Archivi tag: #intervistaartista

I Martedì Critici – Concetto Pozzati

CONCETTO POZZATI

19 aprile 2016, ore 17.30

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma

Sala Cinema, via Nizza 138

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

 

Il l terzo appuntamento della stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività.

La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, in diverse sedi, alternandosi tra il Museo MACRO di via Nizza, il Ministero degli Affari Esteri – La Farnesina e il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell’Accademia di Spagna.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi: Lorenzo Canova, Claudio Crescentini, Costantino D’Orazio, Sara De Chiara, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti.

Ospite del terzo appuntamento, martedì 19 aprile, sarà Concetto Pozzati (Vò Vecchio, Padova, 1935). L’incontro è realizzato in collaborazione con Guglielmo Gigliotti.

Dopo i primi studi in architettura intrapresi a Bologna, Pozzati si trasferisce a Parigi dove si misura nel campo della grafica pubblicitaria presso l’atelier dello zio, il celebre Sepo, e dove comprende la sua la più profonda vocazione: la pittura. Rientrato in Italia, si stabilisce a Venezia e frequenta quello che sarà il suo autentico maestro, Virgilio Guidi. Nel 1958 espone a Roma alla galleria La Salita insieme con Fioroni, Schettini e Valentini, mentre l’anno successivo tiene la sua prima mostra personale al Salone Annunciata di Milano. L’esordio pittorico di Pozzati è caratterizzato da un approccio di tipo informale, gestuale e materico, ma fin dall’inizio degli anni Sessanta la sua ricerca si rivolge verso una nuova figurazione che arriva a esiti originali vicini alla Pop-Art. L’artista è tra i protagonisti della Biennale di Venezia del 1964, edizione che ha consacrato la Pop Art americana, e dove espone insieme agli artisti di Piazza del Popolo nella sezione curata da Maurizio Calvesi. Nello stesso modo in cui tiene uniti sulle tele registri diversi, colloquiali e popolari da una parte, colti e densi di rimandi alla storia dell’arte classica dall’altra, Pozzati crea una perfetta contiguità tra la realtà oggettiva e la sua rappresentazione, tanto da confonderne i confini. Memore dell’esperienza nel campo della comunicazione e allo stesso tempo ironico e dissacrante nei confronti della stessa immagine pubblicitaria, l’artista liberamente ricompone sulla tela una realtà che è allo stesso tempo familiare e metafisica, accattivante e straniante, fatta di oggetti aggregati tra loro, stilizzati o materici, decontestualizzati, ingranditi, assottigliati, inseriti in griglie geometriche, accesi da colori alterati e rivestiti di pattern fantasia.

Alla carriera artistica Concetto Pozzati ha affiancato l’attività di insegnamento: è stato ordinario della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti Bologna e direttore di quella di Urbino fino al 1973. Dal 1993 al 1996 ha inoltre ricoperto la carica di assessore alla cultura del comune di Bologna e nel 1998 è stato direttore artistico della Casa del Mantegna di Mantova. Dal 1995 è membro dell’Accademia Nazionale di San Luca.

Pozzati ha partecipato alle principali manifestazioni internazionali, tra le quali ricordiamo: Biennali di Venezia del 1964, 1972, 1982, 2007; Biennale di S.Paolo del Brasile nel 1963 e 1994, di Tokyo nel 1963; Dokumenta di Kassel nel 1964; Biennale di Parigi nel 1969; ha inoltre preso parte alle edizioni della Quadriennale di Roma del 1959, 1965, 1973, 1974, 1986.

