I Martedì Critici – Nanni Balestrini

NANNI BALESTRINI

24 settembre 2013, ore 20.00

Chiostro del Bramante, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara e Eleonora Aliano

 

Ospite del secondo appuntamento dei Martedì Critici al Chiostro del Bramante è Nanni Balestrini (Milano, 1935).

Artista, scrittore, poeta, editore, Balestrini è certamente da almeno cinquant’anni, una delle figure più rilevanti nel mondo della cultura italiana ed internazionale. A partire dalla prima pubblicazione sulla rivista “Mac Espace” di Gillo Dorfles nel 1958 della raccolta di poesie “Osservazioni sul volo degli uccelli” scritte tra il 1953 e il 1956 fino alla recente partecipazione la scorsa estate (2012) a Documenta 13 a Kassel con il film più lungo del mondo dal titolo Tristanoil, andato in onda per tutta la durata della kermesse (cento giorni e 2.400 ore) e successivamente trasmesso anche in altre città italiane come Milano, Firenze e Roma, Balestrini ha attraversato in modo poetico, critico, impegnato, i cambiamenti all’interno della società italiana e occidentale tra la fine deglli anni Sessanta e i giorni nostri, con quel senso utopico di ricerca di un moglioramento collettivo che è tuttora uno dei temi portanti dellla sua filosofia artistica. Difficile scindere il Balestrini poeta e scrittore dal Balestrini artista visivo, tanto sono intrecciati i temi dell’uno con quelli dell’altro. Tra i grandi innovatori del linguaggio poetico-letterario, Balestrini ha partecipato contribuendo attivamente alla formazione del movimento letterario neoavanguardista dei primi anni Sessanta, prima con il gruppo dei Novissimi e poi con il Gruppo 63 nel quale confluirono alcuni tra i maggiori scrittori sperimentali italiani degli ultimi cinquan’anni, come Umberto Eco, Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, e di cui Balestrini ne divenne anche editore. Noto per le sue posizioni politiche in difesa del potere operaio, Balestrini ha scritto alcuni libri sui movimenti di contestazione “Sessantottini” (famosissima la sua performance in occasione del ciclo Il Teatro delle Mostre alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martis nel 1968 in cui al telefono da Parigi, nel pieno corso delle lotte sctudentsche fece scrivere sul muro della galleria la celbre frase “L’immaginazione al potere”), sui lavoratori della Fiat a Torino e sugli anni di piombo in Italia (“Vogliamo tutto” e “Gli Invisibili”). Tra i protagonisti della Poesia Visiva italiana, Balestrini ha fatto sua la lezione marinettiana delle parolibere futuriste e  adottando la tecnica del montaggio di tipo cinematrografico ha dato vita a dei collage verbo-visuali strutturati a partire da ricercate articolazioni lessicali che tendono a portare in evidenza molti dei concetti contunuti all’interno delle suoi libri o più in generale della sua visione sul mondo. Ha esposto in moltissimi musei e gallerie d’avanguardia italiani e estreri, e nel 1993 è stato invitato alla Biennale di Venezia.

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