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I Martedì Critici – Carlo Maria Mariani

CARLO MARIA MARIANI
6 dicembre 2016, ore 18,30
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Italo Tomassoni

Martedì 6 dicembre alle 18.30 si è svolto il settimo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, tra l’Accademia di Belle Arti e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – La Farnesina.
Ad affiancare l’ideatore degli incontri Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia, Italo Tomassoni.

Ospite dell’appuntamento, martedì 6 dicembre, è Carlo Maria Mariani (Roma, 1931). L’incontro è realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Carlo Maria Mariani si è diplomato nel 1955 all’Accademia di Belle Arti di Roma e fin da giovanissimo dipinge, come ha raccontato nell’intervista con Pier Vittorio Tonelli (in “Flash Art”, febbraio 2013), misurandosi, nelle prime esperienze, con la tecnica dell’affresco sulle superfici estese di absidi e catini di chiese. Negli antichi maestri allora prediletti, come Correggio e Caravaggio, o i Veneziani, primo fra tutti Tintoretto, riconosce la stessa tensione che muove dal profondo la sua pittura: lo slancio, venato di nostalgia, verso l’irraggiungibile ideale classico della forma. Più che frequentando pinacoteche, lo studio dell’antico si alimenta nelle biblioteche e negli archivi, come quello dell’accademia di San Luca a Roma, dove Mariani si concentra sugli artisti e teorici del Neoclassico, tra cui Johann Joachim Winckelmann, Karl Philipp Moritz e Anton Raphael Mengs.

L’approfondita conoscenza della tradizione e del passato lo porta a coniare la definizione di “Pittore come storico dell’arte” e a stabilire con gli antichi artisti e le loro opere un rapporto di natura empatica.

Negli anni Settanta, quando il sistema dell’arte era ancora dominato dal movimento concettuale, dalle esperienze performative e dell’happening, Mariani si dedica a una colta pittura figurativa: temi iconografici di ispirazione neoclassica prendono corpo sulla tela attraverso stratificazioni di colore e gradazioni di luce, spesso immersi in universi immaginari dove irrompono elementi di matrice surrealista o atmosfere d’ascendenza metafisica. La scelta all’epoca controcorrente della pittura, per di più figurativa, non rappresenta un’evasione, ma lancia una sfida, acuita dall’impronta classicheggiante dei soggetti e della resa, e offre una riflessione sullo stesso fare arte nel mondo contemporaneo. Mariani è l’artista di spicco dell’Anacronismo, movimento lanciato da Maurizio Calvesi nei primi anni Ottanta che, come rivela l’etimologia del termine, si riferisce a valori “fuori tempo” rispetto all’attualità e che attraverso un linguaggio colto, ricco di citazioni e vertiginosamente affacciato su un tempo remoto, destabilizza il presente.

Il dipinto nell’opera di Mariani diventa un terreno di indagine sulle attuali potenzialità del mezzo pittorico, senza rinunciare all’imprescindibile rapporto con l’antico che deriva dalla sua secolare tradizione e che, oltre a nutrire la nostra esigenza di bellezza, armonia e di contemplazione, attraverso una sfasatura ci interroga sul valore del tempo della memoria.

Dal 1993 Carlo Maria Mariani vive e lavora a New York. Nel 1997 ha ottenuto il Premio Marche per l’arte contemporanea ad Ancona e nel 1998 il Premio Antonio Feltrinelli per la pittura conferito dall’Accademia nazionale dei Lincei.

Le sue opere sono conservate in numerose collezioni in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo: Guggenheim Museum, New York; Lincoln Center, New York; Tate Gallery, Londra; Frye Museum, Seattle, Washington; Groninger Museum, Groninger, Olanda; Kunstsammlugen-Schlossmuseum, Weimar; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Fondazione Maramotti, Reggio Emilia; Collezione Borghese, Roma; ilMuseo di Palazzo Forti, Verona.

Tra le principali rassegne internazionali cui ha partecipato, ricordiamo: XVI Biennale di San Paolo, 1981; Documenta 7 a Kassel, 1982, Biennale di Sydney 1986, le edizioni della Biennale di Venezia del 1982, 1984,1990, La Quadriennale di Roma, 1992.

