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I Martedì Critici – Giampaolo Abbondio

Giampaolo Abbondio
Martedì 4 Febbraio 2020 ore 19.00
VISIONAREA ART SPACE
a cura di Alberto Dambruoso e Matteo Basilé

Martedì 4 febbraio ha avuto luogo il settimo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al decimo anno di attività.

Tale format si colloca nel più ampio progetto Visionarea Art Space, incubatore di idee che propone e promuove progetti di artisti contemporanei nazionali e internazionali, e che si avvale fin dalla prima edizione del fondamentale sostegno del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele e della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale di cui il Prof. Emanuele è il Presidente.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, dal Visionarea Art Space all’Accademia di Belle Arti di Roma..

Il tema comune del secondo ciclo di incontri stagionali sarà “il Mediterraneo”, simbolo di culture antiche e moderne, luogo di incontri e scambi, spazio di conquiste, scoperte e conoscenza. Un Mare attorno al quale sono nate e cresciute alcune tra le più importanti civiltà dell’occidente e dell’oriente di questa parte di mondo, e si sono sviluppate le caratteristiche, uniche e peculiari, delle popolazioni che l’hanno vissuto e navigato. Maestri di chiara fama ed emergenti dal riconosciuto valore professionale saranno invitati presso il Visionarea Art Space per discutere della propria arte, di significati e poetiche, ma anche di una cultura comune, quella di area mediterranea appunto, che ha influenzato e caratterizzato nei secoli la produzione artistica e culturale delle nostre terre.

Ospite del settimo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici»
è il gallerista Giampaolo Abbondio (Milano, 1966)

Proveniente dal mondo della finanza, Responsabile del comparto Azionario Internazionale della Sicav in Symphonia, nel 2001 Giampaolo Abbondio, innamoratosi delle opere di Alighiero Boetti, decide di fondare la Galleria Pack di Milano e di vivere, da quel momento, dedicandosi all’arte e alla promozione e valorizzazione di artisti emergenti e di artisti di riconosciuta fama, italiani e internazionali.

Da un lato l’attenzione verso il corpo, nelle sue diverse rappresentazioni e manifestazioni, dall’altro la ricerca di esperienze fisiche e sensoriali attraverso installazioni di grande formato, infine l’interesse verso le nuove tecnologie e i nuovi media dell’arte contemporanea, questi i tre filoni tracciati e seguiti nel corso degli anni dalla Galleria di Milano. In costante dialogo con gli artisti, Abbondio ha curato con attenzione ogni progetto, impegnandosi nella produzione dei lavori esposti negli spazi della Galleria, seguendone ogni fase della realizzazione, fino alla ricerca dell’allestimento corretto per una fruizione ottimale di installazioni complesse e ambiziose; in continua collaborazione con curatori italiani ed esteri, ha garantito alla Galleria uno scambio culturale di respiro internazionale.

Nel 2005, la Galleria Pack ha realizzato “My Rome”, una performance corale dell’artista Zhang Huan presso i Musei Capitolini di Roma. Nel 2009, la Galleria vanta la partecipazione di tre dei suoi artisti alla 53° Edizione della Biennale di Venezia: Matteo Basilé e il duo Masbedo sono stati invitati ad esporre presso il Padiglione Italia, curato da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, mentre Andrei Molodkin ha esposto al Padiglione Russo curato da Olga Sviblova.

É del 2013 la partecipazione di Marìa Magdalena Campos-Pons alla 55° Biennale di Venezia, con l’opera installativa multimediale “3+1=54+1=55. Letter of the Year” esposta presso il Padiglione Cuba. Nel 2017 l’artista ha preso parte a documenta 14, dove ha presentato ad Atene e Kassel il progetto “Matanzas Sound Map”. Nel 2017 Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto celebra la storia della Galleria e la figura del gallerista Giampaolo Abbondio allestendo all’interno delle proprie sale la mostra “Cortesie per gli ospiti”, un ampio progetto espositivo curato da Luigi De Ambrogi che raccoglie una selezione di opere di artisti maggiormente legati alla Galleria fin dalla sua fondazione.

Nel 2019 tre artisti italiani della Galleria, Matteo Basilé, Maurizio Cannavacciuolo e Dario Ghibaudo, sono stati invitati a partecipare alla XIII edizione della Biennale dell’Avana a Cuba, realizzando progetti inediti nei rispettivi media ed esponendoli in alcune importanti sedi istituzionali e luoghi pubblici di Matanzas, città in forte sviluppo nei pressi di L’Avana.

