENDI. Nuovi scenari della pittura italiana, Sala delle Pietre di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, Todi, 2018; Anthropocene, Galleria Riccardo Crespi, Milano, 2016; Dehors, Museo Capitolare, Cisterna Romana della Cattedrale di Atri (TE), 2016; Dodici stanze, CIAC – Castello Colonna, Genazzano, 2015; Close up, Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto, 2015; Art is real. Una collezione impermanente, Piazza Pasquino 69, Roma, 2014; Dove l’acqua riposa, La Nuova Pesa, Centro per l’Arte Contemporanea, Roma, 2014; Nanjing International Art Exhibition, Cina, 2014; Towards which planet?, Canal05 Gallery, Bruxelles, 2014; Nell’acqua capisco 55. Biennale di Venezia, – Evento collaterale, Paratie Vecchie, Piazza San Marco e Ateneo Veneto, Venezia, 2013.

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I Martedì Critici – MARKUS REDL

MARKUS REDL
15 maggio 2018, ore 19.00
Art Forum Würth Capena
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

L’Art Forum Würth Capena è lieto di tornare ad ospitare presso la propria sede un nuovo appuntamento de “I Martedì critici”, progetto culturale nato nel 2010 da un’idea del critico d’arte Alberto Dambruoso, e che si propone di far incontrare e conoscere ad un ampio pubblico i protagonisti della scena artistica contemporanea.
Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti dialogheranno questa volta con Markus Redl, presente nella mostra collettiva in corso all’Art Forum Würth Capena “A.E.I.O.U. Da Klimt a Hausner a Wurm-L’arte austriaca nella Collezione Würth”, con l’opera “Stein 68 (Kurt)/ Pietra 68 (Kurt)” del 2007, e tra i più interessanti esponenti dell’attuale panorama artistico austriaco.
L’opera di Markus Redl (1977) comprende sculture – in pietra, marmo, legno e metallo – e disegni. Allievo di Erwin Wurm all’Università di Arti Applicate a Vienna, dal 2004 l’artista ha dato vita ad un corpus di lavori che sfuggono ad una facile classificazione nella presente pluralità dei media della scultura.
Il concetto di scultura di Redl è classico in termini di tecnica e materiali (con una predilezione per il bianco e prezioso marmo di Carrara), ma la solennità e atemporalità, storicamente legate alla scultura in pietra, convivono, in apparente contraddizione, con l’attualità dei temi trattati. Anti-eroi, anti-idoli, archetipi, personaggi per nulla idealizzati – come la nonna dell’artista oppure un senzatetto – provocano il pubblico e lo inducono a riflettere. L’umorismo, componente essenziale del suo lavoro, accompagna il processo artistico e contribuisce a mitigare il pathos insito nel materiale impiegato.
Dal 2004 Redl inizia a lavorare ad una “biblioteca di pietre” e non è insolito che sulle sue sculture siano incise parole o frasi, a mo’ di commenti personali. I titoli delle opere (sempre numerate) sono accompagnati da note a piè di pagina, con riferimenti filosofici e letterari, spesso tratti dalle letture fatte durante l’esecuzione del pezzo. Vengono così uniti diversi livelli comunicativi, ma in modo tale che, in questo gioco di rimandi, la scultura non parli da sola, così come non parlano da sole le citazioni testuali.
La rappresentazione, che si muove tra realismo e surrealismo, provoca e sconcerta il pubblico. Quando vi sono persone raffigurate – in corpi interi, frammentati o in enigmatiche combinazioni con altri elementi – esse esprimono un aspetto della condizione umana che può essere inteso come attuale e insieme situazione archetipica e senza tempo dell’esistenza umana.
Il lavoro di Markus Redl comprende anche serie di disegni, per lo più ad inchiostro, con una loro autonomia espressiva, non legati quindi alla preparazione delle sculture. Il tratto è rigoroso e preciso e anche qui testi ed immagini si combinano evocando tavole enciclopediche oppure emblemi ed allegorie, dove possono comparire simboli legati alle diverse religioni.
Markus Redl vive e lavora a Vienna e Carrara.
Tra i suoi ultimi progetti, una scultura per la collezione Würth, “Stone 146 – “Blickfelderweiterung/360°” dove compaiono i ritratti di Reinhold e Carmen Würth.

Dal loro primo anno di attività, nel 2010, i “Martedì Critici” hanno incontrato centinaia di artisti, tra cui Joeph Kosuth, Jannis Kounellis e Adrian Paci, galleristi storici quali Fabio Sargentini e Lia Rumma e storici dell’arte di chiara fama come ad esempio Maurizio Calvesi e Lorenza Trucchi. Svoltisi inizialmente nella casa-studio romana del fondatore Alberto Dambruoso, gli incontri critici sono stati ospitati nelle edizioni successive da alcune istituzioni culturali presenti a Roma, come ad esempio dalla Reale Accademia di Spagna presso il Chiostro del Bramante e dall’Accademia di Belle Arti e dai principali musei d’arte contemporanea italiani, tra i quali i Musei Maxxi e Macro di Roma, il Museo Pecci di Milano e i Musei Madre e Pan di Napoli.

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