Archivio mensile:ottobre 2017

I Martedì Critici – MIRCEA CANTOR

MIRCEA CANTOR
10 ottobre 2017, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Martedì 10 ottobre avrà luogo il terzo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti all’ottavo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno in diverse sedi, l’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo, l’Art Forum Würth Capena e l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Ospite del terzo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Mircea Cantor (Oradea, Romania, 1977).

Nato e cresciuto in Romania, dal 1999 Mircea Cantor vive in Francia.
Abituato ad osservare e ad interpretare la società contemporanea, nelle sue dinamiche politiche, culturali, economiche e religiose, impegnato a riflettere sul presente e ad analizzare l’oggi quotidiano, Mircea Cantor riconosce, raccoglie e trasforma simboli e utensili dei nostri tempi, objets trouvés che si fanno narratori di storie, portatori di un pensiero critico, testimonianza di abitudini, usanze e trasformazioni.
Lasciando che scompaia il suo racconto personale, che non sia quasi più percepibile la sua impronta biografica, altera la materia perché appaia autonoma dal contesto di origine, secondo un processo di astrazione che conduce all’universalità. Cantor rifugge dai quesiti irrisolti e dalle domande retoriche, lavora per fornire risposte, innescare riflessioni e suggestioni. È questa la responsabilità avvertita dall’artista, uscire dal proprio io per proiettarsi verso il visitatore, così le sue mostre si fanno invito ad attraversare gli oggetti, a coglierne letture alternative o parallele, a carpire l’origine e il valore delle connessioni stabilite. Nelle sue opere nulla è come appare, tutto si trasforma e si combina secondo formule altre, nella sovversione del linguaggio conosciuto alla scoperta di nuovi e inaspettati significati. È così che in Prima del Pralaya (2012) centinaia di spille da balia, oggetti intimi e familiari, in grado di unire e tenere insieme le cose, si agganciano l’una all’altra per ricreare la forma elicoidale del DNA, nell’auspicio di riunire le persone un attimo prima della fine del mondo, prima dell’arrivo della notte. Così in Anima (2012), una gigantesca riproduzione in scala della Basilica di San Pietro si fa espressione della forza costruttiva dell’uomo e del potere della religione cattolica, ma le funi che la sovrastano, come le corde di un burattinaio, e l’antico significato della parola Anima alludono a una forza che muove tutte le cose, trascendendo i significati apparenti per parlare di un motore universale e superiore.
Cantor si muove quindi tra realtà e verosimiglianza, suggerendo leggere alterazioni nelle azioni percettive e interpretative operate dall’uomo. Nasce così Future gifts (2008-2014), un gioco visivo e linguistico che ribalta l’apparente dispersività del vuoto, come difetto e assenza, per trasformarlo in spazio di possibilità e aspirazione, concretizzazione e compimento, laddove il vuoto di un futuro non ancora manifestatosi può rivelarsi in un dono che il futuro ha preservato per noi.

Tra le recenti mostre personali dell’artista si ricordano: La partie invisible de l’infini, Centre Pompidou, Atelier Brancusi, Parigi (2016), SOLO SHOW, Fondation Francès, Senlis, Francia (2016), 5775, Dvir Gallery, Tel Aviv (2015-2016), ART 45 | Unlimited, Art Basel, Svizzera (2015), Ti do la mia giovinezza, Magazzino, Roma (2014), Q.E.D., MNAC National Museum of Contemporary Art, Bucarest (2013), Sic Transit Gloria Mundi, MACRO Museo di Arte Contemporanea, Roma (2012).

Tra le recenti esposizioni collettive si ricordano: CHOICES, Palais de Tokyo, Parigi (2016), DO DISTURB, Festival Non Stop, Palais de Tokio, Parigi (2016), A History: Contemporary Art from the Centre Pompidou, Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2016), ArtLine Milano, Palazzo Reale, Milano (2015), The Nude in the XX & XXI Century, SOTHEBY’S S|2 Gallery, Londra (2015), Vita Vitale, The Azerbaijan Pavillion, 56th Biennale di Venezia (2015), Invitation au voyage – 15 years Marcel Duchamp Prize, La Centrale, Bruxelles (2015), Cluj Connection 3D, Galerie Judin, Berlino (2015), Fire and Forget. On Violence, Kunst Werke, Berlino (2015), Zero Tolerance, MoMA PS1, New York (2015).

Nel 2011 Mircea Cantor è insignito del Prix Marcel Duchamp.