La Galleria di Giampaolo Abbondio ha preso parte a numerose fiere di arte contemporanea sia a livello nazionale, come Arte Fiera Bologna e Miart, e sia internazionale, come Arco (Madrid), Art Chicago (Chicago), Art Miami (Miami Beach), Art Moscow (Mosca), Beirut Art Fair (Beirut) e Art Dubai (Dubai).

In continua evoluzione, nel 2015 la Galleria si è trasferita nella sede milanese di SPAZIO|22 in viale Sabotino 22, all’interno della quale oggi condivide gli spazi con la Galleria Federico Luger (FL GALLERY). Nel settembre 2019, dopo diciannove di attività, la Galleria ha adottato il nome odierno di Galleria Giampaolo Abbondio.

Info e contatti:
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDÌ CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.ithttp://www.imartedicritici.com
Visionarea Art Space
Via della Conciliazione 4 – 00193 – Roma
http://www.visionarea.orginfo@visonarea.org
Sponsor:
Hidalgo Associazione culturale
Media partners:
ARTRIBUNE e Artribune TV
Marica Messa
In collaborazione con:
Chorus Cafè
Auditorium Conciliazione
Con il supporto di:
FCeA Fondazione Cultura e Arte
Partners:
ArtistProof Communication Lab
Roma Capitale
Assessorato alla Cultura e Turismo Dipartimento Cultura
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I Martedì Critici – Studio Azzurro

 

Studio Azzurro
Martedì 28 Gennaio 2020 ore 19.00
VISIONAREA ART SPACE
a cura di Alberto Dambruoso e Bruno Di Marino

Martedì 28 gennaio ha avuto luogo il sesto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’ «Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al decimo anno di attività.

Tale format si colloca nel più ampio progetto Visionarea Art Space, incubatore di idee che propone e promuove progetti di artisti contemporanei nazionali e internazionali, e che si avvale fin dalla prima edizione del fondamentale sostegno del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele e della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale di cui il Prof. Emanuele è il Presidente.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, dal Visionarea Art Space all’Accademia di Belle Arti di Roma..

Il tema comune del secondo ciclo di incontri stagionali sarà “il Mediterraneo”, simbolo di culture antiche e moderne, luogo di incontri e scambi, spazio di conquiste, scoperte e conoscenza. Un Mare attorno al quale sono nate e cresciute alcune tra le più importanti civiltà dell’occidente e dell’oriente di questa parte di mondo, e si sono sviluppate le caratteristiche, uniche e peculiari, delle popolazioni che l’hanno vissuto e navigato. Maestri di chiara fama ed emergenti dal riconosciuto valore professionale saranno invitati presso il Visionarea Art Space per discutere della propria arte, di significati e poetiche, ma anche di una cultura comune, quella di area mediterranea appunto, che ha influenzato e caratterizzato nei secoli la produzione artistica e culturale delle nostre terre.

Ospite del sesto appuntamento stagionale de
«I Martedì Critici» è stato Studio Azzurro

Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi, fondatori di Studio Azzurro, collettivo artistico tra i più conosciuti a livello internazionale, che da quasi 40 anni opera nel campo dell’arte multimediale, ripercorreranno la loro carriera illustrando i lavori più significativi con l’ausilio di spezzoni video e slide.

Nel 1982 Fabio Cirifino, Paolo Rosa e Leonardo Sangiorgi danno vita ad un’esperienza che nel corso degli anni esplora le possibilità poetiche ed espressive delle nuove culture tecnologiche; a loro si aggiunge, dal 1995 al 2011, Stefano Roveda. Attraverso la realizzazione di videoambienti, ambienti sensibili e interattivi, percorsi museali, performance teatrali e film, disegnano un percorso artistico trasversale alle tradizionali discipline e formano un gruppo di lavoro aperto a differenti contributi e importanti collaborazioni.

