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I MARTEDì CRITICI – MIMMO JODICE

MIMMO JODICE

14 febbraio 2012, ore 18.00

Museo Pan, Napoli

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

Ospite d’onore del primo appuntamento de I Martedì Critici al Pan di Napoli è Mimmo Jodice, artista napoletano di fama internazionale, tra i massimi interpreti della fotografia contemporanea da oltre quarant’anni. Ha esposto nei più rilevanti musei del mondo, tra i quali ultimo in ordine temporale il Louvre, dove ha tenuto lo scorso anno una mostra personale e partecipato alle maggiori rassegne d’arte internazionali.

Le fotografie di Mimmo Jodice si caratterizzano tutte, dai primi cicli più sperimentali alle ultime più classicheggianti, per la loro struggente forza evocativa dei differenti stati emotivi dei soggetti rappresentati, siano essi figure umane, statue o paesaggi. Jodice, in altre parole, riesce a cogliere l’eternità di un momento, di un’emozione, di un’idea come quella del silenzio e dell’infinito. Fotografo del reale e del mito, è diventato prima uno dei più grandi “cantori” della napoletanità – Napoli è, infatti, la città in cui è nato e cresciuto artisticamente – e poi di tutta la mediterraneità, a seguito di un lungo viaggio in cui ha toccato le più antiche città  bagnate dal “mare nostrum” in cui si è sviluppata la cultura classica.

Per la serata de I Martedì Critici, Jodice ripercorrerà la sua affascinante carriera attraverso una slide show di fotografie dei differenti cicli che hanno dato vita alla sua poetica ricerca.

con il supporto di:
INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE
CORTOARTECIRCUITO  
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I MARTEDì CRITICI – ANDREA MASTROVITO

ANDREA MASTROVITO

10 gennaio 2012, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospite del quarto appuntamento de I Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Andrea Mastrovito, tra i più interessanti ed apprezzati artisti italiani dell’ultima generazione (si veda la sua presenza alla Quadriennale di Roma nel 2008), stimato anche oltreoceano, in particolare a New York, dove da qualche anno ha uno studio e dove ha realizzato diverse mostre in sedi private ed istituzionali.

Nel corso di una decina d’anni di ricerca, Mastrovito ha dato vita ad un lavoro originalissimo dalle forti componenti scenografiche, essenzialmente basato sul disegno, ma elaborato attraverso l’utilizzo di differenti media, a volte tra loro combinati: video, performance, istallazione, incisione, fotocopia e ritaglio. Attingendo ad un repertorio teorico e iconografico che spazia dalla storia dell’arte alla musica, dalla letteratura al cinema, Mastrovito ripropone all’interno delle proprie opere delle personali riletture  di temi e  problematiche concernenti la storia, il mito, la società,  concependole spesso proprio a partire dal luogo in cui verranno esposte. Da qui quell’effetto coinvolgente e di grande suggestione che suscita solitamente la visione dei suoi lavori.

Per la serata de I Martedì Critici verranno proiettati alcuni dei suoi video più conosciuti insieme ad una slide show di ultimi progetti.

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i martedì critici – Nunzio

NUNZIO

20 dicembre  2011, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

A cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

 

Ospite del terzo appuntamento de I Martedì Critici al Museo Pecci di Milano è Nunzio, uno dei massimi interpreti della scultura in chiave contemporanea italiani degli ultimi trent’anni. Di origine abruzzese, Nunzio è stato allievo di Toti Scialoja all’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale si è formato artisticamente  e dove tuttora ha studio presso l’ex pastificio Cerere, uno dei luoghi simbolo del fermento artistico nella Capitale dalla fine degli anni Ottanta.  Nel corso di oltre trent’anni di ricerca, l’opera di Nunzio ha ottenuto un grande successo in Italia e all’estero e ricevuto vari riconoscimenti, tra i quali il Premio 2000 come miglior giovane artista alla Biennale di Venezia del 1986 e il Prize for Excellence alla seconda edizione della Biennale di Fujisankei in Giappone nel 1995.