Si sono tenute sue mostre antologiche a Palazzo della Pilotta, Parma nel 1968, a Palazzo Grassi, Venezia, nel 1974, a Palazzo delle Esposizioni, Roma, nel 1976, al Museo Forti, Verona, nel 1986, ai Musei di Bologna e Modena nel 1991; nel 1996 alla Rocca Malatestiana di Fano e a Palazzo Lazzarini a Pesaro; nel 1997 a Palazzo Massari a Ferrara e alla Pinacoteca dei Concordi a Rovigo. Nel 1999 ha esposto alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Termoli e al centro S. Apollonia di Venezia. Tra le recenti mostre personali ricordiamo: nel 2002 all’Artcurial Centre D’Art Contemporain di Montecarlo e al CSAC Università di Parma, Palazzo della Pilotta. Museo Frisacco, Udine 2005, Concetto Pozzati, Torture, Castello di Arceto, Scandiano (RE), in collaborazione con Palazzo Magnani, Reggio Emilia, 2005; Biblioteca di segni: Travestimenti, Galleria D’arte Moderna, Faenza, 2006;  De-posizioni, Museo Magazzino del Sale, Cervia, 2006; Bozzetti per De-posizioni, Museo Morandi, Bologna, 2007.

Info Pubblico: Ingresso libero fino ad esaurimento posti
via Reggio Emilia 54, Roma
via Nizza 138, Roma
060608
http://www.museomacro.org
Organizzazione:
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
http://www.imartedicritici.com
Info Stampa:
Ufficio Stampa MACRO
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548
p.morici@zetema.it; stampa.macro@comune.roma.it
Sponsor:
SpedArt
Media Sponsor:
Artribune
Art and Social Media
Riprese:
Studio Ray 
Fotografo:
Sebastiano Luciano
Servizi Museali:INFO STAMPA
Zetema
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

I Martedì Critici – Ninì Santoro

NINÌ SANTORO

5 aprile 2016, ore 17.30

MACRO via Reggio Emilia, 54 – Sala Cinema

a cura di Alberto Dambruoso e Claudio Crescentini

 

Riparte martedì 5 aprile la stagione primaverile dei «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione culturale I Martedì Critici», giunti al settimo anno di attività. La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Roma, in diverse sedi, alternandosi tra il Museo Macro di via Nizza, il Ministero degli Affari Esteri – La Farnesina e il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell’Accademia di Spagna.

Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi:  Lorenzo Canova, Claudio Crescentini, Costantino D’orazio, Sara De Chiara, Marco Di Capua, Guglielmo Gigliotti.

Ospite dell’appuntamento inaugurale, realizzato in collaborazione con il Macro, è Pasquale “Ninì” Santoro (Ferrandina, Matera, 1933).

Tra i massimi protagonisti dell’arte astratta italiana, dalla fine degli anni Cinquanta Santoro porta avanti una ricerca formale che spazia dalla pittura alla scultura, dall’incisione alla ceramica. Dopo una prima formazione a Roma, Santoro si trasferisce nel 1957 a Lione, grazie a una borsa di studio al Musées des Tissus, e poi a Parigi, dove frequenta il celebre laboratorio di incisione di Stanley William Hayter, l’Atelier 17, all’epoca cuore pulsante dell’avanguardia artistica della capitale francese. Presso l’Atelier 17, accanto allo studio approfondito delle tecniche incisorie tradizionali, in particolare della xilografia, apprende l’originale procedimento di stampa a colori da una sola matrice, reso possibile incidendo la superficie della lastra a diverse profondità. Santoro rientra nel 1962 a Roma e fonda, insieme con Biggi, Carrino, Frascà, Pace e Uncini, il Gruppo Uno, impegnato nel superamento del linguaggio informale attraverso una nuova riflessione sui mezzi tradizionali dell’arte. La prima mostra del Gruppo Uno, presentata alla Galleria Quadrante di Firenze, è accompagnata da scritti di Palma Bucarelli, Nello Ponente e Giulio Carlo Argan, a cui l’artista è legato da un rapporto di amicizia fin dal suo esordio. Già nell’estate del 1963 però Santoro decide di separarsi dal gruppo e comincia a dedicarsi alla scultura: strutture in ferro, caratterizzate da linee dinamiche e minimaliste, si snodano nello spazio restituendo un’immagine sintetica, essenziale della natura. Nel 1967 l’artista realizza per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, su commissione di Palma Bucarelli, la celebre Foresta pietrificata in acciaio. A partire dagli anni Settanta sarà la volta de Gli Achei, I Templari, Le Maschere, sculture attraversate da una tensione monumentale, in cui l’epos rivive in un materiale industriale come il metallo perforato. Al 1977-78 risale la serie grafica I cieli di Piranesi, ispirata alle lastre originali del maestro veneziano, realizzata presso la Stamperia della Calcografia, dove l’artista è invitato a insegnare da Carlo Bertelli e dove lavora a un ciclo di acqueforti per illustrare i Four Quartets di Eliot. Ad accompagnare la lunga attività di Santoro vi è il infatti rapporto fecondo con la poesia, cominciato con la pubblicazione di Impressions negli anni di Parigi, un volume con illustrazioni che accompagnano i componimenti di Apollinaire, Baudelaire, Garcia Lorca, Quasimodo e dell’amico Ungaretti, di cui in seguito ha illustrato Il dolore.

