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I Martedì Critici – Gabriele Di Matteo

GABRIELE DI MATTEO

28 gennaio 2014, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Bazzini

con la collaborazione di Sara De Chiara e Maria Elisa Giorgi

 

Gabriele Di Matteo (Torre del Greco, Napoli, 1957), protagonista dell’esposizione Toute une vie, tous les éléments, tous les documents, in corso presso il Museo Pecci di Milano, fino al 16 febbraio 2014. In occasione della mostra Di Matteo presenta, per la prima volta nella sua interezza, un progetto realizzato nel 2008 e concentrato sulla riproduzione pittorica delle settanta fotografie che illustrano la biografia di Jackson Pollock, insieme alle lettere e ai documenti contenuti nel catalogo della sua celebre restrospettiva al Centre Pompidou nel 1982. Questa serie mostra il tipico processo di “riproduzione differente” che caratterizza da più di vent’anni la produzione dell’artista, che si avvale del lavoro di copisti e che propone immagini tratte dalla storia dell’arte o da repertori fotografici, riprodotte con tecniche varie, modificando di volta in volta il colore, la scala o alcuni elementi. Questa esercizio esprime la riflessione dell’artista sul significato del fare arte nella contemporaneità e sullo statuto dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità. Mettendo in questione il ruolo stesso della pittura, divisa tra esercizio manuale e “cosa mentale”, Di Matteo conduce un’operazione concettuale che indaga la differenza tra originale e copia, fino ad arrivare a mettere in discussione il concetto stesso di autorialità nel contemporaneo.

Gabriele Di Matteo vive e lavora a Milano. Tra le recenti esposizioni personali ricordiamo: le mostre presso il MAMCO, Musée d’Art Modern and Contemporain di Ginevra nel 2004 e 2005; FRAC Languedoc-Rousillon, Montpellier, 2005; Gallery 101, Ottawa, Canada, 2005; Annarumma 404, Milano, 2007; Frac Bretagne et Centre Hospitalier de Cornoualle, Quimper, 2009; Keitelman Gallery, Bruxelles, 2009; Pepe Cobo & Cia, Madrid, 2009; Federico Luger Gallery, Milano, 2011. Tra le recenti mostre collettive, ricordiamo la sua partecipazione alla Quadriennale di Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2005; Chauffe Marcel (L’imitation de Marcel Duchamp), Montpellier, 2006; Le Couloir des Miroirs (Art &Cinéma), FRAC Limousin, Limoges, 2008; Là où je suis n’existe pas, Musée d’Art Moderne et Contemporain, Tolosa, 2009; That’s All Folks!, Cultuurcentrum Brugge, 2010; Seconde Main, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, 2010; Il Bel Paese dell’Arte, GAMEC Bergamo, 2010; The Global Contemporary Art Worlds After 1989, ZKM, Karlsruhe, 2011; Nouvelles Impressions de Raymond Roussel, Palais de Tokyo, Parigi, 2013. Vincitore del premio Premio Saatchi & Saatchi per giovani artisti, Palazzo delle Stelline, Milano, 1989.

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I MARTEDÌ CRITICI – PAOLO ICARO

PAOLO ICARO

26 marzo 2013, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Bazzini

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

Ospite dell’ottavo appuntamento dei Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Paolo Icaro (Torino, 1936).

Dopo l’esordio a Roma nel 1962, Icaro si trasferisce a New York dal 1966 al 1968, dove nascono le Forme di spazio, le cui strutture di profilati metallici saranno celebri con il nome di Gabbie. A Roma espone presso la Galleria La Tartaruga nel 1967 ed è invitato da Celant a partecipare alla mostra Arte povera Im Spazio a Genova, dove l’artista si è trasferito una volta tornato in Italia. Le sculture e le installazioni di Icaro sono basate sulle misure e sulle proporzioni del corpo umano, parametri che offrono una indagine sul rapporto dell’uomo con lo spazio che lo circonda e sulla sua capacità di plasmarlo. I materiali impiegati dall’artista, dalla terracotta al gesso, dal metallo al legno e alla carta non sono inerti poiché conservano l’impronta umana dell’autore che li ha creati. Le sculture vivono infatti in una costante tensione tra leggerezza e gravità, tra rigidità e morbidezza, dando vita a nuovi e inattesi equilibri. Dopo un decennio trascorso negli Stati Uniti, all’inizio degli anni Ottanta Icaro si trasferisce definitivamente in Italia, e oggi vive e lavora a Tavullia (Pesaro).

