Archivio mensile:aprile 2013

I MARTEDÌ CRITICI – MARCO GASTINI

MARCO GASTINI

12 marzo 2013, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 Ospite del quinto appuntamento dei Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Marco Gastini (Torino, 1938).

Tra i più importanti pittori italiani degli ultimi cinquant’anni, Gastini si forma artisticamente nel capoluogo piemontese, all’Accademia Albertina, dove frequenta il corso di Enrico Paulucci del gruppo dei Sei. Conosce e ammira la pittura di Francesco Menzio e diventa assistente di Umberto Mastroianni, prima d’intraprendere autonomamente la strada della pittura verso la fine degli anni Sessanta. Dopo un inizio post-informale e figurativo, l’artista avvia una nuova e personale ricerca nel clima delle tensioni sociali e libertarie maturato nel corso del sessantotto a Torino. La sua pittura se da una parte mira a portare avanti la tradizione, dall’altra cerca di decostruirla con la finalità di riattualizzarla in un secondo momento attraverso pochi e semplici elementi espressivi quali il segno, l’azzeramento cromatico e la presenza spaziale. La riflessione sul dipingere come atto di esplorazione e conoscenza e la ricerca di una spazialità che parte dalla relazione tra tela, colore e ambiente, resterà il motivo centrale nel corso di tutta la sua carriera. Questo lo porterà più volte a sconfinare dalla superficie della tela, per abbracciare con una pittura dalle forti pulsioni energetiche ed emotive, lo spazio – ambiente delle pareti di Musei e gallerie di tutto il mondo, fino a diventare puro segno-colore luminoso (il suo famoso blu oltremare) com’è avvenuto recentemente in occasione dell’installazione realizzata per l’edizione 2009 di “Luci d’artista” a Torino.

Per la serata dei Martedì Critici verrà ripercorsa insieme a Gastini tutta la sua vicenda artistica, dagli esordi fino ai nostri giorni: dall’apprendistato con le tecniche trasmesse dal padre marmista, al periodo degli oggetti “umani” inclusi nelle tele a partire dagli anni Ottanta fino alle ultime opere realizzate con la tecnica della terracotta, lontana reminiscenza dell’artista.

Gastini ha esposto due volte alla Biennale di Venezia: con una sala personale nel 1976, e poi nel 1982. Lo stesso anno la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco di Baviera gli dedica la prima grande retrospettiva alla quale ne seguiranno tante altre allestite nei maggiori Musei e spazi istituzionali italiani e internazionali.

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I MARTEDI’ CRITICI – GIANNI DESSI’

GIANNI DESSI’

9 aprile 2013, ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 

Ospite del primo appuntamento di primavera al Chiostro del Bramante di Roma è Gianni Dessì.

Le sue meditazioni sulla natura dell’arte hanno preso forma quando pittorica, quando scultorea, quando filmica, oscillando tra astrazione e figurazione, materia e concetto, finito e non finito, in una perlustrazione delle possibilità dei linguaggi, mossa dal dubbio: l’arte esiste? Assurto tale interrogativo ad estremo atto d’amore nei confronti dell’arte, Gianni Dessì si è fatto portatore di una coscienza del fare estetico tra i più lucidi dei nostri tempi. In quasi 40 anni di attività si è venuta formando così una galassia di temi e opere, tra quadri e ambienti dipinti, tra ritratti naturalistici ed espansioni monocrome nello spazio, che indagano l’atto artistico rispettandone il mistero. Il ragionamento sull’arte, le parole attorno all’opera sono parte di una forma di approccio all’arte di Dessì che l’incontro dei «Martedì Critici» vorrà perpetuare.

Nato a Roma nel 1955, allievo di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, Gianni Dessì, dopo prime esperienze nell’ambito del teatro sperimentale, inizia a tenere, dal 1979, personali presso le gallerie Ugo Ferranti di Roma, Yvon Lambert di Parigi, Sperone di Roma e New York, e Bagnai di Siena e Firenze. Negli anni ’90 esporrà presso Gian Ferrari a Milano e a Volume! a Roma. Nel 2006 il Macro di Roma lo celebra con una mostra antologica a cura di Danilo Eccher, mentre nel 2011 Lóránd Hegy allestirà un’altra sua grande mostra presso il Musée d’Art Moderne de Saint-Étienne Mètropole di Sant-Étienne in Francia. Una mostra all’Accademia di Francia nel 2006, e una al Mart di Rovereto nel 2009, hanno ripercorso la storia del Gruppo di San Lorenzo, costituitosi a partire dal 1984 presso l’ex Pastificio Cerere del quartiere San Lorenzo a Roma, e costituito da Gianni Dessì, Bruno Ceccobelli, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Marco Tirelli. Venti sue opere saranno in esposizione al Museum Biedermann di Donaueschingen in Germania fino al 16 giugno, in una mostra condivisa con altrettante opere di Nunzio.

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I MARTEDÌ CRITICI- MARIO AIRO’

MARIO AIRO’

2 aprile 2013, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Bazzini

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 

Ospite del nono e ultimo appuntamento stagionale dei Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Mario Airò (Pavia, 1961).

Dopo aver frequentato le lezioni di Luciano Fabro all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel 1989 Airò partecipa alla creazione insieme ad altri artisti dello spazio espositivo autogestito di via Lazzaro Palazzi a Milano e della rivista “Tiracorrendo”. Fin dal suo esordio, il lavoro di Airò si distingue per la sua capacità di trasformare gli spazi, creando ambienti suggestivi e carichi di un’energia avvolgente. Sono numerosi i riferimenti culturali provenienti dalla letteratura, dalla mitologia, dal cinema e dalla storia dell’arte che formano il suo complesso linguaggio poetico e che convivono accanto a oggetti estrapolati dal contesto quotidiano, svuotati della loro funzionalità, e convertiti in segni di una rinnovata sensibilità e di uno spazio divenuto mentale. Airò si avvale di materiali diversi, spesso leggeri come la carta o impalpabili come la luce e il suono, che inducono lo spettatore a prendere parte in maniera attiva insieme all’artista alla creazione di nuovi mondi o alla coscienza di antichissimi.

Da alcuni anni Mario Airò affianca all’attività artistica il lavoro di docente presso il Laboratorio di Arte dello IUAV di Venezia e nel Corso di Arti visive della NABA di Milano. Airò ha partecipato alla Moscow Biennale of Contemporary Art, Mosca nel 2005; alla Biennale di Kwangju 2004, alla Biennale di Valencia nel 2001 e alla 47. Biennale di Venezia nel 1997. Tra le mostre personali ricordiamo: La stanza dove Marsilio sognava di dormire… e altri racconti, GAM di Torino, 2001 e Springa, springa, springadela, Kunsthalle Lophem, Loppem-Zedelgem, BE, 2000. Tra le mostre collettive ricordiamo: Il confine evanescente, MAXXI, Roma, 2011; La collezione attiva, Museion, Bolzano, 2011; La scultura italiana del XXI secolo, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, 2010; Terre Vulnerabili, Hangar Bicocca, Milano, 2010; Linguaggi e sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea, Mart di Rovereto, 2010. I suoi lavori sono stati esposti tra gli altri, al Castello di Rivoli, al Museum of Contemporary Art di Tokyo, allo S.M.A.K. di Gent e alla Triennale di Milano.

Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.

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