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I Martedì Critici – Sergio Ceccotti

Sergio Ceccotti

a cura di Alberto DambruosoLorenzo Canova Gabriele Simongini

Martedì 26 Aprile, ore 19.30

Tempio di Venere e Cupido

Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7/8, Roma
Martedì 26 aprile avrà luogo il primo appuntamento della nuova stagione de I Martedì Critici, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, giunti al dodicesimo anno di attività.La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diversi luoghi della cultura, a partire dalla nuova sede, il Tempio di Venere e Cupido a Roma. 

Ospite del primo appuntamento stagionale de I Martedì Critici sarà Sergio Ceccotti

Sergio Ceccotti (Roma, 7 maggio 1935) è un pittore e incisore italiano attivo a Roma e a Parigi.Ha seguito i corsi di Oskar Kokoschka (pittura) e Slavi Soucek (litografia) presso la Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst di Salisburgo nel 1956 e 1957. Dal 1956 al 1961 ha frequentato il corso di disegno dell’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici.Tra la fine degli anni ’50 e la metà degli anni ’60 il suo lavoro mostra l’influenza del cubismo, della pittura metafisica di Giorgio de Chirico e della pittura tedesca degli anni ’20, avendo l’opportunità di frequentare maestri come Conrad Felixmὒller, Otto Dix e Ludwig Meidner. A partire dalla seconda metà degli anni ’60 i suoi dipinti adottano uno stile più narrativo ispirato da elementi molto eterogenei: il cinema (specie i film di Hitchcock e i noir americani), la fotografia, la pubblicità, i rebus della ”Settimana Enigmistica” ed i fumetti, sia americani che italiani (Diabolik) dalla cui lettura deriva una concezione più sintetica e dinamica della composizione dei suoi quadri. Ne scaturisce una visione metafisica, “borghese” e misteriosa del quotidiano.La sua attività espositiva inizia a Roma nel 1960 con una personale alla galleria l’Albatro: la prima mostra personale fuori d’Italia è del 1973 alla Neue Mὒnchner Galerie di Monaco di Baviera, mentre nel 1977 tiene la sua prima mostra a Parigi alla galleria Liliane François, inaugurando così un lungo percorso espositivo nella capitale francese. A Parigi entra in contatto con letterati e poeti come Patrick Roegiers, Georges-Emmanuel Clancier, Jacques Baron e soprattutto Philippe Soupault, di cui illustra varie opere e di cui esegue un ritratto . Soupault dedica a Ceccotti due suoi testi, uno dei quali per la prima monografia dell’artista “L’insolite quotidien”. Sempre a Parigi Ceccotti ha preso parte negli anni a vari Salons: Jeune Peinture, Comparaisons, Salon d’Automne, Figuration Critique, ecc.Dalla chiusura della galleria Alain Blondel, con cui ha collaborato per 24 anni, Ceccotti è rappresentato dal mercante Jean-Marie Oger. Fuori d’Europa ha tenuto due mostre personali a Buenos Aires (presso il Centro cultural Borges nel 2010 e l’Istituto italiano di Cultura nel 2015) ambedue a cura di Massimo Scaringella. Altre mostre personali in spazi pubblici e musei sono quelle tenute alla Galleria Comunale d’arte contemporanea di Arezzo nel 1987, allo Upplands Konstmuseum di Uppsala nel 1993, al Cloȋtre des Cordeliers di Tarascon nel 2003, alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Anticoli Corrado nel 2004, all’Università del Molise, Campobasso (a cura di Lorenzo Canova) nel 2012, e, infine, ai Musei di Villa Torlonia, presso il Casino dei Principi, nel 2014, una retrospettiva a cura di Cesare Biasini Selvaggi con circa settanta opere, dal 1958 al 2014.In Italia l’artista ha preso parte a innumerevoli mostre collettive e rassegne, tra le quali due edizioni della Quadriennale di Roma (1986 e 1999), ed è stato invitato al padiglione italiano della Biennale di Venezia, sezione Lazio, nel 2011.È incluso nell’Allgemeines Kunstlerlexicon (1977), vol. 17, p. 446, e nel dizionario Bénézit, ed. francese (1999), tomo III, p. 397, ed. inglese (2006), vol. III p. 648.Sergio Ceccotti ha collaborato con incisioni originali a edizioni limitate di poesie di Giorgio Vigolo, Philippe Soupault, Jacques Baron, Georges-Emmanuel Clancier, Franco Simongini, Jean-Pierre Biondi. Ha illustrato libri di Philippe Soupault, Jacques Baron, Marino Piazzolla, Gemma Forti. Ha illustrato con dipinti a olio il racconto di Andrea Camilleri “Il medaglione” per il Calendario dei Carabinieri 2005. Quadri di Sergio Ceccotti sono stati scelti da case editrici di Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi per illustrare le copertine di circa 40 libri, tra romanzi, saggi e poesie.Musei Vaticani, Collezione d’Arte Religiosa Moderna, Città del Vaticano; MAMBO, Bologna; Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Arezzo; Pinacoteca “C. Barbella”, Chieti; Civica Pinacoteca, San Gimignano; Galleria Civica d’Arte Moderna, Santhià; Museo del Pattinaggio, Finale Emilia; Bibliothèque Nationale, Paris; Bibliothèque Littéraire Jacques Doucet, Paris; Staatliches Museum Lindenau, Altenburg; Museo Renato Guttuso, Bagheria; Istituto Centrale per la Grafica, Roma; Banca d’Italia, Roma; Banca Nazionale del Lavoro, Roma; Comando generale dell’Arma dei Carabinieri, Roma; La Compagnie Financière Edmond de Rothschild, Paris; Fundación Tres Pinos, Buenos Aires; Jacorossi, Roma; Bulgari, Roma; Provincia Regionale di Palermo; Università degli studi di Palermo, polo museale; Museo Epicentro, Barcellona Pozzo di Gotto.

I Martedì Critici – Silvia Giambrone

Silvia Giambrone

a cura di Alberto Dambruoso e Paola UgoliniMartedì 26 Ottobre, ore 19.30

Tempio di Venere e Cupido

Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7/8, Roma
Martedì 26 ottobre avrà luogo il quarto appuntamento stagionale de I Martedì Critici, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, giunti all’undicesimo anno di attività.La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diversi luoghi della cultura, a partire dalla nuova sede, il Tempio di Venere e Cupido a Roma. 

Ospite del quarto appuntamento stagionale de I Martedì Critici sarà Silvia Giambrone

Silvia Giambrone, Agrigento (1981); vive e lavora tra Roma e Londra. Lavora con diversi media. La sua ricerca è incentrata sulle forme sotterranee di assoggettamento. Ha vinto numerosi premi e partecipato a numerose residenze in Europa e USA. È ambasciatore per Kaunas2022. Vince il Premio VAF 2019. Collabora con la maison Dior nel 2021.
Attraverso l’utilizzo di diversi linguaggi – performance, installazione, scultura, suono, video – il lavoro di Silvia Giambrone esplora le politiche e le pratiche del corpo con una particolare attenzione alle forme più sotterranee di assoggettamento. La sua ricerca indaga la dimensione politica dell’intimità̀ poiché́ essa è il terreno in cui si radicano le forze più̀ misteriose di ognuno. Osservando con sospetto il rapporto tra le relazioni e gli oggetti, che si offrono sempre più̀ come simulacri degli aspetti più̀ reconditi delle dinamiche relazionali, il suo lavoro opera una ricognizione sul domestico e sulle sue tensioni più̀ profonde. L’artista ritiene infatti che la violenza sia un linguaggio e che proprio l’ambiente domestico sia il luogo in cui primariamente si venga addomesticati alla possibilità̀ della violenza stessa.
Tra le sue mostre più significative: Eurasia, Mart, Rovereto (2009); Qui vive? Moscow Biennale (2010); Re-Generation, Museo Macro, Roma (2012); Critica in arte, Museo MAR, Ravenna (2014); Un terribile amore per la guerra, 10th Kaunas Biennale, National Museum of M. K. Čiurlionis, Kaunas, Lituania (2015); W Women in Italian Design, Triennale di Milano (2016); Time is out of Joint, La Galleria Nazionale, Roma (2017); Young Italians 1968 – 2018, IIC, New York City (2018); VII Premio Fondazione VAF, Stadtgalerie Kiel, Germania (2019); Feminism in Italian Contemporary Art, Richard Saltoun Gallery, Londra (2019); Sovvertimenti, Museo Novecento, Firenze (2019); Nobody’s room. Anzi, parla, Museo del 900, Milano (2020); Mascarilla 19, MAXXI, Roma (2020); Io dico io, La Galleria Nazionale, Roma (2021); Orizzonti del corpo, Fondazione Palazzo Magnani, Reggio Emilia (2021); Reclaiming & Making, Museum of Sex, NYC (2021).
Lavora con Studio Stefania Miscetti a Roma, Richard Saltoun Gallery a Londra.

I Martedì Critici – Luca Coser

Luca Coser

a cura di Alberto Dambruoso e Annalisa Ferraro

Martedì 19 Ottobre, ore 19.30

Tempio di Venere e Cupido

Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7/8, Roma
Martedì 19 ottobre avrà luogo il terzo appuntamento stagionale de I Martedì Critici, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, giunti all’undicesimo anno di attività.La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diversi luoghi della cultura, a partire dalla nuova sede, il Tempio di Venere e Cupido a Roma. 

