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I Martedì Critici – Shady El Noshokaty

Shady El Noshokaty
22 gennaio 2019 ore 19.00
Visionarea Art Space
a cura di Alberto Dambruoso e Elena Giulia Abbiatici

Martedì 22 gennaio avrà luogo il quarto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al nono anno di attività.
Tale format si colloca nel più ampio progetto Visionarea Art Space, incubatore di idee che propone e promuove progetti di artisti contemporanei nazionali e internazionali, e che si avvale fin dalla prima edizione del fondamentale sostegno del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele e della Fondazione Cultura e Arte, emanazione diretta della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale di cui il Prof. Emanuele è il Presidente.
La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, a cominciare dal Visionarea Art Space di Roma.

Il tema comune del primo ciclo di incontri stagionali sarà “il Mediterraneo”, simbolo di culture antiche e moderne, luogo di incontri e scambi, spazio di conquiste, scoperte e conoscenza. Un Mare attorno al quale sono nate e cresciute alcune tra le più importanti civiltà dell’occidente e dell’oriente di questa parte di mondo, e si sono sviluppate le caratteristiche, uniche e peculiari, delle popolazioni che l’hanno vissuto e navigato. Maestri di chiara fama ed emergenti dal riconosciuto valore professionale saranno invitati presso il Visionarea Art Space per discutere della propria arte, di significati e poetiche, ma anche di una cultura comune, quella di area mediterranea appunto, che ha influenzato e caratterizzato nei secoli la produzione artistica e culturale delle nostre terre.

Ospite del quarto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Shady El Noshokaty (Damietta, 1971).
Artista egiziano, noto a livello internazionale, Shady El Noshokaty ha esposto i suoi progetti e le sue opere in tutto il mondo.
Fortemente legato alla sua terra natia e alla secolare cultura che questa conserva, al tempo stesso viaggiatore e scopritore di altri luoghi, tradizioni e usanze, Shady El Noshokaty ha deciso di mettere al servizio degli studenti egiziani esperienze e conoscenze, ricerche e sperimentazioni, svolgendo e assumendo ben presto un ruolo decisivo nel campo della formazione artistica e dell’educazione delle nuove generazioni.
Assolutamente privo di confini, tanto fisici quanto mentali, El Noshokaty ha indagato e indaga tutt’ora differenti tecniche e mezzi espressivi, partendo dal disegno e dai dipinti, per approdare alle installazioni, ai video, alla media art. Da sempre al di fuori degli schemi della tradizione egiziana, abituata a identificare nella riconoscibilità il valore di un artista, Shady El Noshokaty non ha mai temuto ma anzi ha inseguito la ricerca, l’innovazione e la sperimentazione.
Forte è la presenza della memoria nelle opere dell’artista, ricordi, esperienze vissute, paure, storie mai semplicemente raccontate, piuttosto analizzate, esplorate, indagate, e solo dopo illustrate per diventare universali. È la riflessione, lo studio, talvolta scientifico, altre volte sociologico, che connota le opere di Shady El Noshokaty, l’approfondimento metodico che conduce l’artista al pieno possesso dell’oggetto di discussione e alla conseguente personale lettura e definizione artistica e narrativa.
Se ogni opera porta in sé una parte di ciò che l’artista ha vissuto, visto, conosciuto, molti progetti celano anche ciò che dell’antica cultura egiziana El Noshokaty ha ricevuto in eredità dalla sua terra, ciò che delle altre terre ha ammirato, compreso, studiato, miti, usi, costumi, eventi storici che hanno condizionato l‘agire umano.
La mente, il subconscio, l’immaginazione, su questi argomenti l’artista è abituato a riflettere, affascinato dal loro relazionarsi con il corpo umano e dal loro lasciarsi condizionare dagli eventi della vita, di questi argomenti l’artista si impegna a proporre una sintesi contenutistica e una traduzione formale e visiva, e ad offrire, attraverso le sue opere e i suoi progetti, immagini potenti e suggestive, evocative e profonde.

Le opere di Shady El Noshokaty sono state presentate a La Biennale di Venezia, presso la Hayward Gallery, al Mori Art Museum, al Kunst Museum di Stoccolma, presso l’Istituto del Mondo Arabo di Parigi e in molte altre sedi di prestigio in tutto il mondo.
Nel 2010, ha fondato la ASCII – Foundation for Contemporary Art Education, un laboratorio interattivo dedicato alla New Media Art, con lo scopo di aiutare i giovani nella ricerca e nella sperimentazione artistica.
Nel 2011, per il padiglione egiziano della Biennale di Venezia, è stato curatore esecutivo del progetto 30 Days of Running in the Space di Ahmed Basiony.
Shady El Noshokaty lavora come professore associato presso la American University del Cairo. È stato il fondatore del workshop dedicato alla media art presso la Helwan University.