Ha inoltre esposto presso: Galleria d’Arte Moderna, Roma, 1980; Centre George Pompidou, Parigi, 1984; Museum of Modern Art, New York, 1984; Hirshorn Museum, Washington D.C., 1985; San Francisco Museum of Modern Art, 1986; Palais des Beaux Art, Charleroi, Belgio, 1987; Mathildenhohe Darmstadt, Germania, 1992; Los Angeles County Museum of Art, 1992; Frankfurt Kunstverein, Germania, 1997; California Center for the Arts, 1996; Frye Museum, Seattle, 1999; Museo d’arte moderna di Ostenda, Belgio 2001; Philadelphia Museum of Art, 2004; Palazzo Te, Mantova, 2005; Smithsonian National Portrait Gallery, Washington D.C., 2009; CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, 2013.

Per maggiori informazioni:
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Piazzale della Farnesina, 1
+39 06 36914145
dgsp8@esteri.it
www.collezionefarnesina.esteri.it

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I Martedì Critici – MARIA TERESA BENEDETTI

MARIA TERESA BENEDETTI
18 ottobre 2016, ore 18,30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Marco Di Capua

Martedì 18 ottobre si è tenuto il quinto appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, presso l’Accademia di Belle Arti in via di Ripetta.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

Ospite del quarto appuntamento, martedì 18 ottobre, è Maria Teresa Benedetti.

Storica e critica d’arte, Grande Ufficiale della Repubblica, Premio De Sica 2015, Maria Teresa Benedetti nasce a Urbino, ma vive e lavora a Roma. All’inizio degli anni Settanta s’interessa al teatro e pubblica nella “Fiera Letteraria di Roma” un’inchiesta a puntate sulla scenografia in Italia e nel 1975 scrive lo studio Il Teatro di Giovanni Testori. Dal 1980 al 1998 è stata titolare della cattedra di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e precedentemente, dal 1972 al 1979, a quella di Frosinone. Accanto all’insegnamento ha coltivato la carriera giornalistica, pubblicando numerosi articoli su diversi quotidiani, tra cui “Il Tempo”, Roma (1989-2001), “Il Giorno”, Milano (1992) e “L’Informazione”, Roma (1994-1995). Autrice di numerosi volumi dedicati alla cultura artistica europea del secondo Ottocento e del primo Novecento, nonché di svariati saggi per riviste scientifiche e divulgative e per cataloghi di mostre, Maria Teresa Benedetti è inoltre curatrice di mostre, presentate in spazi istituzionali, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Palazzo delle Esposizioni a Roma, Palazzo Reale e La Permanente a Milano. La sua attività scientifica si è prevalentemente dedicata all’approfondimento del Preraffaellismo, dell’Impressionismo, del Simbolismo, del Liberty, rivolgendo però lo sguardo anche verso le ricerche più attuali. Dal 2001 al 2004 ha ricoperto la carica di Presidente della Sezione italiana dell’A.I.C.A. (Associazione internazionale di critici d’arte) e dal 2001 al 2016 è stata Consulente del Complesso del Vittoriano a Roma, oltre che Membro del Comitato scientifico per l’attività espositiva della stessa istituzione.