Ospite del terzo appuntamento stagionale de I Martedì Critici sarà Luca Coser

Luca Coser (Trento, 1965) è artista e docente di ruolo di Disegno all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Gustavo Giulietti, dove si è diplomato nel 1987. Ha tenuto la sua prima esposizione collettiva significativa nel 1985, a cura di Danilo Eccher, e la sua prima esposizione personale nel 1989 negli spazi della galleria Ponte Pietra di Verona, a cura di Luigi Meneghelli. Da allora ha esposto in numerose gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero, presentato da autorevoli critici e curatori del mondo artistico.
«La sua ricerca si articola in un costante gioco di stratificazioni, dissolvenze e spostamenti di senso. La sua pittura, partendo sempre da citazioni personali, riflette sul senso di una identità sempre più precaria, sulla fragilità della singolarità dell’esistenza, ma anche sull’inconscio collettivo. Per questo Coser si muove in una rappresentazione di opposti: nella sua pittura convivono verità e finzione, affermazione e negazione, serenità e trepidazione, in un complesso confronto che diventa metafora dell’animo umano. La sua è una pittura al confine tra figurazione ed astrazione, dove le figure, dipinte e poi celate, appaiono come presenze avvolte sempre da un silenzioso stato di sospensione. Così, su tutto, emerge un senso di ignoto, di mistero, ma anche quel senso di inquietudine che sembra avvolgere la società della “post verità”». (Gianluigi Colin)
Attualmente il suo lavoro è rappresentato da UMA Gallery, Milano – Kips Gallery, New York – Crag Gallery, Torino.

I Martedì Critici – Alice Schivardi

Alice Schivardi
a cura di Alberto Dambruoso e Matteo Boetti Martedì 12 Ottobre, ore 19.30

Tempio di Venere e Cupido

Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7/8, Roma
Martedì 12 ottobre avrà luogo il secondo appuntamento stagionale de I Martedì Critici, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, giunti all’undicesimo anno di attività.La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diversi luoghi della cultura, a partire dalla nuova sede, il Tempio di Venere e Cupido a Roma. 
Ospite del secondo appuntamento stagionale de I Martedì Critici sarà Alice Schivardi.
Alice Schivardi nasce ad Erba (CO) nel 1976. Frequenta il corso dell’artista Alberto Garutti all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, diplomandosi con una tesi su Louise Bourgeois. In seguito, collabora con alcuni registi e direttori della fotografia in ambito teatrale e cinematografico, maturando in sé una forte visione narrativa che svilupperà successivamente nel suo lavoro. La frequentazione di diversi artisti le ha permesso di approfondire il disegno come metodo d’indagine insieme a una sperimentazione continua dei materiali ed una moltitudine di esperienze sia in campo lavorativo che umano e sociale. Dopo il diploma presso l’Accademia di Belle Arti, si trasferisce a Roma.Attraverso il suo lavoro stabilisce legami umani, ponti affettivi che trasforma nel materiale “puro” delle sue opere. Esplora i macro-fenomeni sociali e le loro logiche, attraverso una metodologia che fa tesoro dello scambio intimo delle micro-esperienze. Utilizza il “disegno a ricamo” per avvicinarsi alle storie e per stabilire un legame tra le storie e il suo lavoro, tra il processo artistico e l’opera d’arte finita. I doni che riceve dalle persone che di volta in volta incontra diventano narrazioni attraverso le sue espressioni artistiche: disegni a ricamo, fotografia, video, audio, performance e installazioni. La vitalità del suo lavoro nasce quindi dai legami umani che stabilisce. Questo processo, infatti, le permette di indagare a fondo la realtà allo scopo di trovare segnali e messaggi dal forte impatto etico, politico e sociale. I suoi campi di indagine si muovono tra la storia e le storie, e si ritrovano nelle opere, nelle performance, transitando dall’interpretazione alla generazione di significati, dall’alchimia all’antroposofia, ai viaggi in caduta libera, ai “salti nel vuoto”. Alice Schivardi pensa con particolare attenzione sia al mondo naturale che a quello umano, al fine di evidenziare le relazioni che diversamente li uniscono, e analizza l’elemento della diversità come collante tra mondi e identità apparentemente estranei ma legati da una sorta di filo imponderabile.Ha partecipato a numerosi premi tra cui Premio Cairo a Palazzo Reale di Milano, Premio Maretti, Museo PAN di Napoli e ha vinto la 16/a edizione del primo premio “Videominuto” al Museo Pecci di Prato. Tra le sue mostre personali più recenti, “La vita è una ruota”, Una vetrina, the indipendent_Maxxi, Roma (2020), “A suon di ali”, Torre Flavia, Ladispoli, Roma (2019), “Ero figlia unica”, Fondazione Pescheria Centro Arti visive di Pesaro (2015), “Wormholes” presso il Museo del Los Sures in collaborazione con I.S.C.P di New York (2014). Ha partecipato a mostre e manifestazioni collettive presso: Manifesta 12#, Palermo (2018), il Museo Pecci di Prato (2018), La Galleria Nazionale, Roma (2017), Auditorium Parco della Musica, Roma (2015), Palazzo Trinci, Foligno (2014), all’American Academy in Rome (2008).
 