CENA CON L’ARTISTA
Al termine dell’incontro l’elegante Chorus Café ospiterà una raffinata cena, preparata dallo chef Andrea Sangiuliano, che vedrà la presenza dell’artista e dei curatori de “I Martedì Critici”.
La cena prevede tre portate, un calice di vino incluso e ha un costo di 45 euro.
Per info e prenotazioni:
info@choruscafe.it
Tel. 06 68892774

ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com
Visionarea Art Space
Via della Conciliazione 4
Roma
http://www.visionareaartspace.org
Tel. 06 6889 22744
Sponsor:
Spedart Srl
Media Sponsor: Riprese video:
ARTRIBUNE
Marica Messa
con il supporto di:
Hidalgo Associazione culturale
con la collaborazione di:
Auditorium Conciliazione
Chorus Cafè
Supportato da:
FCA Fondazione Cultura e Arte
Partner:
ArtistProof Communication Lab
Assessorato cultura e turismo, dipartimento cultura, Roma Capitale

I Martedì Critici – Giuseppe Gallo

GIUSEPPE GALLO

30 ottobre 2012, ore 19.30

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Eleonora Aliano e Laura Lionetti

 

Ospite del settimo appuntamento dei Martedì Critici al Chiostro del Bramante è Giuseppe Gallo (Rogliano, Cosenza 1954).

Pittore, disegnatore e scultore italiano, Gallo è un artista di levatura internazionale, come dimostrano le sue numerose mostre allestite nei più prestigiosi Musei e spazi istituzionali del mondo, la presenza delle sue opere in importanti collezioni museali, tra cui quelle del MoMA di New York e del Modern Kunst Museum di Vienna e infine la partecipazione con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1990. Gallo è stato anche uno dei primi artisti ad aver dato vita, prendendo studio all’interno dell’ex Pastificio Cerere nel quartiere di San Lorenzo a Roma, a quella ricca stagione sperimentale della fine degli anni Settanta, consegnata alle pagine dei manuali di storia dell’arte con il nome di Scuola di San Lorenzo.

Artista di rara sensibilità, Gallo è autore di un’opera dalle forti connotazioni simbolico-poetiche in cui la combinazione tra i differenti elementi iconici e materici sembra mirare alla realizzazione di un’armonia cosmica. La sua ricerca si potrebbe definire in altre parole come un felice mix in cui pensiero, tempo, alchimia, matematica, cosmogonia, filosofia, saggezza antica, contatto empatico con la natura e amore per i materiali direttamente attinti da essa, si sono dati appuntamento.

Quello di Gallo è un modo di procedere artistico all’insegna della leggerezza poetica che fa sì che la materia si trasmuti e da pesante diventi lieve, aerea come le piccole foglie numerate che talvolta compaiono nei suoi dipinti, appoggiate sulla superficie del supporto della tavola come fossero appena cadute dagli alberi e immediatamente archiviate dall’artista in base alla loro forma attraverso numeri, o essenziale, come il suo ultimo ciclo scultoreo legato all’archetipo del bastone e istallato su una parete del suo nuovo studio: rami e radici contorti, esili fusti trasformati in bastoni di bronzo scandiscono il passare del tempo, scandagliando al contempo la natura umana comportamentale attraverso impercettibili ma efficacissime manipolazioni in chiave simbolica.

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I Martedì Critici – Daniele Puppi

DANIELE PUPPI

Chiostro del Bramante, Roma

23 ottobre 2012, ore 19.30

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Eleonora Aliano e Laura Lionetti

 

Ospite del sesto appuntamento stagionale dei Martedì Critici al Chiostro del Bramante è Daniele Puppi, giovane artista nato a Pordenone nel 1970 e già affermatosi ampiamente in campo internazionale, come dimostrano le sue mostre personali presso la Lisson Gallery nel 2004 e la Sprovieri Gallery di Londra nel 2003 e le sue partecipazioni a mostre collettive presso lo SMAK di Gent nel 2003 o la Kunsthalle di Berna nel 1999. In Italia le sue perturbanti e spiazzanti video installazioni sono state montate in prestigiosi spazi pubblici come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Triennale di Milano o l’Hangar Bicocca. Puppi è autore di nevrotiche e originali  videoproiezioni che vengono realizzate ogni volta appositamente per uno specifico spazio. Spesso si tratta di montaggi assai complessi di più proiettori che ritraggono già all’interno dei filmati stessi l’ambiente e l’architettura in cui saranno proiettati. Opera quindi site specific per eccellenza quella di Puppi, ma anche in grado aprire una riflessione sul mezzo del video, sul linguaggio cinematografico, ma soprattutto sulle immagini in movimento. Soggetto di molti suoi video sono infatti gli sforzi compiuti dallo stesso artista e intitolati Fatica, con una numerazione in ordine progressivo.