Tra le sue principali pubblicazioni, ricordiamo: Dante Gabriel Rossetti. Disegni, La Nuova Italia, Firenze 1982; Dante Gabriel Rossetti, (Catalogo generale dell’opera pittorica), Sansoni, Firenze 1984 (ristampa aggiornata Charta, Milano 1998); Dentro l’Immagine. L’Impressionismo, Mondadori, Milano, 1993 (trad. francese Gründ, Parigi 1993); Paul Cézanne, la vita e l’opera, Mondadori, Milano 1995 (trad. francese Gründ, Parigi 1995); Cézanne, Crescent Books, New York 1995; Cézanne nella collana “Vie d’artiste”, Gründ, Parigi 2005; Cézanne nella collana “Vite d’artista” editore Giunti, Firenze 2006; La ricerca di assoluto in Cézann,e nella collana “Grandi monografie”, Electa, Milano, 2006; Preraffaelliti, De Luca Editori d’Arte, Roma, 2012.
Tra le principali mostre curate da Maria Teresa Benedetti, ricordiamo: Burne-Jones dal Preraffaellismo al Simbolismo, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1986-87; Dei ed eroi. Classicità e mito fra ‘800 e ‘900, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1997-98; Cézanne il padre dei moderni, Complesso del Vittoriano, Roma, 2002; Ritratti e figure. Capolavori impressionisti, Complesso del Vittoriano, Roma 2003; Degas classico e moderno, Complesso del Vittoriano, Roma 2004-05; Il lavoro negli anni delle avanguardie russe, Complesso del Vittoriano, 2005; Manet, Complesso del Vittoriano, Roma, 2005-06; Omaggio all’arte americana, Palazzo Valentini, Roma, 2006; Donghi. �Complesso del Vittoriano, Roma, poi Palazzo Reale, Milano, 2007; Franco Gentilini – nel centenario della nascita, Milano, Museo della Permanente, 2009-10; Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones e il mito dell’Italia nell’Inghilterra Vittoriana, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2011; Cézanne e gli artisti Italiani del ‘900, Complesso del Vittoriano, Roma, 2013-14; Toulouse Lautrec – Luci e ombre di Montmartre, Pisa Palazzo Blu, 2015-2016 (con la pubblicazione del catalogo generale dell’opera grafica).

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i martedì critici – luca rossi

LUCA ROSSI
11 ottobre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Gianluca Brogna

Giunge al quarto appuntamento la stagione autunnale 2016 de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena dell’arte organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», arrivati al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma presso l’Accademia di Belle Arti in Via di Ripetta.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

Ospite dell’appuntamento di martedì 11 ottobre è Luca Rossi (Castel San Pietro Terme, 1979).

Lo hanno definito la “primula rossa” dell’arte italiana. Da sette anni sviluppa quotidianamente un’estenuante attività critica, progettuale e divulgativa. “Luca Rossi” è un’identità collettiva che chiunque può vestire. In questo modo il concetto di individualità artistica tradizionale viene realmente messo in discussione, sollecitando chiunque ad un senso di responsabilità e di opportunità.

Luca Rossi apre il blog Whitehouse nel 2009 (le cui sintesi oggi sono su www.lucarossilab.it e www.lucarossicampus.com) come una piattaforma dedicata alla critica d’arte, a progetti artistici non convenzionali e a iniziative volte a diminuire il gap tra arte contemporanea e pubblico.

Luca Rossi è stato definito “la personalità artistica più interessante nel panorama italiano” (Exibart, 2010) da Fabio Cavallucci, attuale Direttore del Museo Luigi Pecci di Prato, e come la nuova promessa dell’arte italiana da Giacinto Di Pietrantonio, attuale Direttore della GAMeC di Bergamo, che lo indica come la “nuova Vanessa Beecroft” (Artribune, 2013).

I principali operatori del sistema dell’arte nazionale e internazionale hanno partecipato al blog Whitehouse con articoli e interviste, contribuendo alla sua popolarità. Parallelamente Luca Rossi ha scritto numerosi articoli su riviste specializzate, come Flash Art Italia, Exibart e Artribune. Dal 2010 insieme a Enrico Morsiani, ha ideato una serie di progetti tra arte e divulgazione, come “Corso Pratico di Arte Contemporanea” (2010), “Duchamp Chef” (2013) e “MyDuchamp” (2014) e “Museo diffuso” (2016). Nel dicembre 2015 sulla rivista Alfabeta2 è stato pubblicato un confronto tra Luca Rossi e Mario Perniola. Dal febbraio 2016 Luca Rossi gestisce un blog di arte, attualità e divulgazione su Huffington Post.