La ricerca artistica, all’inizio, si orienta verso la realizzazione di videoambientazioni, in cui viene sperimentata l’integrazione tra immagine elettronica e ambiente fisico, perseguendo l’intento di rendere centrale lo spettatore e i percorsi percettivi in cui è inscritto. I videoambienti sono macchine narrative basate su uno scenario fortemente connotato, su sequenze videoregistrate di piccoli accadimenti reiterati e su una composizione di monitor, che favorisce la dissoluzione dei limiti dello schermo. Opere come Il Nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) e Vedute (quel tale non sta mai fermo), in cui ricorrono gli elementi della figura umana e della natura, vengono progettate in funzione del contesto spaziale e sociale che dovrà accoglierle.
In quegli anni la produzione di diversi spettacoli, come Camera astratta (1987) – commissionato da Documenta 8 di Kassel e vincitore del Premio Ubu – spingono la ricerca dentro i confini del teatro e della performance, trovando un’originale modalità di integrazione tra azione teatrale e immagine video, con l’invenzione della doppia scena, basata sull’interazione in diretta tra il corpo dell’attore e lo spazio virtuale del video. Nello stesso periodo, con L’osservatorio nucleare del sig. Nanof (1985), prosegue l’attività cinematografica, che culmina con l’uscita nelle sale del lungometraggio Il Mnemonista (2000), viaggio nei meandri della memoria, liberamente tratto da un affascinante caso clinico, descritto da A. Lurija. Nel 1995 si delinea un nuovo e fondamentale interesse per le questioni dell’interattività e del multimediale, con la realizzazione di una serie di lavori definiti ambienti sensibili, tra cui Tavoli (Perché queste mani mi toccano?, 1995) e Coro (1995). Si tratta di ambienti che hanno la capacità di reagire alle sollecitazioni di chi li pratica, in cui la tecnologia si fonde con la narrazione e con lo spazio, dove gli effetti prodotti derivano dalle scelte e dalla presenza di più persone e i dispositivi, mediante “interfacce naturali”, reagiscono senza l’uso di protesi tecnologiche, ma attraverso modalità comunicative comuni, come il toccare, il calpestare o l’emettere suoni.
Nel 2002, a conclusione di due anni di ricerca e di viaggi, viene presentata, a Castel S. Elmo a Napoli e al Mori Art Museum di Tokyo, Meditazioni Mediterraneo, una mostra composta da cinque “paesaggi instabili”, installazioni interattive sul tema dell’identità mediterranea. Quest’opera segna l’inizio di un nuova necessità di confronto con il territorio, con la sua memoria e la sua identità, che fa convergere le sperimentazioni precedenti verso la progettazione di percorsi museali multimediali, tra cui Il Museo della Resistenza a Sarzana (2000) e il museo Montagna in Movimento (2007), a Vinadio nel Forte Albertino. Le forti componenti narrative ed immersive, l’approccio relazionale e interattivo caratterizzano questi musei come ecosistemi di conoscenza, habitat narrativi che si trasformano nel dialogo allargato con il pubblico e le comunità virtuali. Esempio paradigmatico dei musei di narrazione, è il Museo Laboratorio della Mente a Roma (2008) che affronta la questione del disagio mentale e delle sue forme di segregazione con un percorso conoscitivo ed esperienziale, attraverso il quale si dimostra l’interesse per “operazioni” oltre che “opere”, che si connettono con il tessuto sociale.

Il confronto con i valori della memoria dei luoghi e delle comunità, influenza anche il percorso artistico, facendo nascere un nuovo ciclo di opere, chiamato Portatori di storie, in cui viene sperimentata una forma di interattività che vede il visitatore coinvolto, con modalità fortemente partecipative, nella scoperta del territorio locale, attraverso il racconto dei suoi abitanti. Le prime opere di questo progetto, tuttora in corso, vengono presentate a Casablanca, con Sensible Map, alla Biennale internazionale di Santa Fe, La quarta scala e all’Expo Universale di Shanghai 2010, con Sensitive City. Mentre le due più recenti sono state In Principio (e poi) realizzata nel 2013 per la 55. Biennale d’Arte di Venezia, e Miracolo a Milano nel 2016, per la mostra retro-prospettiva di Palazzo Reale, a Milano.

Info e contatti:
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDÌ CRITICI
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Assessorato alla Cultura e Turismo Dipartimento Cultura

 

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I Martedì Critici – Massimo Piersanti

Massimo Piersanti
Martedì 12 Novembre 2019 ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma 
a cura di Alberto Dambruoso e Bruno Di Marino
Introduce Tiziana D’Acchille, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Martedì 12 Novembre ha avuto luogo il quinto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al decimo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, dall’Accademia di Belle Arti di Roma al Visionarea Art Space di Roma.