Lo spettatore è coinvolto nelle opere di Puppi grazie ai rumori delle performance puntualmente registrati, alla ripetizione ipnotica della sequenza mozzafiato di un’azione mandata in loop che sembra sempre tirata al limite del possibile, quasi a verificare un eccesso emotivo, un confine psichico e fisico del soggetto e delle resistenze che gli oppone la realtà esterna.

Se inclassificabile è l’opera di Puppi (video, performance, installazione, proiezione, scultura virtuale, body art), fin troppo chiaro è lo stimolo che giunge a chi vi assiste.

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I Martedì Critici – Antonio Riello

ANTONIO RIELLO

Auditorium Mecenate, Roma

29 maggio 2012, ore 19.00

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

L’ospite del nono incontro dei “Martedì Critici” all’Auditorium di Mecenate è Antonio Riello (Finale Emilia 1958).

Eccentrico, eclettico, sarcastico, visionario, beffardo, Riello è sicuramente uno degli artisti emersi sulla scena italiana ed internazionale (come dimostrano le numerose mostre realizzate dall’artista in prestigiosi spazi museali stranieri) degli ultimi trent’anni tra i più irriverenti e demifisticatori della realtà sociale – politica contemporanea. Dell’attualità Riello riesce a cogliere i paradossi e le contraddizioni, attraverso una ricerca sempre tesa sul filo di un’ironia intelligente, tagliente e divertente allo stesso tempo, che spazia dai video-game come forma artistica (sua è la prima opera d’arte nelle vesti di videogame realizzata in Europa, dal titolo Italiani brava gente nel 1997) alla costruzione di oggetti e sculture manipolati e pervasi di sottili ambigutià, alle fotografie sempre in bilico tra il reale e il fittizio, fino alle perfomance in cui solitamente cerca il ribaltamento di senso e di prospettiva. Emblematico è l’ultimo progetto, dal titolo Be Square!, andato in scena in tre differenti musei, tra cui la GAM di Torino, dove l’artista ha vestito ad arte i dipendenti pubblici del museo al fine di portare l’attenzione anche su quelle persone che generalmente passano assolutamente inosservate ai visitatori delle mostre. Riallaciandosi alla tradizione pop degli anni Sessanta che mescolava la tradizione alta della letteratura e della cultura tout court con quella bassa dei media, rotocalchi, fumetti, e alle speculazioni concettuali di matrice manzoniana, Riello affronta la realtà esterna senza timore di esprimere la sua opinione, favorendo così l’apertura di uno sguardo differente e maggiormente coscienzioso sulle cose che ci circondano.

 

 

Grazie a:
INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE e CORTOARTECIRCUITO
Riprese e montaggio STUDIO RAY

 

 

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I Martedì Critici – Maurizio Mochetti

MAURIZIO MOCHETTI

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

29 marzo 2011, ore 20.30

Auditorium di Mecenate, Roma

 

I Martedì Critici, al loro secondo appuntamento all’interno dell’Auditorium di Mecenate, con ospite d’eccezione: Maurizio Mochetti.

Vincitore del concorso indetto dal MAXXI di Roma, al cui interno è permanentemente installata una sua opera luminosa di alta e sofisticata tecnologia (basti considerare che partner dell’impresa è stata l’azienda aerospaziale Alenia), Mochetti è un artista che fin dalla metà degli anni Sessanta ha cercato di svincolare l’arte dalla tecnica e dalla materia tradizionale. Lavorando direttamente con la luce, la velocità, l’autodistruzione, il laser, lo spazio, la tecnologia aeronautica, Mochetti si pone come artista di punta di un’avanguardia che non ha mai dimenticato di essere tale.

Il concetto stesso di perfettibilità dell’opera d’arte in base al progresso scientifico o alla sperimentazione dei materiali più innovativi e spesso inaccessibili sul mercato, ha permesso all’artista di essere sempre in presa diretta col suo tempo, spesso anticipando nella sua ricerca tendenze e pratiche divenute poi più comuni e diffuse.

Per la serata dei Martedì Critici Maurizio installerà una sua opera e proietterà un video girato sul suo lavoro dal regista iraniano Mazdak Mirabedini e intitolato La traccia, già presentato in anteprima a Roma in occasione di Asiatica – Festival del Cinema asiatico.

 

Riprese e montaggio
STUDIO RAY
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