I Martedì Critici – Ibrahim Ahmed

Ibrahim Ahmed
29 gennaio 2019 ore 19.00
Visionarea Art Space
a cura di Alberto Dambruoso e Flavia Malusardi

Martedì 29 gennaio si è svolto il quinto appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al nono anno di attività.

Tale format si colloca nel più ampio progetto Visionarea Art Space, incubatore di idee che propone e promuove progetti di artisti contemporanei nazionali e internazionali, e che si avvale fin dalla prima edizione del fondamentale sostegno del Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele e della Fondazione Cultura e Arte, emanazione diretta della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale di cui il Prof. Emanuele è il Presidente.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diverse sedi, a cominciare dal Visionarea Art Space di Roma.

Il tema comune del primo ciclo di incontri stagionali sarà “il Mediterraneo”, simbolo di culture antiche e moderne, luogo di incontri e scambi, spazio di conquiste, scoperte e conoscenza. Un Mare attorno al quale sono nate e cresciute alcune tra le più importanti civiltà dell’occidente e dell’oriente di questa parte di mondo, e si sono sviluppate le caratteristiche, uniche e peculiari, delle popolazioni che l’hanno vissuto e navigato. Maestri di chiara fama ed emergenti dal riconosciuto valore professionale saranno invitati presso il Visionarea Art Space per discutere della propria arte, di significati e poetiche, ma anche di una cultura comune, quella di area mediterranea appunto, che ha influenzato e caratterizzato nei secoli la produzione artistica e culturale delle nostre terre.

Ibrahim Ahmed nasce a Kuwait City, trascorre la sua infanzia tra Bahrain e l’Egitto, per poi trasferirsi, all’età di tredici anni, negli Stati Uniti, dove consegue un BA in Letteratura Inglese presso la Rutgers University. Attualmente vive e lavora al Cairo.

Arricchito dalle tante e diverse culture assorbite sin dalla sua infanzia, e dall’appartenenza a popolazioni differenti tra loro per lingua, usi e costumi, Ahmed si è ben presto abituato ad osservare il mondo da vicino, senza filtri e senza timori, scrutando e imparando a riconoscere le infinite possibilità che questo è in grado di offrirti. Sceglie l’Egitto come sua dimora fissa e lì trova lo spazio per diventare l’artista che vuole essere, libero nel pensiero e nell’agire, libero da legami e condizionamenti, forte nel suo sapere e nelle esperienze vissute.

Prima attraverso il disegno, poi indagando e sperimentando differenti tecniche e media, dal collage alla fotografia, dalle installazioni alla video arte, spaziando tra materiali diversi per natura e per significato, Ibrahim Ahmed traduce in arte quelle immagini che si è fermato ad osservare, quelle informazioni che ha ascoltato e compreso, nei suoi lavori ricordi, pensieri, storie di un vissuto personale parlano attraverso un linguaggio chiaro e universale. Centrale nella sua ricerca è studiare i fenomeni del postcolonialismo, è comprendere confini, limiti e potenzialità dell’identità nazionale nell’era della globalizzazione, e indagare il processo che porta alla sua formazione. Individuato uno spazio di ragionamento, un oggetto, un culto, un’usanza, Ibrahim Ahmed concentra in esso il fulcro della sua analisi sociale, culturale, politica, economica, d’un tratto frammenti di tessuto, corpi, automobili, inglobati nelle sue opere, diventano simboli di culture differenti e acquisiscono un significato altro, profondo, almeno quanto il suo sguardo analitico, e denso, almeno quanto la memoria dei suoi viaggi e del suo peregrinare. Partendo dal proprio vissuto, l’artista fa della vita dei migranti e dell’atto del migrare uno degli spazi di pensiero del suo creare.

Ahmed non si focalizza solo sull’azione creativa e sul significato dei suoi lavori, fondamentale per lui è concentrarsi sull’atto narrativo, sul processo che conduce il lettore delle sue opere, lo spettatore, a sorprendersi, a riflettere e comprendere. La stratificazione di concetti e significati gli consente di dar vita a narrazioni non confinabili in definizioni e standardizzazioni. Pur non ritenendo l’arte uno strumento politico, l’artista agisce nella convinzione che l’arte abbia il dovere di suscitare quesiti e reazioni, in grado di alimentare evoluzioni e cambiamenti.

Ahmed ha esposto in prestigiose sedi internazionali, tra cui la VOLTA Art Fair di New York, la Townhouse Gallery al Cairo, Sharjah Art Museum e la ArtRio Art Fair. Nel 2014 ha partecipato alla residenza artistica organizzata da Artellewa Artspace a Giza. Ha fondato il suo studio nel quartiere di Ard El Lewa al Cairo.

Attualmente, le sue opere sono in esposizione presso la galleria romana Sara Zanin Z2O, Burn What Needs To Be Burned è la prima personale in Italia di Ibrahim Ahmed. La mostra sarà visitabile fino al 5 febbraio 2019.

ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com
Visionarea Art Space
Via della Conciliazione 4
Roma
http://www.visionareaartspace.org
Tel. 06 6889 22744
Sponsor:
Spedart Srl
Media Sponsor: Riprese video:
ARTRIBUNE
Marica Messa
con il supporto di:
Hidalgo Associazione culturale
con la collaborazione di:
Auditorium Conciliazione
Chorus Cafè
Supportato da:
FCA Fondazione Cultura e Arte
Partner:
ArtistProof Communication Lab
Assessorato cultura e turismo, dipartimento cultura, Roma Capitale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: