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I MARTEDÌ CRITICI – PAOLO GRASSINO

PAOLO GRASSINO

29 gennaio 2013, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara e Laura Lionetti

 

Ospite del secondo appuntamento dei Martedì critici al Museo Pecci di Milano è Paolo Grassino (Torino, 1967), protagonista anche della mostra in corso presso il museo milanese e intitolata Percorso in tre atti a cura di Stefano Pezzato. La mostra, articolata in tre lavori che scandiscono alcune tappe significative della carriera dell’artista, offre una panoramica sulla poetica di Grassino, sui materiali eterogenei che impiega e sul linguaggio che, partendo principalmente dalla scultura, ma anche dal video, dal suono e dalla pittura, dialoga sempre con lo spazio in cui agisce, trasformando la singola opera in una installazione ambientale.

La ricerca di Grassino si concentra infatti sul rapporto tra il corpo, umano o animale, e lo spazio circostante, ponendo in evidenza le inaspettate analogie che legano le strutture interne che regolano il funzionamento vitale alla realtà esterna. Sollecitato dal mondo oggettuale con cui viene messo in contatto, il corpo reagisce e si trasforma, rivelando la sua duplice natura: dinamica e ricettiva, veicolo di uno scambio con l’altro, e al contempo solitaria, intrappolata dall’elemento estraneo che la sovrasta e rende muta, potente metafora della condizione umana.

Artista noto in Italia e all’estero, nel 2000 la Galleria d’Arte Moderna di Torino gli ha dedicato una mostra personale e nel 2008 ha preso parte alla XV Quadriennale d’Arte di Roma. Nel 2010 ha tenuto una mostra antologica al Castello di Rivalta (Torino) e nel 2011 Grassino ha presentato l’opera Madre al MACRO di Roma e ha partecipato alla Quarta Biennale di Mosca e a mostre in musei pubblici internazionali come il Frost Art Museum di Miami e il Loft Project ETAGI di San Pietroburgo.

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I MARTEDì CRITICI- MARCO Cingolani

MARCO CINGOLANI

24 gennaio 2012, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospite del quinto appuntamento dei Martedì Critici milanesi è Marco Cingolani.

Artista della provocazione, della politica poetica, dello sguardo incantanto ma sempre frenetico e corrosivo, col sogno della poesia in tasca ma tradotto in colori e forme, Cingolani è un pittore anomalo nel panorama italiano perché non ha paura di fare bella pittura, di usare bei colori, di dar vita a figure e panorami cromatici accattivanti e seducenti.

Inventando una sua figurazione visionaria, coinvolgente ed eclettica, camminando sul filo del rasoio dell’astrazione, la sua opera si pone, fin dal 1987, data della sua prima mostra personale, come valida, indipendente e originale alternativa rispetto ai proclami forzati del sedicente ritorno alla pittura degli anni ottanta.

Pittore inclassificabile e per questo libero, nella sua opera macina insieme ai colori l’immaginario poetico e privato dei sognatori, dei visionari e degli amanti del bello del nostro tempo.

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I MARTEDì CRITICI – ANDREA MASTROVITO

ANDREA MASTROVITO

10 gennaio 2012, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospite del quarto appuntamento de I Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Andrea Mastrovito, tra i più interessanti ed apprezzati artisti italiani dell’ultima generazione (si veda la sua presenza alla Quadriennale di Roma nel 2008), stimato anche oltreoceano, in particolare a New York, dove da qualche anno ha uno studio e dove ha realizzato diverse mostre in sedi private ed istituzionali.

Nel corso di una decina d’anni di ricerca, Mastrovito ha dato vita ad un lavoro originalissimo dalle forti componenti scenografiche, essenzialmente basato sul disegno, ma elaborato attraverso l’utilizzo di differenti media, a volte tra loro combinati: video, performance, istallazione, incisione, fotocopia e ritaglio. Attingendo ad un repertorio teorico e iconografico che spazia dalla storia dell’arte alla musica, dalla letteratura al cinema, Mastrovito ripropone all’interno delle proprie opere delle personali riletture  di temi e  problematiche concernenti la storia, il mito, la società,  concependole spesso proprio a partire dal luogo in cui verranno esposte. Da qui quell’effetto coinvolgente e di grande suggestione che suscita solitamente la visione dei suoi lavori.

Per la serata de I Martedì Critici verranno proiettati alcuni dei suoi video più conosciuti insieme ad una slide show di ultimi progetti.

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i martedì critici – Nunzio

NUNZIO

20 dicembre  2011, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

A cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

 

Ospite del terzo appuntamento de I Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Nunzio, uno dei massimi interpreti della scultura in chiave contemporanea italiani degli ultimi trent’anni. Di origine abruzzese, Nunzio è stato allievo di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale si è formato artisticamente  e dove tuttora ha studio presso l’ex pastificio Cerere, uno dei luoghi simbolo del fermento artistico nella Capitale dalla fine degli anni Ottanta.  Nel corso di oltre trent’anni di ricerca, l’opera di Nunzio ha ottenuto un grande successo in Italia e all’estero e ricevuto vari riconoscimenti, tra i quali il Premio 2000 come miglior giovane artista alla Biennale di Venezia del 1986 e il Prize for Excellence alla seconda edizione della Biennale di Fujisankei in Giappone nel 1995.

Attraverso l’utilizzo  di gessi, legni e  metalli, la ricerca di Nunzio indaga la materia, le sue potenzialità di riconfigurazione spaziale e di visualizzazione del passaggio del tempo. Al tempo alludono infatti le scansioni ritmiche delle opere metalliche bidimensionali, ma soprattutto il legno combusto, impiegato in molte realizzazioni. Le bruciature, di burriana memoria, trasformano, il legno in un fossile, accelerando il naturale processo che nei secoli lo muta in carbone e imprimendo in esso un sapore archetipico e depositario di memoria arcaica. L’artista procede verso l’essenzialità della forma e del colore che libera il materiale dalla sua connotazione estetica o l’oggetto dalla sua funzione, in questo modo la scultura si carica di significati simbolici che ne accentuano il carattere totemico.

 

Grazie a:
INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE e CORTOARTECIRCUITO

 

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I MARTEDÌ CRITICI – GIUSEPPE SPAGNULO

GIUSEPPE SPAGNULO

13 dicembre 2011, ore 19.30

Museo Pecci,  Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara, INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE e CORTOARTECIRCUITO

Ospite del secondo appuntamento de I Martedì Critici al Museo Pecci di Milano sarà Giuseppe Spagnulo, uno dei più rappresentativi artisti, che hanno vissuto, sviluppato e superato il clima informale della scultura, traghettandolo verso una vera e propria epica della forma.

Lo scenario su cui si muovono le opere de lo scultore di rottura e di lacerazione, si pone a metà tra quello industriale e quello mitologico: putrelle, barre e lastre di ferro diventano simboli e testimonianze materiali di forze fisiche, ma anche di suggestioni archetipe ed eroiche.

Parallelamente alle perturbazioni scultoree di un David Smith negli Stati Uniti o di un Eduardo Chillida in Spagna, Spagnulo è l’artista che in Italia ha saputo meglio affrontare la crisi postmoderna della scultura accentuandone le qualità a lei più proprie, quali pesantezza, resistenza e forza, ma anche sviluppandone tematiche postmoderne, come lo sviluppo orizzontale o l’interruzione della forma.

Emillio Vedova scrisse sulle sue opere in modo suggestivo: “In una Milano pullulante di industrial ottimistico iI tuoi gigantones a spauracchio-presenza, personaggi sommari plebei, montati da mano pesante, in precari minacciosi equilibri…”

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