Ospite del quinto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» è
Massimo Piersanti (Roma, 1939)

Massimo Piersanti nasce a Roma nel 1939. Dopo aver trascorso la giovinezza tra Napoli, Neuchatel e Londra, nel 1967 torna nella capitale per dedicarsi alla fotografia. Inizia come fotografo di architettura, matura delle esperienze nel mondo del cinema, e quindi si specializza nella fotografia pubblicitaria, lavorando per società quali General Motors, Esso, Frau, Alitalia, FIAT, Renault, Honda, Jaguar, Valtur, Motorola.
Contemporaneamente, dal 1970, comincia a documentare la scena artistica romana, divenendo il fotografo ufficiale degli Incontri Internazionali d’Arte, l’associazione animata da Graziella Leonardi Buontempo, che promuove -nella sede dello storico Palazzo Taverna, in altri spazi cittadini e successivamente anche altrove, mostre, incontri, dibattiti, con i più significativi esponenti della ricerca estetica contemporanea.
Dal 1989 fino al 1996 risiede a Barcellona, dove collabora con Gloria Moure per le mostre “all’Espai Poble nou”. Dopo il ritorno in Italia (tra Roma, Napoli e Milano) continua a seguire e a ritrarre il lavoro di maestri ancora attivi e artisti emergenti della scena artistica internazionale.

INFO PUBBLICO
Accademia di Belle Arti di Roma
Via di Ripetta 222, Roma

Info e contatti:
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDÌ CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it – www.imartedicritici.com

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Hidalgo Associazione culturale

Media partners:
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Marica Messa

Foto di:
Gianfranco Basso Art

Riprese video:
Accademia di Belle Arti di Roma

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i martedì critici – luca rossi

LUCA ROSSI
11 ottobre 2016, ore 18.30
Accademia di Belle Arti di Roma
a cura di Alberto Dambruoso e Gianluca Brogna

Giunge al quarto appuntamento la stagione autunnale 2016 de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena dell’arte organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», arrivati al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma presso l’Accademia di Belle Arti in Via di Ripetta.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Gianluca Brogna, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti, Roberto Gramiccia.

Ospite dell’appuntamento di martedì 11 ottobre è Luca Rossi (Castel San Pietro Terme, 1979).

Lo hanno definito la “primula rossa” dell’arte italiana. Da sette anni sviluppa quotidianamente un’estenuante attività critica, progettuale e divulgativa. “Luca Rossi” è un’identità collettiva che chiunque può vestire. In questo modo il concetto di individualità artistica tradizionale viene realmente messo in discussione, sollecitando chiunque ad un senso di responsabilità e di opportunità.

Luca Rossi apre il blog Whitehouse nel 2009 (le cui sintesi oggi sono su www.lucarossilab.it e www.lucarossicampus.com) come una piattaforma dedicata alla critica d’arte, a progetti artistici non convenzionali e a iniziative volte a diminuire il gap tra arte contemporanea e pubblico.

Luca Rossi è stato definito “la personalità artistica più interessante nel panorama italiano” (Exibart, 2010) da Fabio Cavallucci, attuale Direttore del Museo Luigi Pecci di Prato, e come la nuova promessa dell’arte italiana da Giacinto Di Pietrantonio, attuale Direttore della GAMeC di Bergamo, che lo indica come la “nuova Vanessa Beecroft” (Artribune, 2013).

I principali operatori del sistema dell’arte nazionale e internazionale hanno partecipato al blog Whitehouse con articoli e interviste, contribuendo alla sua popolarità. Parallelamente Luca Rossi ha scritto numerosi articoli su riviste specializzate, come Flash Art Italia, Exibart e Artribune. Dal 2010 insieme a Enrico Morsiani, ha ideato una serie di progetti tra arte e divulgazione, come “Corso Pratico di Arte Contemporanea” (2010), “Duchamp Chef” (2013) e “MyDuchamp” (2014) e “Museo diffuso” (2016). Nel dicembre 2015 sulla rivista Alfabeta2 è stato pubblicato un confronto tra Luca Rossi e Mario Perniola. Dal febbraio 2016 Luca Rossi gestisce un blog di arte, attualità e divulgazione su Huffington Post.