Sono numerose le importanti mostre a cui Icaro ha partecipato, dal Teatro delle mostre, Galleria La Tartaruga, Roma (1968) a When Attitudes Become Form, curata da Harald Szeemann presso la Kunsthalle di Berna (1969). Nel 1982 tiene una mostra personale al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e nel 1995 Danilo Eccher cura una sua mostra antologica alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento. Tra le mostre collettive ricordiamo Au rendez-vous des amis. Identità e opera, a cura di Bruno Corà, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato (1998). Tra le recenti mostre personali ricordiamo Le pietre di marmo, mostra omaggio nell’ambito della XXV Biennale di Scultura di Gubbio (2008) e Biografia ideale, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro (2009).

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I MARTEDÌ CRITICI – MARCO NERI

MARCO NERI

Museo Pecci,  Milano

19 marzo 2013, ore 19.30

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Bazzini

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 

Ospite del sesto appuntamento dei Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Marco Neri (Forlì, 1968).

Neri sarà uno dei nomi presenti nella prossima grande collettiva “La Figurazione Inevitabile. Una scena della Pittura oggi”,” che sarà inaugurata il 23 marzo al Centro Pecci di Prato: la mostra, curata da Marco Bazzini e Davide Ferri è dedicata ai più importanti nomi della pittura contemporanea internazionale.

Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1991, dalla fine degli anni ’80 Neri porta avanti un lavoro volto al recupero della pittura. L’artista opera una riduzione all’essenziale sia della gamma cromatica, spesso limitata al bianco e nero, sia delle forme. Pur partendo dal dato reale, un’architettura, un paesaggio o una figura umana, esso viene liberato dalla contingenza, dall’accidentalità, e trasfigurato in una astrazione geometrica rarefatta che è al contempo visione concreta e mentale. Nei diversi cicli pittorici di Neri la superficie bidimensionale della tela diventa il punto in cui si materializzano il tempo, lo spazio, la profondità delle distanze e la luce, che viene assorbita nella pittura vibrante. La scansione geometrica che definisce l’organizzazione spaziale all’interno del dipinto che ritrae edifici, griglie, bandiere, diventa liquefatta grazie a un sapiente gioco di velature e trasparenze. La rigidità compositiva si scioglie nei contorni morbidi, nei passaggi di colore, rivelando allora la propria instabilità: la struttura diventa palpitante ogni volta che lo spettatore guarda il dipinto, riattivando la pulsione che l’ha generato.

Dal 2001 al 2008 Neri ha affiancato alla sua carriera di artista, l’attività di docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Neri ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero, tra le quali “Figuration” al Rupertinum Museum di Salisburgo e al Museion di Bolzano (1999), “Futurama” al Museo Pecci di Prato (2000), “Premio Michetti” al Museo Michetti di Francavilla, Chieti (2000). Nel 2001 tiene una personale (con Andrea Salvino) allo Spazio Aperto della Galleria d’Arte Moderna di Bologna e nello stesso anno, su invito di Harald Szeemann, partecipa alla 49° Edizione della Biennale di Venezia “Platea dell’Umanità”. Tra le mostre personali si ricordano: “Mirabilandia + Biblioteca Persiana” al Museo dell’Arredo Contemporaneo di Russi (2002), “Nessun Dogma” alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena (2004), “Mars Black” alla Lukas Schoormans Gallery di New York (2006), “Omissis” al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (2006), “Underworld” alla Galleria Alfonso Artiaco di Napoli (2010), “Giardini” alla Galleria Pack di Milano (2011), “Passante incrociato” al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (2012).

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