Si segnala che dal 12 ottobre 2017 al 16 dicembre 2017 le opere di Mircea Cantor saranno in esposizione presso la Fondazione Giuliani di Roma. In occasione di Your Ruins Are My Flag, l’artista presenterà un ampio corpus di opere di nuova produzione.

Si ringrazia la galleria Magazzino Arte Moderna di Mauro Nicoletti per la collaborazione.

 

ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
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Media partners: ARTRIBUNE Marica MessaHidalgo Associazione culturale
Foto di Gianfranco Basso Art
Riprese di: Studioray

I Martedì Critici – HERMANN NITSCH

HERMANN NITSCH
3 ottobre 2017, ore 19.00
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti
Art Forum Würth Capena

 

Martedì 3 ottobre avrà luogo il secondo appuntamento autunnale dei “Martedì Critici”, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’ “Associazione Culturale I Martedì Critici”, giunti all’ottavo anno di attività.

Ospite del secondo appuntamento stagionale de “I Martedì Critici”, realizzato in collaborazione con l’Art Forum Würth Capena, sarà Hermann Nitsch (Vienna, 1938), presente nella mostra collettiva “A.E.I.O.U. Da Klimt a Hausner a Wurm – L’arte austriaca nella Collezione Würth” con due opere, “Secessione” (1987) e “Dettaglio di un All-Over Painting dell’O.M. Theater” (1984-85).
Massimo esponente del movimento dell’azionismo viennese nato a metà degli anni Sessanta e che annovera tra i suoi esponenti anche Günter Brus, Otto Mühl e Rudolf Schwarzkogler, fonda tra il 1957 e il 1960 il “Teatro delle Orge e dei Misteri”.
“Gesamtkunstwer”, ovvero opera d’arte totale che unisce in modo sinestetico il dramma, la pittura e la musica (composta dallo stesso Nitsch) e che viene vissuta dallo spettatore-attore come una festa della durata di più giorni la cui azione catartica è paragonabile alla psicanalisi.
“Gli avvenimenti non vengono recitati come nel caso del teatro classico, bensì si verificano effettivamente. Lo spettatore viene messo dentro l’evento per verificare se stesso”.
Agli anni Sessanta si datano anche i primi “Schüttbilder”, opere pittoriche ottenute con il versamento di colore e talvolta sangue su tela, nel seno della cultura informale che esalta l’immediatezza del gesto. Le azioni come l’O. M.T. prevedono spesso il dilaniamento di corpi animali e la manipolazione delle loro viscere, operazioni di forte impatto emotivo che costarono a Nitsch due settimane di carcere nel 1965 e che ad oggi attirano critiche e manifestazioni di protesta da parte degli animalisti. L’artista ha sempre chiarito che i corpi animali provengono dai macelli e non vengono quindi uccisi durante le azioni performative, affermando che soltanto confrontandosi con essi e innescando una abreazione, reazione catartica, i grandi tabù morali quali quelli del sesso e della morte possono essere superati.
Hermann Nitsch è un artista particolarmente legato all’Italia, avendo vissuto ad Asolo in Veneto e in una casa di pescatori vicino all’area archeologica di Cuma presso Napoli nel 1979. Nel 2008 Giuseppe Morra, suo storico gallerista, ha inaugurato a Napoli il Museo Nitsch (l’altro museo monografico si trova a Mistelbach nella Bassa Austria). A Torrita Tiberina, Comune in provincia di Roma non lontanto da Capena, la Fondazione Mario e Maria Pia Serpone custodisce all’interno di un parco di sculture una cappella che ha accolto una Malaktion (azione pittorica) dell’artista. Il CIAC di Foligno (Centro Italiano Arte Contemporanea) ha recentemente ospitato la mostra “Hermann Nitsch – O.M.T. Colore dal rito”.

Dal loro primo anno di attività, nel 2010, i “Martedì Critici” hanno incontrato centinaia di artisti, tra cui Joeph Kosuth, Jannis Kounellis e Adrian Paci, galleristi storici quali Fabio Sargentini e Lia Rumma e storici dell’arte di chiara fama come ad esempio Maurizio Calvesi e Lorenza Trucchi. Svoltisi inizialmente nella casa-studio romana del fondatore Alberto Dambruoso, gli incontri critici sono stati ospitati nelle edizioni successive da alcune istituzioni culturali presenti a Roma, come ad esempio dalla Reale Accademia di Spagna presso il Chiostro del Bramante e dall’Accademia di Belle Arti e dai principali musei d’arte contemporanea italiani, tra i quali i Musei Maxxi e Macro di Roma, il Museo Pecci di Milano e i Musei Madre e Pan di Napoli.


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