Sul Blog Whitehouse, e oggi su “Luca Rossi Lab”, sono stati presentati numerosi progetti curati e realizzati da Luca Rossi in diversi contesti: Mart di Rovereto (2009), Whitney Biennial di New York (2010), Reggia di Versailles (2012), Biennale di Venezia (2013), Abbazia di Sénanque (2013), New Museum di New York (2014), Gamec di Bergamo (2014); Boros Collection di Berlino (2015), Serpentine Gallery di Londra (2015), Hangar Bicocca di Milano (2015), Musei Capitolini (2016), Fondazione Prada (2016), Hotel Helvetia (2016).
Sul Blog Whitehouse sono stati coinvolti molti operatori del settore tra cui: Roberto Ago, Andrea Lissoni, Angela Vettese, Maurizio Cattelan, Francesco Bonami, Giacinto Di Pietrantonio, Massimo Minini, Maurizio Mercuri, Fabio Cavallucci, Giorgio Andreotta Calò, Jens Hoffman, Massimiliano Gioni, Alfredo Cramerotti, Danilo Correale, Cesare Pietroiusti, Valentina Vetturi, Anton Vidokle, Micol Di Veroli, e molti altri; tale dibattito è stato ospitato su diverse riviste di settore: Flash Art, Exibart, Cura Magazine, Artribune, GlobartMag, Arskey.

INFO PUBBLICO
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Accademia di Belle Arti di Roma
Via di Ripetta 222, Roma
ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com
Sponsor:
Spedart Srl
Media partners:
ARTRIBUNE
Marica Messa
Fotografie di:
Gianfranco Basso Visual Artist
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I Martedì Critici – Cesare Pietroiusti

CESARE PIETROIUSTI

7 ottobre 2014, ore 18:00

Museo MAXXI, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Ospite del terzo appuntamento del nuovo ciclo romano è Cesare Pietroiusti (Roma, 1955). Dopo gli studi di medicina, svolti con indirizzo psichiatrico, Pietroiusti comincia la sua ricerca artistica frequentando Sergio Lombardo, con cui nel 1977 fonda il centro studi Jartrakor, un vero e proprio laboratorio di sperimentazione dell’arte e del linguaggio. La collaborazione segna in particolare l’inizio di una riflessione sull’arte “eventualista”, che mette in discussione il concetto di rappresentazione, per un’idea di arte intesa come esperienza di un evento relazionale costruito in compartecipazione con un pubblico non più passivo. Queste ricerche sono state sviluppate nell’attività del cosiddetto Gruppo di Piombino (insieme a Salvatore Falci, Stefano Fontana, Pino Modica e Domenico Nardone), movimento che nella metà degli anni Ottanta opponeva al ritorno della pittura e dell’affermarsi del potere delle gallerie e del mercato l’arte relazionale, svolta in anticipo sulla sua stessa teorizzazione a metà anni Novanta. Per Pietroiusti l’atto artistico è un semplice stimolo, che coinvolge il pubblico, e che innesca dinamiche inusuali e pensieri imprevisti in un contesto ordinario, di cui indaga i risvolti paradossali. In Pensieri non funzionali, raccolta pubblicata nel 1997 e aggiornata sull’omonimo sito, l’artista descrive numerose semplicissime azioni, apparentemente senza senso, sotto forma di istruzioni da mettere in pratica e realizzabili da chiunque. Proprio questa semplicità concentra l’attenzione sull’atto in sé, trasformando ciò che sembra insignificante in un pretesto per un’analisi, una riflessione su se stessi e rivelando qualcosa di diverso nella nostra normale relazione con il mondo esterno. Negli ultimi anni il lavoro di Pietroiusti si è concentrato sul tema dello scambio e del consumo, evidenziando alcune situazioni paradossali dei sistemi economici. Nel 2007 ha fondato, in collaborazione con il collettivo Space di Bratislava, “Evolution de l’Art” la prima galleria d’arte contemporanea che tratta esclusivamente opere immateriali. Cesare Pietroiusti è stato fra gli iniziatori del progetto “Oreste” nel 1997. Invitato nel 1999 alla 48ª Biennale di Venezia, ha partecipato alla sezione Aperto della Biennale di Venezia del 1990. La sua opera è stata esposta presso: Serpentine Gallery, Londra (1992); Louisiana Museum, Humlebæk (1996,); Art in General, New York (2001); Ikon gallery, Birmingham (2007); Biennale di Atene (2009); MAXXI, Roma (2010); Moscow museum of modern art (2011). Dal 2004 è docente di Laboratorio delle tecniche e delle espressione artistiche presso lo IUAV di Venezia, e dal 2005 è Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Ratti di Como.

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