i martedì critici – luca rossi

LUCA ROSSI
11 ottobre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Gianluca Brogna

Giunge al quarto appuntamento la stagione autunnale 2016 de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena dell’arte organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», arrivati al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma presso l’Accademia di Belle Arti in Via di Ripetta.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

Ospite dell’appuntamento di martedì 11 ottobre è Luca Rossi (Castel San Pietro Terme, 1979).

Lo hanno definito la “primula rossa” dell’arte italiana. Da sette anni sviluppa quotidianamente un’estenuante attività critica, progettuale e divulgativa. “Luca Rossi” è un’identità collettiva che chiunque può vestire. In questo modo il concetto di individualità artistica tradizionale viene realmente messo in discussione, sollecitando chiunque ad un senso di responsabilità e di opportunità.

Luca Rossi apre il blog Whitehouse nel 2009 (le cui sintesi oggi sono su www.lucarossilab.it e www.lucarossicampus.com) come una piattaforma dedicata alla critica d’arte, a progetti artistici non convenzionali e a iniziative volte a diminuire il gap tra arte contemporanea e pubblico.

Luca Rossi è stato definito “la personalità artistica più interessante nel panorama italiano” (Exibart, 2010) da Fabio Cavallucci, attuale Direttore del Museo Luigi Pecci di Prato, e come la nuova promessa dell’arte italiana da Giacinto Di Pietrantonio, attuale Direttore della GAMeC di Bergamo, che lo indica come la “nuova Vanessa Beecroft” (Artribune, 2013).

I principali operatori del sistema dell’arte nazionale e internazionale hanno partecipato al blog Whitehouse con articoli e interviste, contribuendo alla sua popolarità. Parallelamente Luca Rossi ha scritto numerosi articoli su riviste specializzate, come Flash Art Italia, Exibart e Artribune. Dal 2010 insieme a Enrico Morsiani, ha ideato una serie di progetti tra arte e divulgazione, come “Corso Pratico di Arte Contemporanea” (2010), “Duchamp Chef” (2013) e “MyDuchamp” (2014) e “Museo diffuso” (2016). Nel dicembre 2015 sulla rivista Alfabeta2 è stato pubblicato un confronto tra Luca Rossi e Mario Perniola. Dal febbraio 2016 Luca Rossi gestisce un blog di arte, attualità e divulgazione su Huffington Post.

Sul Blog Whitehouse, e oggi su “Luca Rossi Lab”, sono stati presentati numerosi progetti curati e realizzati da Luca Rossi in diversi contesti: Mart di Rovereto (2009), Whitney Biennial di New York (2010), Reggia di Versailles (2012), Biennale di Venezia (2013), Abbazia di Sénanque (2013), New Museum di New York (2014), Gamec di Bergamo (2014); Boros Collection di Berlino (2015), Serpentine Gallery di Londra (2015), Hangar Bicocca di Milano (2015), Musei Capitolini (2016), Fondazione Prada (2016), Hotel Helvetia (2016).
Sul Blog Whitehouse sono stati coinvolti molti operatori del settore tra cui: Roberto Ago, Andrea Lissoni, Angela Vettese, Maurizio Cattelan, Francesco Bonami, Giacinto Di Pietrantonio, Massimo Minini, Maurizio Mercuri, Fabio Cavallucci, Giorgio Andreotta Calò, Jens Hoffman, Massimiliano Gioni, Alfredo Cramerotti, Danilo Correale, Cesare Pietroiusti, Valentina Vetturi, Anton Vidokle, Micol Di Veroli, e molti altri; tale dibattito è stato ospitato su diverse riviste di settore: Flash Art, Exibart, Cura Magazine, Artribune, GlobartMag, Arskey.

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I Martedì Critici – Antonio Paolucci

ANTONIO PAOLUCCI
4 ottobre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Giunge al terzo appuntamento la stagione autunnale 2016 de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena dell’arte organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», arrivati al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma presso l’Accademia di Belle Arti in Via di Ripetta.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

Ospite dell’appuntamento di martedì 4 ottobre è Antonio Paolucci (Rimini, 1939).