Tra le mostre personali di Ninì Santoro ricordiamo: la prima esposizione di pittura presso la Galleria Appia Antica a Roma, 1959;  l’esposizione di scultura alla Galleria Il Naviglio di Milano, presentata da N. Ponente, 1966; la mostra dedicata a Nello Ponente, a cura di M. Calvesi, Galleria Mèta Arte Contemporanea a Bolzano e IV Biennial of European Graphic Art, Baden-Baden, 1983; De Divina Proportione, a cura di O. Speciale, Galerie Adeas de L’École d’architecture di Strasburgo, 1987; A Sarah la principessa, Galleria il Sottoportego di Venezia, 2002; Cieli/Skies, a cura di A Tosi, Istituto Italiano di Cultura a San Francisco e Palazzo Lanfranchi a Pisa, 2008. Nel 2013 espone all’Istituto italiano di cultura di Budapest, presenta Sculture in movimento alla Galleria Arte e Pensieri di Roma e realizza la scultura Iustitia per il paese di Villapiana (Cosenza). In Calabria, a Vaccarizzo, realizza nel 2014 una stele in onore di Scanderbeg.

Santoro ha partecipato a numerose rassegne, tra cui ricordiamo: la Biennale di Venezia, 1962; International Biennial Exhibition of Prints in Tokyo, 1964; V Biennale di Parigi, 1967; Anni ‘60: al di là della pittura, a cura di M. Calvesi, presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma, 1990; Quadriennale Roma, 2005; Gli anni ‘60 e ‘70 alla Calcografia, presso l’Istituto nazionale per la grafica, 2007; ‘50 -‘60. La scultura in Italia, mostra a cura della Galleria nazionale d’arte moderna, presso Villa d’Este a Tivoli, nel 2007.

Nel 2011 è insignito del Premio Presidente della Repubblica conferitogli da Giorgio Napolitano e nel 2013 è nominato Accademico di San Luca.

Le opere di Santoro si trovano nelle collezioni di numerosi musei in Italia e all’estero, tra cui: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museum of Modern Art di New York, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, l’ Art Museum di Tel Aviv, i Musei Vaticani.

Info Pubblico: Ingresso libero fino ad esaurimento posti
via Reggio Emilia 54, Roma
via Nizza 138, Roma
060608
http://www.museomacro.org

Organizzazione:
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
http://www.imartedicritici.com

Info Stampa:
Ufficio Stampa MACRO
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548
p.morici@zetema.it; stampa.macro@comune.roma.it

Sponsor:
SpedArt
Media Sponsor:
Artribune
Art and Social Media
Riprese:
Studio Ray
Fotografo:
Sebastiano Luciano
Servizi Museali:INFO STAMPA
Zetema

 

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

I Martedì Critici – Jonathan VanDyke

JONATHAN VANDYKE

martedì 29 settembre 2015, ore 18.30

TEMPLE UNIVERSITY, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Shara Wasserman

 

Ospite del secondo appuntamento, organizzato in collaborazione con la Temple University Rome, sarà Jonathan VanDyke (1973, vive e lavora a Brooklyn, New York).

