Ospite del quinto appuntamento dei Martedì Critici è Fabrizio Plessi.
Considerato uno dei pionieri della video arte in Italia, Plessi è sicuramente il primo ad aver utilizzato il monitor televisivo come un vero e proprio materiale, dentro cui a scorrere è un flusso inarrestabile di acqua e di fuoco digitale. Nonostante ciò, il disegno rimane ancora oggi uno dei suoi fondamentali stimoli creativi e progettuali.
Performance sonore, danza, architettura e scenografie televisive e teatrali hanno costituito lo sfondo sperimentale su cui Plessi ha innestato le sue videosculture, in cui l’uso della tecnologia è ridotto ad elemento naturale, quasi una materia umanizzata con cui convivere piuttosto che lottare. Da qui un forte senso di classicità nelle sue opere, di sensoriale spettacolarità e di calcolato equilibrio, tanto che ogni sua esposizione può leggersi come un viaggio nell’immaginazione umana, dai suoi albori agli sviluppi più avanzati della nostra contemporaneità, di cui l’uso della tecnologia, sempre in primo piano, può quasi considerarsi una grande metafora poetica e naturale, ma mai un fine in sé.
Ospite d’eccezione del decimo e penultimo appuntamento stagionale de I Martedì Critici è Luigi Ontani, senza dubbio l’artista italiano attualmente più apprezzato e amato, anche in ambito internazionale, come dimostrano le sue esposizioni personali allo Smak di Gent, al P.S.1 di New York, alla Serpentine Gallery di Londra, alla Villa Stuck di Monaco, al Museo Capodimonte di Napoli, al Mambo di Bologna e le sue presenze al Guggenheim di New York, al Reina Sofia di Madrid e allo Stedelijk di Amsterdam. Invitato ben cinque volte alla Biennale di Venezia, in tre edizioni ha avuto una sala personale. La prima mostra personale nella galleria d’avanguardia L’Attico di Roma risale al 1974.
Figura poliedrica, eccentrica, mutevole, ha fatto della propria immagine, corpo e volto un’icona estetica capace di navigare sulle onde dell’arte italiana con leggerezza, raffinatezza ed estrema eleganza. Un percorso poetico quello di Ontani che ha anticipato con i suoi tableaux vivants citazionismi e neomanierismi, che ha preservato gli eccessi della fantasia e dell’immaginazione in straordinarie sculture di ceramica (Ermestetiche), che ha ispirato con i suoi disegni l’epocale ritorno alla pittura, che ha saputo giocare con le metamorfosi delle immagini utilizzando mezzi non convenzionali di rappresentazione come le fotografie a colori a grandezza naturale realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta e le foto dipinte a mano anche in India fino alle più recenti fotografie lenticolari chiamate dall’artista Anamorpose, facendo della fotografia stessa una scultura bloccata in un tempo eterno e unendo la mistica orientale con il narcisismo occidentale. Opera cangiante e indefinibile quella di Ontani se non definendo la sostanza impalpabile e visionaria dell’arte stessa, che deposita al suo passaggio (invisibili solo per chi non sa vedere) doni rigogliosi di un altrove di cui Ontani è certamente il seminatore più prolifico.
Per la serata de I Martedì Critici, l’artista porterà una maschera di ceramica dipinta a mano dal titolo AbrAmòISacco, realizzata a Bali (Indonesia) nel 2010. Il prossimo giovedì 26 maggio 2011, l’artista riceverà il prestigioso Premio McKim 2011 dell’American Academy di Roma per celebrare la sua lunghissima carriera, oltre 45 anni, e per sottolineare come la sua poetica e il suo linguaggio artistico hanno ispirato molti artisti europei e americani dagli anni Settanta ad oggi.
Ringraziamenti:
Patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
www.comune.roma.it/cultura
Arcangelo Sassolino sarà l’ospite del nono appuntamento dei Martedì critici presso l’Auditorium di Mecenate.
Artista attento al processo piuttosto che alla forma, le sue opere mettono in moto forze fisiche reali, tensioni, frizioni e pressioni tra materiali e superfici, masse e strutture. Tali sculture dinamiche confinano con la sperimentazione di laboratorio ma allo stesso tempo si presentano letteralmente come sistemi di grande impatto psichico ed emotivo, quasi fossero metafore esistenziali di processi vitali e fisici legati alla coscienza dello spettatore. Spesso tirate al limite stesso della rottura e del ciclo continuo di un processo distruttivo e ricostruttivo, queste antisculture sono testimonianza di un pathos ancora eroico dell’opera d’arte.
con la collaborazione di Sara De Chiara e di Iter – Percorsi di Cultura, il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
Ospite dell’ottavo appuntamento de I Martedì Critici all’Auditorium di Mecenate è Alfredo Pirri, uno degli artisti italiani degli ultimi trent’anni che maggiormente ha saputo rinnovare il linguaggio della scultura in chiave contemporanea attraverso costruzioni di opere istallative e ambientali tutte giocate sulla relazione sensibile di forme e colori. La propensione da parte di Pirri nel rendere la scultura uno spazio – ambiente l’ha portato negli ultimi anni a confrontarsi e ad inserire il proprio lavoro in luoghi storici ed architettonici, tra cui il progetto di riqualificazione museografica del Museo Archeologico di Reggio Calabria che prevede l’inserimento di una sua opera monumentale e che farà da quinta alle statue dei Bronzi di Riace. Durante la serata verranno proiettate delle slides show sugli ultimi progetti realizzati o in via di realizzazione e si discuterà dunque sul ruolo e sul rapporto rivestiti oggi dall’arte con l’ambiente che ci circonda.
La conferenza di martedì sera a I Martedì Critici si inserisce all’interno di una serie di attività espositive che vedono coinvolto l’artista nello stretto giro di poco più di una settimana: dal “confronto” con Gerhard Merz all’Accademia Tedesca di Villa Massimo per la serie “Soltanto un quadro al Massimo” il 5 maggio, la mostra collettiva “Pittura/Concetto/Materia ” insieme agli artisti Corsini, Nunzio e Bianchi alla Galleria Giacomo Guidi lunedì 9 maggio e infine la mostra al Museo Bilotti insieme a Riccardo Caporossi dal titolo ” Hic iacet corpus” in programma il prossimo 14 maggio.
con la collaborazione di Sara De Chiara e di Iter – Percorsi di Cultura
con il patrocinio del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
Ospiti del settimo appuntamento dei Martedì critici all’Auditorium di Mecenate sono stati Giampaolo Bertozzi & Stefano Casoni, celebratissima coppia di scultori capaci ogni volta di stupire il pubblico per le loro complesse, divertenti, barocche, raffinate ed eccentriche opere in ceramica. Fautori ad oltranza di questa antichissima arte, Bertozzi & Casoni le hanno saputo dare un indirizzo assolutamente contemporaneo grazie ai loro soggetti, che si rifanno alla storia dell’arte moderna (da Warhol a Manzoni), ai problemi dell’ambiente, al passaggio del tempo, alla civiltà del consumo, alla memoria della nostra cultura. Per l’occasione verrà proiettato in anteprima romana il film Polvere. (L’arte di Bertozzi & Casoni. Viaggio tra Venezia e New York), regia di Mauro Bartoli (2010), documentario che permetterà al pubblico di scoprire i segreti della loro tecnica ed entrare nel cuore della poetica della loro meraviglia.