i martedì critici – giosetta fioroni

GIOSETTA FIORONI

martedì 15 maggio 2012, ore 19.00

Auditorium di Mecenate, Roma

A cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospite del settimo appuntamento dei Martedì Critici all’Auditorium di Mecenate è Giosetta Fioroni.

Nata a Roma, dove si è formata con Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti, Giosetta Fioroni torna nella Capitale dopo aver trascorso alcuni anni a Parigi ed entra a far parte del gruppo della “Scuola di Piazza del Popolo” con Schifano, Festa, Angeli, Rotella, Mauri, Mambor, Tacchi, Lombardo, Marotta, Lo Savio, Uncini, Baruchello, Ceroli, Pascali, Bignardi, Cintoli, Mattiacci, di cui è l’unica donna.  A questo periodo risale la serie nota come “Argenti”, composta da dipinti realizzati con vernice industriale argentata raffiguranti volti di donne e immagini mediate dalla pubblicità, dal cinema o da altre opere d’arte. Con alcuni compagni di strada appartenenti alla cosiddetta “Scuola Pop romana” partecipa alla Biennale di Venezia del 1964 (alla quale aveva già partecipato nel 1955 e dove vi tornerà ad esporre altre tre volte) ed espone alla Tartaruga nel 1968 La spia ottica, opera che inaugura il Teatro delle mostre, celebre rassegna ideata da Plinio de Martiis che concludeva un’epoca, il ’68 e la storia stessa del gruppo. Legata a una mise en espace teatrale, La spia ottica riproduce all’interno dell’ambiente della galleria, la camera da letto dell’artista, visibile solo attraverso uno spioncino, trasformando in questo modo una scena reale e quotidiana in pura immagine. È la prima rappresentazione di un interno familiare, idea che si trasmette ai teatrini e agli assemblage nelle teche che l’artista comincia a realizzare subito dopo, ispirandosi ai teatrini di marionette che la madre le costruiva quando era bambina. Memoria, scrittura, favola, sogno sono elementi intrecciati nella sua poetica. I ricordi, che arrivano fino all’infanzia e ne conservano le suggestioni fiabesche, rivivono in una composizione frammentaria ed evocativa, scanditi da un alfabeto di figure semplici. Segni come il cuore, la casa, il cielo, gli astri ed elementi naturali raccolti nella campagna veneta migrano da un’opera all’altra, simboli di una memoria che da privata diventa collettiva. Dagli anni Novanta Giosetta Fioroni sperimenta anche la ceramica in cui emerge in maniera ancora più puntuale il legame con il mondo della letteratura che ha da sempre ispirato la sua produzione. Numerosi sono i sodalizi con letterati e poeti sopratutto quelli del Gruppo 63, tra cui ricordiamo Goffredo Parise che tra l’altro è stato anche a lungo suo compagno nella vita, Alberto Arbasino, Guido Ceronetti, Cesare Garboli, Andrea Zanzotto.

Per la serata, oltre alla consueta slide show di immagini delle opere dell’artista, verranno proiettati anche alcuni video, medium artistico quest’ultimo, sperimentato dalla Fioroni con prove di grande successo ( come Gioco, La solitudine femminile, Goffredo) fin dagli anni Sessanta.

 

Grazie a:
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