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I Martedì Critici – Claudia Peill

CLAUDIA PEILL

22 aprile 2014, ore 19.00

Museo MACRO, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Maria Elisa Giorgi, Alessandra Gattuso e Federica Peligra

Ospite del quarto appuntamento dei Martedì Critici, è  Claudia Peill (Genova, 1963).

Dopo aver conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e in seguito all’esperienza di studio tra il 1999 e il 2000 presso l’Höherweg Studio di Düsseldorf, Peill sviluppa un linguaggio in cui immagini fotografiche sono giustapposte a campiture astratte. Gli effetti cromatici dei lavori sono realizzati con stesure di resine o vera e propria pittura, applicate anche sulla superficie fotografica. Gli scatti di Peill spesso isolano un particolare, ritagliano e ingrandiscono il dettaglio di un panorama, un’architettura, un oggetto, una scultura, un corpo, sottraendo l’immagine al flusso del reale e del tempo. Seppure riconoscibili, i soggetti delle fotografie, rielaborati pittoricamente e avulsi dal contesto, appaiono come sospesi e ci trasmettono una sensazione di straniamento. Frutto di un costante contrasto, sia a livello visivo nell’accostamento di figurazione a superfici colorate astratte, sia nella realizzazione che prevede l’elaborazione meccanica e la creazione manuale, le opere di Peill sanciscono la perdita di un legame univoco con la realtà e aprono dei varchi in cui si insinua il vuoto, il silenzio, luoghi per la riflessione. È l’esperienza stessa dell’artista a fare da filtro e a restituirci una immagine multisfaccettata del mondo, che nella frammentazione rivela la qualità discreta dello spazio, la sua natura al contempo materiale e immateriale.

Tra le principali esposizioni personali di Claudia Peill ricordiamo: Quattro tempi, Galleria Stefania Miscetti, Roma, 1993; Convergenze, Verna-Peill, Istituto Europeo Design, Roma 1996; Il senso del tempo, Photographic Center Peri, Turku, Finlandia, 1998; Skin Forms Map, MuseoLab, Università La Sapienza, Roma-Galleria Civica Uusikuva, Kotka, Finlandia, 2001; Claudia Peill, messa in onda, Istituto Italiano di Cultura di Colonia, 2002; Claudia Peill, Waves, Italian Cultural Institute of London, 2003; Claudia Peill, Galerie Andreas Brüning, Düsseldorf, 2003; Claudia Peill, chi vola vuole, Galleria Martano,Torino, 2004; Claudia Peill, Caduta libera, Galleria Pack, Milano, 2004; La città delle ombre bianche, Schifano-Peill, Galleria Anna d’Ascanio, Roma 2006; Fiato, Galerie Rossella Junck, Berlino, 2008-2009; Giorno/Notte, Hyunnart Studio, Roma, 2009; Sguardi condivisi, Mara Coccia, Roma, 2012; Intersezioni (con Kaisu Koivisto), Museo H.C. Andersen, Roma, 2013. Tra le mostre collettive, ricordiamo: Parole e sguardo, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1995; Montaliana, Genovantasei, Museo di Sant’Agostino, Genova 1996; Koivisto, Peill, Orfalian, Loggia del Temanza, Venezia, 1997; Arti visive2, Palazzo Ducale, Genova 1998; Il corpo assente, Künstverein Steyr, Austria, 1999; Fotoalchimie, Museo Pecci, Prato, 2000; Transgression, Künstlerhaus, Vienna, Austria, 2001; Periscopio, Cascina Grande, Milano, 2000; Roma Punto Uno, Galleria Pici, Seoul/Tokyo Design Center, Tokyo 2004; Höherweg 271, Künsthalle Düsseldorf, 2005; XII Biennale d’Arte Sacra, Museo San Gabriele, Teramo 2006; 59° Premio Michetti, I labirinti della memoria, Vasto 2007.

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I Martedì Critici – Pio Monti

PIO MONTI

15 aprile 2014, ore 19.00

Museo MACRO, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Maria Elisa Giorgi e Federica Peligra

Ospite del terzo appuntamento della nuova stagione primaverile de I Martedì Critici è Pio Monti (Macerata, 1941).

L’incontro, che seguirà l’ormai consueta formula dell’intervista pubblica condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti ogni martedì a ospiti diversi, si svolgerà presso la sala cinema del Museo MACRO. Dopo l’esperienza della prima galleria Arte Studio Macerata, aperta nelle Marche nel 1969, Monti si trasferisce nel 1974 a Roma, che in quel momento sta attraversando un periodo di grande fervore creativo e intellettuale. Stringe amicizia con molti artisti, tra cui Emilio Prini, Vettor Pisani, Jannis Kounellis, ma soprattutto con Gino De Dominicis, marchigiano come lui e protagonista di otto mostre presso la galleria. De Dominicis e Monti hanno vissuto un rapporto molto intenso di condivisione e di dialogo, sia dal punto di vista umano sia professionale, che spesso è sfociato in una vera e propria collaborazione nella realizzazione delle opere. L’arte comportamentale di quegli anni, e il lavoro di De Dominicis in modo particolare, trasformava il gallerista in un vero e proprio complice. Come Monti ricorda, lui stesso ha provveduto personalmente a reperire materiale per la produzione delle opere, dalla mozzarella e la carrozza agli scheletri. Fin dagli anni Settanta, Monti è uno tra i principali animatori della vita artistica romana con una risonanza internazionale; da allora supporta gli artisti e sostiene un programma espositivo lontano dalle leggi del mercato, portato avanti con passione, estro e con instancabile ironia.

Dal 1974 a oggi, la galleria Pio Monti ha avuto diverse sedi a Roma: in via Principessa Clotilde, in Prati e poi in via dei Chiavari, in uno spazio disegnato da Carlo Berarducci, prima di approdare alla sede attuale in piazza Mattei. Monti porta avanti un programma di esposizioni, eventi, progetti editoriali che ha visto coinvolti artisti tra cui: Boetti, Buren, LeWitt, Vautier, Kosuth, Mochetti, Ontani, Alviani, Chiari, Merz, Mattiacci, Pistoletto, Albers, Agnetti, De Maria, Cucchi, Lim, Spalletti, Vitone, Nunzio, Levini, Iaria, Di Fabio.

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