Tra i maggiori storici dell’arte in Italia, Antonio Paolucci ha studiato a Firenze dove si è laureato nel 1964 in Storia dell’Arte con Roberto Longhi, specializzandosi poi a Bologna con Francesco Arcangeli. Nel 1969 ha cominciato la carriera alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Firenze. Dal 1980 al 1986 è stato Soprintendente, nell’ordine, a Venezia, Verona e Mantova e Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure a Firenze. Dal 1988 al 1995 è stato nominato Soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Firenze, Prato e Pistoia. Dal gennaio 1995 al maggio 1996 ha ricoperto la carica di Ministro per i beni culturali e ambientali durante il Governo Dini. Dopo il terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche nel 1997 è stato nominato Commissario straordinario del Governo per il restauro della Basilica di San Francesco ad Assisi. Fino al 2006 è stato Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana. Dal novembre 2007 è Direttore dei Musei Vaticani.

La sua attività saggistica annovera, oltre all’ampio numero di testi di studio per cataloghi di mostre, volumi sulla Pinacoteca di Empoli (1985), il Laboratorio del Restauro a Firenze (1986), la Pinacoteca di Volterra (1988), oltre a monografie su Piero della Francesca (1989), su Antoniazzo Romano(1992), su Donatello (1995) e innumerevoli contributi sul patrimonio storico-artistico internazionale. Collabora con quotidiani (“La Repubblica”, “Il Sole 24 Ore”, “L’Osservatore romano”, “Avvenire”, “La Nazione”, “La Voce”, etc.) e riviste specializzate (“Paragone”, “Il Giornale dell’Arte”, “Il bollettino d’arte”, etc).

 

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I Martedì Critici-LUCILLA CATANIA

LUCILLA CATANIA
27 settembre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Roberto Gramiccia

 

Martedì 27 settembre avrà luogo il secondo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, presso l’Accademia di Belle Arti in via di Ripetta.

 

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

 

Ospite del secondo appuntamento, martedì 27 settembre, è Lucilla Catania (Roma, 1955).

 

La formazione di Lucilla Catania avviene a Roma, presso l’Accademia di Belle Arti, dove si diploma in scultura con Emilio Greco, e si completa con un soggiorno in Francia tra il 1980 e il 1981 durante il quale frequenta César, che la introduce al clima artistico internazionale che si respira a Parigi. Fin dal suo rientro a Roma, nel 1982, Catania comincia a lavorare la terracotta, realizzando una serie di sculture che gettano le basi di quella che sarà la sua personale poetica: la continua ricerca di un equilibrio tra classicità e contemporaneità. Il Classico per Catania non è un prontuario di stili e norme tradizionali da applicare pedissequamente, ma un atteggiamento interiore, una tensione ideale che acquisisce una profondità e un’acutezza nuove, grazie alla consapevolezza data dal nostro vivere il tempo presente. Questa poetica originale, che si distingue dai coevi movimenti e tendenze in Italia, sarà teorizzata da Catania verso la fine del 1991 con la pubblicazione sulla rivista «Titolo» del testo Fondazione di una nuova classicità per l’arte contemporanea. Lo scritto rivendica la centralità dei «valori della forma, del senso e dello spazio, intesi come elementi propri all’opera artistica», da raggiungere grazie a un rinnovamento del linguaggio. L’opera scultoria di Catania riflette questo intento, fondendo in un’espressione di armonia il classico e il nuovo, la natura e l’uomo, l’intero e il frammento e rapportandosi sempre con lo spazio in cui si inserisce. Nell’alternarsi delle superfici scabre della terracotta e levigate del marmo, di forme geometriche e irregolari, l’artista raggiunge una sobria monumentalità dotata d’ineffabile leggerezza.

Tra le principali mostre personali di Lucilla Catania, ricordiamo: Misura/Dismisura, con Giacinto Cerone, Palazzo Rospigliosi, Zagarolo, 1998; Drappo rosso, Giardino del Convento dei Passionisti, Scala Santa, Roma, 2010; Lucilla Catania. L’equilibrio della forma, Edicolarara, Terlizzi, 2012; Stareeandare, Museo Nazionale d’Arte Orientale e Palazzetto Venezia, Giardino degli Aranci, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, Roma, 2013; Le terrecotte di Lucilla Catania nel Palazzo del Castromediano, Palazzo Ducale di Castromediano, Cavallino di Lecce, 2013; Lucilla Catania nel Giardino delle Fontane, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2013.