Sul Blog Whitehouse, e oggi su “Luca Rossi Lab”, sono stati presentati numerosi progetti curati e realizzati da Luca Rossi in diversi contesti: Mart di Rovereto (2009), Whitney Biennial di New York (2010), Reggia di Versailles (2012), Biennale di Venezia (2013), Abbazia di Sénanque (2013), New Museum di New York (2014), Gamec di Bergamo (2014); Boros Collection di Berlino (2015), Serpentine Gallery di Londra (2015), Hangar Bicocca di Milano (2015), Musei Capitolini (2016), Fondazione Prada (2016), Hotel Helvetia (2016).
Sul Blog Whitehouse sono stati coinvolti molti operatori del settore tra cui: Roberto Ago, Andrea Lissoni, Angela Vettese, Maurizio Cattelan, Francesco Bonami, Giacinto Di Pietrantonio, Massimo Minini, Maurizio Mercuri, Fabio Cavallucci, Giorgio Andreotta Calò, Jens Hoffman, Massimiliano Gioni, Alfredo Cramerotti, Danilo Correale, Cesare Pietroiusti, Valentina Vetturi, Anton Vidokle, Micol Di Veroli, e molti altri; tale dibattito è stato ospitato su diverse riviste di settore: Flash Art, Exibart, Cura Magazine, Artribune, GlobartMag, Arskey.

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I Martedì Critici-LUCILLA CATANIA

LUCILLA CATANIA
27 settembre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Roberto Gramiccia

 

Martedì 27 settembre avrà luogo il secondo appuntamento della stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, presso l’Accademia di Belle Arti in via di Ripetta.

 

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

 

Ospite del secondo appuntamento, martedì 27 settembre, è Lucilla Catania (Roma, 1955).

 

La formazione di Lucilla Catania avviene a Roma, presso l’Accademia di Belle Arti, dove si diploma in scultura con Emilio Greco, e si completa con un soggiorno in Francia tra il 1980 e il 1981 durante il quale frequenta César, che la introduce al clima artistico internazionale che si respira a Parigi. Fin dal suo rientro a Roma, nel 1982, Catania comincia a lavorare la terracotta, realizzando una serie di sculture che gettano le basi di quella che sarà la sua personale poetica: la continua ricerca di un equilibrio tra classicità e contemporaneità. Il Classico per Catania non è un prontuario di stili e norme tradizionali da applicare pedissequamente, ma un atteggiamento interiore, una tensione ideale che acquisisce una profondità e un’acutezza nuove, grazie alla consapevolezza data dal nostro vivere il tempo presente. Questa poetica originale, che si distingue dai coevi movimenti e tendenze in Italia, sarà teorizzata da Catania verso la fine del 1991 con la pubblicazione sulla rivista «Titolo» del testo Fondazione di una nuova classicità per l’arte contemporanea. Lo scritto rivendica la centralità dei «valori della forma, del senso e dello spazio, intesi come elementi propri all’opera artistica», da raggiungere grazie a un rinnovamento del linguaggio. L’opera scultoria di Catania riflette questo intento, fondendo in un’espressione di armonia il classico e il nuovo, la natura e l’uomo, l’intero e il frammento e rapportandosi sempre con lo spazio in cui si inserisce. Nell’alternarsi delle superfici scabre della terracotta e levigate del marmo, di forme geometriche e irregolari, l’artista raggiunge una sobria monumentalità dotata d’ineffabile leggerezza.

Tra le principali mostre personali di Lucilla Catania, ricordiamo: Misura/Dismisura, con Giacinto Cerone, Palazzo Rospigliosi, Zagarolo, 1998; Drappo rosso, Giardino del Convento dei Passionisti, Scala Santa, Roma, 2010; Lucilla Catania. L’equilibrio della forma, Edicolarara, Terlizzi, 2012; Stareeandare, Museo Nazionale d’Arte Orientale e Palazzetto Venezia, Giardino degli Aranci, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, Roma, 2013; Le terrecotte di Lucilla Catania nel Palazzo del Castromediano, Palazzo Ducale di Castromediano, Cavallino di Lecce, 2013; Lucilla Catania nel Giardino delle Fontane, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2013.