È ormai celebre l’immagine eloquente cui fece ricorso Harold Rosenberg per rimarcare la natura gestuale e performativa dell’action painting, in cui la tela bianca, stesa sul pavimento, abbandona la sua funzione di supporto e si trasforma in evento, un’arena in cui il pittore agisce e col colore vi imprime un movimento che immediatamente si traduce in rapprentazione. Nel solco di questa esperienza si inserisce la poetica di Jonathan VanDyke, autore di una performance, The Long Glance (2011), in cui fissa immobile in piedi per quaranta ore un dipinto di Jackson Pollock. La contemplazione è solo l’ultima fase, in ordine temporale, del processo del fare pittura, protagonista indiscusso delle opere di VanDyke, siano esse tele, tessuti cuciti insieme e dipinti, sculture, installazioni o performance, documentate da fotografie e video. Ecco che le sue installazioni ambientali, costituite da una struttura in legno – una recinzione aperta che somiglia a un ring – accolgono azioni o lavori nati dall’interazione di corpo e vernice, dipinti che trattengono impressi i gesti di coreografie, spesso eseguite da una coppia di danzatori. In tutti i lavori dell’artista, il corpo è il veicolo della pittura, intesa come materia vivente, esuberante, che eccede le superfici e i limiti convenzionali e si trasmette da corpo a corpo, ai vestiti, agli oggetti e all’ambiente circostante. Alcuni dipinti sono formati dagli abiti indossati dai performer, realizzati dall’artista con un pattern a losanghe, che ricorda i costumi di arlecchino, sporcati di vernice durante l’azione, tagliati e poi intrecciati tra loro a formare un nuovo tessuto. Persino le sculture trasudano il colore, che si deposita sul pavimento in un dripping costante. Quella condotta da VanDyke è un’esplorazione del medium pittorico nelle sue possibili declinazioni e riformulazioni, memore però del modernismo, della fusione delle arti progettata dalla Bauhaus, dell’arte applicata elegante di Sophie Taeuber-Arp, delle azioni del gruppo Gutai e di Yves Klein.

In occasione dell’incontro di martedì 29 settembre, VanDyke presenterà la conferenza sperimentale Self Evidence, un’indagine che ruota intorno al tema dell’identità. Partendo da una foto di famiglia, l’artista affronta la questione omosessuale e dell’omofobia, confrontando la problematica sociale e il suo sviluppo dagli anni Ottanta con la propria dimensione intima.

Mercoledì 30 novembre presso la galleria 1/9unosunove inaugura la mostra personale di Jonathan VanDyke, intitolata L blue N black I green M orange K violet, in cui presenta un gruppo di lavori ­– dipinti realizzati con tessuti di magliette e camicie, fotografie, stampe su tela – nato dalla performance eseguita dalla coppia di danzatori David Rafael Botana e Bradley Teal Ellis.

Tra le mostre personali più recenti di Jonathan VanDyke ricordiamo: Traunitz, Loock Galerie, Berlin, 2014; Four Boxes Gallery, Danimarca, 2014; Oltre l’oblio, 1/9unosunove, Roma, 2013; The Painter of the Hole, Scaramouche, New York, 2013 Syrup of the Hand, Court Square Project Space, New York, 2013. Tra le sue numerose performance ricordiamo: Stranger Suite, presso la New York Performance Artists Collective Fire Island nel 2014; Cordoned Area, progetto in tre atti, presentato presso la National Academy Museum, New York (2013), la Vox Populi, Philadephia (2012) e il Socrates Sculpture Park, New York (2011); nel 2011 ha realizzato una performance e un’installazione su commissione del The Power Plant di Toronto nel contesto della mostra Coming After. VanDyke ha partecipato a numerose mostre collettive, presso gallerie e diverse istituzioni, tra cui: Islip Art Museum, Y Gallery, On Stellar Rays, Columbia University, PS122 (New York); Museum of Fine Arts, Tallahassee; Exile Gallery, Berlino e altre ancora.