Tra le principali esposizioni collettive, ricordiamo: Arte italiana dal 1947 ad oggi, Musei di Mosca e Leningrado, 1989; Aperto’90, Biennale di Venezia, 1990; Roma Interna, Museo di Arte Moderna di Vienna, 1991-92; La Scultura Italiana del XX secolo, Yokoama Museum of Art; Kagoshima City Museum of Art; Museum of Modern Art, Ibaraki; Museum of Contemporary Art , Sapporo; Shimane Art Museum,  Giappone, 2001; Naturale, Castello Cinquecentesco l’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo, L’Aquila, 2007; Venezia Salva, 53a Biennale di Venezia, Magazzini del Sale, 2009; Passato/presente. Dialoghi d’Abruzzo, CIAC, Castello Colonna, Genazzano, Roma, 2011; L’Italia alla finestraArte contemporanea in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, Barockkeller, Hofburg, Innsbruck, 2011; 100% Periferia, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2012; La città salvata/Omaggio a Simone Weil, Archivio Storico Comunale, Palermo.

Le opere di Catania si trovano in diverse collezioni pubbliche, tra cui: Ministero degli Affari Esteri, Roma; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Palazzo Venezia, Roma; Museo Nazionale d’Abruzzo, L’Aquila; MUSMA, Matera; Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano; Giardino del Convento dei Passionisti, Scala Santa, Roma; Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone; Castello di Rende.

 

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I Martedì Critici – Achille Pace

ACHILLE PACE
20 settembre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Marco di Capua

Ospite dell’appuntamento inaugurale di martedì 20 settembre è Achille Pace (Termoli, 1923).

Protagonista della stagione astratta e informale italiana, fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta Achille Pace introduce nella sua pittura l’utilizzo di materiali filiformi, fino a limitarsi, a partire dagli anni Sessanta, al solo filo di cotone applicato sulla tela che diventerà la cifra stilistica della sua ricerca poetica. Tra le esperienze che hanno segnato la sua pratica artistica vi è il lungo soggiorno in Svizzera verso la metà degli anni Cinquanta, dove vede i dipinti degli espressionisti tedeschi della Brücke e le opere di Paul Klee: il cromatismo dei primi e il vocabolario di forme e segni del secondo rimarranno impressi nel giovane artista. All’essenzialità formale e cromatica della tela si sovrappone il filo di cotone che la attraversa e, con intento costruttivo, ne suddivide lo spazio, scandendo però allo stesso tempo un ritmo dettato da stati d’animo diversi. Sulla superficie del quadro il filo si snoda con una resa plastica sempre diversa, diventando il veicolo di un’emozione e tracciando un itinerario che accompagna lo sguardo dello spettatore tra le sue campiture cromatiche.

Nel 1955 Pace è l’ideatore, con Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli e Nello Ponente, del Premio Termoli, di cui sarà il principale promotore, portando negli anni alla costituzione della collezione della Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli, che documenta il passaggio nell’arte italiana ed europea dalle correnti informali alla nuova figurazione, fino all’arte programmata. Nel 1962 fonda con Gastone Biggi, Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro e Giuseppe Uncini, il Gruppo Uno, nel quale opererà fino al 1964. Da allora fino a oggi, Pace continua la sua sperimentazione sull’elemento del filo come espressione di una ricerca spaziale che si pone a metà strada tra gesto e materia, bidimensionalità e resa plastica.

Numerose sono le partecipazioni di Achille Pace a rassegne e mostre collettive, tra cui ricordiamo: la IX e la X Quadriennale di Roma, rispettivamente 1965 e 1973; la XXXIX e la XL Biennale di Venezia, 1980 e 1982; Linee della Ricerca Artistica in Italia 1960-1980, a cura di Nello Ponente, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1981; Orientamenti dell’arte italiana. Roma 1947-1989, mostra organizzata dalla Regione Lazio e dall’Università La Sapienza a Mosca e a Leningrado, 1989; Disegno italiano del Novecento, a cura di Francesco Gallo, Museo d’Arte Moderna di Lugano, 1990; Gruppo Uno e gli anni ’60 a Roma, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli, 1998; Contemporary Italian Art, Akron University, Ohio, U.S.A., 2001.

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I Martedì Critici – ALESSANDRO PIANGIAMORE

 

ALESSANDRO PIANGIAMORE
31 maggio 2016, ore 19.30
TEMPIETTO DEL BRAMANTE, al Gianicolo
a cura di Alberto Dambruoso e Helga Marsala

 

Martedì 31 maggio avrà luogo il nono appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, in diverse sedi, alternandosi tra il Museo MACRO di via Nizza, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – La Farnesina e il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell’Accademia di Spagna.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Lorenzo Canova, Claudio Crescentini, Sara De Chiara, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Helga Marsala.

 

Ospite del nono appuntamento, martedì 31 maggio, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Spagna, è Alessandro Piangiamore (Enna, 1976).