Tra le principali esposizioni collettive, ricordiamo: Arte italiana dal 1947 ad oggi, Musei di Mosca e Leningrado, 1989; Aperto’90, Biennale di Venezia, 1990; Roma Interna, Museo di Arte Moderna di Vienna, 1991-92; La Scultura Italiana del XX secolo, Yokoama Museum of Art; Kagoshima City Museum of Art; Museum of Modern Art, Ibaraki; Museum of Contemporary Art , Sapporo; Shimane Art Museum,  Giappone, 2001; Naturale, Castello Cinquecentesco l’Aquila, Museo Nazionale d’Abruzzo, L’Aquila, 2007; Venezia Salva, 53a Biennale di Venezia, Magazzini del Sale, 2009; Passato/presente. Dialoghi d’Abruzzo, CIAC, Castello Colonna, Genazzano, Roma, 2011; L’Italia alla finestraArte contemporanea in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, Barockkeller, Hofburg, Innsbruck, 2011; 100% Periferia, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2012; La città salvata/Omaggio a Simone Weil, Archivio Storico Comunale, Palermo.

Le opere di Catania si trovano in diverse collezioni pubbliche, tra cui: Ministero degli Affari Esteri, Roma; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Palazzo Venezia, Roma; Museo Nazionale d’Abruzzo, L’Aquila; MUSMA, Matera; Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano; Giardino del Convento dei Passionisti, Scala Santa, Roma; Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone; Castello di Rende.

 

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I Martedì Critici – Achille Pace

ACHILLE PACE
20 settembre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Marco di Capua

Ospite dell’appuntamento inaugurale di martedì 20 settembre è Achille Pace (Termoli, 1923).

Protagonista della stagione astratta e informale italiana, fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta Achille Pace introduce nella sua pittura l’utilizzo di materiali filiformi, fino a limitarsi, a partire dagli anni Sessanta, al solo filo di cotone applicato sulla tela che diventerà la cifra stilistica della sua ricerca poetica. Tra le esperienze che hanno segnato la sua pratica artistica vi è il lungo soggiorno in Svizzera verso la metà degli anni Cinquanta, dove vede i dipinti degli espressionisti tedeschi della Brücke e le opere di Paul Klee: il cromatismo dei primi e il vocabolario di forme e segni del secondo rimarranno impressi nel giovane artista. All’essenzialità formale e cromatica della tela si sovrappone il filo di cotone che la attraversa e, con intento costruttivo, ne suddivide lo spazio, scandendo però allo stesso tempo un ritmo dettato da stati d’animo diversi. Sulla superficie del quadro il filo si snoda con una resa plastica sempre diversa, diventando il veicolo di un’emozione e tracciando un itinerario che accompagna lo sguardo dello spettatore tra le sue campiture cromatiche.

Nel 1955 Pace è l’ideatore, con Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli e Nello Ponente, del Premio Termoli, di cui sarà il principale promotore, portando negli anni alla costituzione della collezione della Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli, che documenta il passaggio nell’arte italiana ed europea dalle correnti informali alla nuova figurazione, fino all’arte programmata. Nel 1962 fonda con Gastone Biggi, Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro e Giuseppe Uncini, il Gruppo Uno, nel quale opererà fino al 1964. Da allora fino a oggi, Pace continua la sua sperimentazione sull’elemento del filo come espressione di una ricerca spaziale che si pone a metà strada tra gesto e materia, bidimensionalità e resa plastica.

Numerose sono le partecipazioni di Achille Pace a rassegne e mostre collettive, tra cui ricordiamo: la IX e la X Quadriennale di Roma, rispettivamente 1965 e 1973; la XXXIX e la XL Biennale di Venezia, 1980 e 1982; Linee della Ricerca Artistica in Italia 1960-1980, a cura di Nello Ponente, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1981; Orientamenti dell’arte italiana. Roma 1947-1989, mostra organizzata dalla Regione Lazio e dall’Università La Sapienza a Mosca e a Leningrado, 1989; Disegno italiano del Novecento, a cura di Francesco Gallo, Museo d’Arte Moderna di Lugano, 1990; Gruppo Uno e gli anni ’60 a Roma, Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli, 1998; Contemporary Italian Art, Akron University, Ohio, U.S.A., 2001.

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