Attraverso l’utilizzo  di gessi, legni e  metalli, la ricerca di Nunzio indaga la materia, le sue potenzialità di riconfigurazione spaziale e di visualizzazione del passaggio del tempo. Al tempo alludono infatti le scansioni ritmiche delle opere metalliche bidimensionali, ma soprattutto il legno combusto, impiegato in molte realizzazioni. Le bruciature, di burriana memoria, trasformano, il legno in un fossile, accelerando il naturale processo che nei secoli lo muta in carbone e imprimendo in esso un sapore archetipico e depositario di memoria arcaica. L’artista procede verso l’essenzialità della forma e del colore che libera il materiale dalla sua connotazione estetica o l’oggetto dalla sua funzione, in questo modo la scultura si carica di significati simbolici che ne accentuano il carattere totemico.

 

Grazie a:
INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE e CORTOARTECIRCUITO

 

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I MARTEDÌ CRITICI – GIUSEPPE SPAGNULO

GIUSEPPE SPAGNULO

13 dicembre 2011, ore 19.30

Museo Pecci,  Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara, INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE e CORTOARTECIRCUITO

Ospite del secondo appuntamento de I Martedì Critici al Museo Pecci di Milano sarà Giuseppe Spagnulo, uno dei più rappresentativi artisti, che hanno vissuto, sviluppato e superato il clima informale della scultura, traghettandolo verso una vera e propria epica della forma.

Lo scenario su cui si muovono le opere de lo scultore di rottura e di lacerazione, si pone a metà tra quello industriale e quello mitologico: putrelle, barre e lastre di ferro diventano simboli e testimonianze materiali di forze fisiche, ma anche di suggestioni archetipe ed eroiche.

Parallelamente alle perturbazioni scultoree di un David Smith negli Stati Uniti o di un Eduardo Chillida in Spagna, Spagnulo è l’artista che in Italia ha saputo meglio affrontare la crisi postmoderna della scultura accentuandone le qualità a lei più proprie, quali pesantezza, resistenza e forza, ma anche sviluppandone tematiche postmoderne, come lo sviluppo orizzontale o l’interruzione della forma.

Emillio Vedova scrisse sulle sue opere in modo suggestivo: “In una Milano pullulante di industrial ottimistico iI tuoi gigantones a spauracchio-presenza, personaggi sommari plebei, montati da mano pesante, in precari minacciosi equilibri…”

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I MARTEDÌ CRITICI – HIDETOSHI NAGASAWA

HIDETOSHI NAGASAWA

6 dicembre 2011, ore 19.30

Museo Pecci, Milano

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara e Incontri Internazionali d’Arte e di Cortoartecircuito

 

Dopo cinquantadue incontri con artisti nazionali ed internazionali, realizzati tra febbraio 2010 e novembre 2012, prima nello studio loft del critico Dambruoso a Colle Oppio e poi all’Auditorium di Mecenate di Roma, I Martedì Critici, format di dialogo/dibattito tra l’artista, i critici e il pubblico, curati e condotti da Alberto Dambruoso e Marco Tonelli, vanno in trasferta, approdando, grazie al sostegno e alla promozione degli Incontri Internazionali d’Arte e di Cortoartecircuito, al Museo Pecci di Milano, a partire dal 6 dicembre prossimo, per sette appuntamenti con artisti di primissimo piano, fino alla fine di gennaio 2012.

Ad aprire la stagione milanese de I Martedì Critici sarà Hidetoshi Nagasawa, di origini giapponesi  ma da moltissimi anni residente in Italia.  Il noto artista ha fatto della dimensione mitica la sua condizione d’esistenza, svincolandola da ogni forma di pesanteza, tragedia e dramma. Si potrebbe definire un poeta che attraverso la scultura, la forma e la materia cammina nel tempo, un viaggiatore solitario, un cercatore d’oro, il cui oro è l’essenza invisibile e indefinibile dell’arte. Nella sua frase “andavo da solo sulle montagne sopra il lago per realizzare opere e azioni di cui non è rimasta traccia”, si condensa il suo credo artistico e filosofico. La leggerezza di Melotti e l’utopia di Fontana in Nagasawa sono fatti concreti e irripetibili, aliti di ciò che potremmo ancora definire sacro in epoca contemporanea. Le sue forme tipiche sono la barca (visibile, rovesciata o interrata), il recinto, il bastone da viaggio, il cerchio, e poi scale, portici, porte, recinti, spazi non abitabili se non dal pensiero e dalla poesia, in cui il rispetto per la diversità dei materiali utilizzati diventa un pretesto per raccontare storie antiche che si svolgono sotto i nostri sensi, qui, ora e per sempre.

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