I Martedi’ Critici – Giuseppe Modica


Giuseppe Modica

a cura di Alberto Dambruoso e Gabriele Simongini

Martedì 5 Ottobre 2021 ore 19.30

Tempio di Venere e Cupido
Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7/8, Roma
 Martedì 5 ottobre avrà luogo il primo appuntamento stagionale de I Martedì Critici, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, giunti all’undicesimo anno di attività.La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno presso diversi luoghi della cultura, a partire dalla nuova sede, il Tempio di Venere e Cupido a Roma. 

Ospite del primo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici» sarà Giuseppe Modica.

 Giuseppe Modica nasce a Mazara del Vallo nel 1953. Artista affermato in ambito nazionale ed internazionale, è tra i principali esponenti di una nuova metafisica nella pittura italiana del secondo Novecento, le cui opere sono caratterizzate da atmosfere enigmatiche e dense di presagi, che portano l’osservatore in una dimensione ignota e segreta che affascina e turba allo stesso tempo.Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1986 si è trasferito a Roma, dove attualmente vive e lavora ed è titolare della cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti. Autore “metafisicamente nuovo” (D. Micacchi), occupa un posto ben preciso nel dibattito artistico contemporaneo organizzando, come responsabile del Dipartimento Arti Visive dell’Accademia di Roma, mostre, giornate di studio e conferenze. Ha esposto in Italia e all’estero in prestigiose retrospettive e rassegne museali, studiato da critici come Maurizio Fagiolo dell’Arco, che ha curato la mostra personale Le Stanze inquiete, 1990, alla Tour Fromage di Aosta e La luce è la Luce. Opere 1989-2002 al complesso del seminario di Mazara del Vallo. Sostenuto da studiosi come Claudio Strinati, Janus, Guido Giuffrè, Vittorio Sgarbi, e da letterati come Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, Giorgio Soavi, Massimo Onofri, Roberto Calasso.Fra le altre si segnalano le mostre a carattere retrospettivo e museale: Modica opere 1989-1997, a cura di Marco Goldin, Treviso, Casa dei Carraresi; “Riflessione” come metafora della pittura, a cura di Claudio Strinati, nel 2004 al Vittoriano; Roma e la città riflessa, a cura dello stesso Strinati, nel 2008 a Palazzo di Venezia; Piero ed altri enigmi 2004, a cura di Giovanni Faccenda, Galleria Civica di Arezzo; L’enigma del tempo e L’alchimia della luce nel 2005, a cura di Aldo Gerbino al Loggiato di San Bartolomeo Palermo; La realtà dell’illusione, a cura di Guido Giuffrè, nel 2007, alla Galleria Civica di Marsala; Inseguire la pittura, a cura di Laura Gavioli nel 2010, nella Galleria Civica di Potenza; La Luce di Roma, a cura di Roberto Gramiccia, nel 2015 e nello stesso anno una personale sul tema della mediterraneità alla Galleria Sifrein di Parigi: La melancolie onirique de Giuseppe Modica, testo di G. Lista. Del 2016, a cura di Donatella Cannova e Sasha Grishin, sono le mostre a Sidney e Camberra, in Australia, promosse dall’Istituto Italiano di Cultura. Sue opere sono state recentemente esposte in una mostra personale alla Phoenix Art Exhibition di Fenghuang, nel sud-est della Cina, e a Pechino, Light of memory, a cura di Giorgio Agamben e Zhang Xiaoling, con il patrocinio dell’Accademia Nazionale Cinese di Pittura. È ancora in corso al Museo Andersen di Roma la retrospettiva Giuseppe Modica Atelier 1990-2021, a cura di Giuseppina Di Monte e Gabriele Simongini, in cui lo studio nel suo significato antico di labor-oratorium è luogo poetico e soggetto tematico dove il pensiero visivo prende forma e si concretizza nella pittura.