La pratica artistica di Alessandro Piangiamore, sebbene si sviluppi attraverso una molteplicità di approcci che prevedono l’impiego di media e materiali differenti, è contraddistinta da una ricerca volta a conferire un’espressione plastica a ciò che per natura è effimero o informe, come l’acqua raccolta nella cavità di una valva di conchiglia incastonata in una superficie di cemento in Una conchiglia vuota gocciola su un pavimento di cemento (2011). L’incontro di elementi naturali e organici, come conchiglie e petali di fiori, con materiali industriali come il cemento, crea una tensione data dal loro contrasto, un contrasto che alimenta gran parte della produzione di Piangiamore in cui leggerezza e gravità, esterno e interno, pieno e vuoto, mutevolezza e persistenza convivono. Nella serie Primavera Piangiamore (2014) alcuni contenitori di cristallo racchiudono le fragranze create dall’artista mescolando profumi raccolti nel tempo e ordinati secondo un personale principio di classificazione, basato sulle loro diverse gradazioni di colore. I contenitori, caratterizzati da forme sinuose e irregolari, sono stati realizzati da maestri vetrai, invitati ad ispirarsi nel plasmare la materia allo stesso profumo che le insolite ampolle sono destinate a contenere. Tutto il vento che c’è è un progetto cominciato nel 2008 e sviluppato a partire da un’indagine sui principali venti che soffiano nelle diverse aree geografiche del pianeta e le loro possibili rappresentazioni. Alcune sculture in terra sono state esposte all’azione del vento che ne ha levigato i contorni ed eroso le forme, ottenendo un risultato imprevedibile e concreto ma dotato di un risvolto immateriale, poiché parte della loro materia costitutiva è stata dispersa dal vento stesso. Oltre alle sculture, i venti sono ritratti in un gruppo di incisioni che raffigurano paesaggi naturali e urbani in cui è visibile l’azione dei venti, che a loro volta incidono sul territorio che colpiscono.

La recente serie di lavori intitolata La cera di Roma consiste in lastre di cera di grandi dimensioni, ottenute dalla fusione di residui di candele recuperati nelle chiese di Roma o nelle abitazioni degli amici dell’artista. Materiale di scarto proveniente da contesti diversi ritrova così una nuova unità che dà vita a una rappresentazione astratta, simbolica e casuale della città.

Tra le principali mostre personali di Alessandro Piangiamore, ricordiamo: L’osso è sacro, Angelo Mai, Roma, 2005; Sfidando la verità con la gravità, Paolo Bonzano Gallery, Roma, 2006; Luogo comune, (con Stanislao di Giugno), Galleria Tiziana Di Caro, Salerno, 2008; Quando il fuori di adesso era dentro e il dentro era fuori, Fondazione Brodbeck, Catania, in collaborazione con Palazzo Riso, Palermo, 2010; Tutto il vento che c’è, GAMeC, Bergamo, 2011; Testimone di fatti ordinari, MAGAZZINO, Roma, 2011; Tutto il vento che c’è, Galleria Civica Giovanni Segantini, Arco (Rovereto), in collaborazione con Museo dell’Alto Garda, MART (Rovereto), 2013; Primavera Piangiamore, Palais de Tokyo, Parigi, 2014; Attorno ad una conchiglia vuota, Istituto Italiano di Cultura, Parigi, 2015.

Tra le recenti collettive, ricordiamo: Triennale di Torino T2- 50 lune di Saturno, Castello di Rivoli, Rivoli, 2008; The sky into a room, Galleria Comunale d’Arte Monfalcone, 2009; Mutinity seemed a probability, Fondazione Giuliani, Roma, 2010; La scultura italiana del XXI secolo, Fondazione Pomodoro, Milano, 2010; ECC, Galleria Nazionale di Cosenza, 2011; When In Rome, a cura di L. Lo Pinto e V. Mannucci, Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles, 2011; Smeared with the Gold of the Opulent Sun, Fondazione NOMAS, Roma, 2012; Re-Generation, MACRO, Roma, 2012; Il fascino discreto dell’oggetto, GNAM, Roma, 2013; Meteorite in giardino, Fondazione Merz, Torino, 2014; M I L K R E V O L U T I O N, American Academy in Rome, 2015; èdra- Tutta l’Italia è silenziosa, Real Academia Española e Istituto Polacco, Roma, 2015. Nel 2015, Piangiamore si è aggiudicato il XVI Premio Cairo con La XXI cera di Roma.

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Real Academia de España en Roma Reale Accademia di Spagna
Tempietto del Bramante
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