 

Organizzazione:
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com
Sponsor:
Spedart
Media Partners:
Artribune
Art and Social Media
Riprese video:
StudioRay
Fotografo:
Sebastiano Luciano
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

I Martedì Critici – Bernardì Roig

BERNARDÍ ROIG

22 settembre 2015, ore 18.30

TEMPIETTO DEL BRAMANTE, piazza San Pietro in Montorio, 3 al Gianicolo  


a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Dopo la pausa estiva, “I Martedì Critici” riprendono la propria attività rinnovandosi. Gli incontri della stagione autunnale prevedono la partecipazione di numerosi artisti internazionali attivi a Roma, oltre agli italiani, e si svolgeranno in diverse sedi, a partire dal suggestivo Tempietto del Bramante sul Gianicolo. Gli incontri successivi avranno luogo: il 29 settembre alla Temple Gallery; il 6 e il 13 ottobre presso La Quadriennale di Roma; il 20 e il 27 ottobre al MACRO di via Nizza. Ad affiancare Alberto Dambruoso nella conduzione delle interviste, si avvicenderanno interlocutori di volta in volta diversi, tra cui Guglielmo Gigliotti, Shara Wasserman, Lorenzo Canova, Marco Di Capua, Sara De Chiara.

La nuova stagione si apre martedì 22 settembre, in collaborazione con la Real Academia de España en Roma, con l’appuntamento dedicato a Bernardí Roig (Palma de Mallorca, 1965).

Nel 1995 José Saramago racconta nel visionario romanzo Cecità il diffondersi di un incurabile “mal bianco” che pian piano affligge l’intera umanità, un’umanità fatta di persone senza nomi, potente metafora della cieca società contemporanea. Sembrano colpiti dallo stesso irrimediabile male i personaggi creati da Bernardí Roig, figure umane solitarie abbagliate da raggi luminosi bianchi, materializzati nei neon tubolari che, posti di fronte, accanto o brutalmente sovrapposti alle sculture, completano le installazioni. Parzialmente svestiti e atteggiati in pose varie di sforzo, riposo o contemplazione, questi personaggi sono messi prepotentemente di fronte alla luce come sotto agli occhi del pubblico, a cui reagiscono chiudendosi su se stessi, negando il proprio sguardo, serrando le palpebre con forza. Anch’esse bianche, le sculture sono realizzate in resina sintetica, un materiale freddo e anonimo che, sebbene ne tratteggi la fisionomia in maniera dettagliata, rimarca la loro alienazione e l’incomunicabilità di ogni esperienza interiore. Le installazioni, come i video e i disegni a carboncino che Roig realizza, nascono da fatti realmente accaduti e si alimentano di un repertorio iconografico proveniente dalla storia dell’arte – i neon fanno riferimento al minimalismo di Dan Flavin – in un’indagine volta a riconoscere nel tempo gli elementi costanti e a sondare la reazione dello spettatore davanti all’alterità dell’immagine, non sempre di immediata decrittazione.

Lunedì 21 settembre presso la Galleria Marie-Laure Fleisch a Roma inaugura la personale di Roig, La Bolannntro’w, incentrata sul tema dell’agonismo, della trasgressione e della violenza cieca che sfocia nell’emarginazione. La riflessione si sviluppa dal confronto di due eventi storici distanti tra loro: l’uccisione di Ranuccio Tomassoni per mano di Caravaggio nel 1606 in seguito a una lite sul campo della pallacorda e l’irosa reazione del tennista John McEnroe alla finale di  Wimbledon del 1981 per una palla giudicata fuori campo dall’arbitro.

Bernardí Roig ha ricevuto numerosi premi, tra cui il 37° Premio di Arte Contemporanea – Fondazione Principessa Grace, Principato di Monaco (2003); il 1° Premio alla XXI Biennale di Alessandria in Egitto (2002); il Premio Speciale Pilar Juncosa & Sotheby’s, Fondazione Pilar e Joan Mirò a Mallorca (1997) e il 1° Premio alla XXI Biennale Internazionale delle Arti Grafiche, Ljubljana, Slovenia (1995). Tra le recenti personali ricordiamo: Practices to suck the World, Mimmo Scognamiglio Arte Contemporanea, Milano, POETS, Galeria Max Estrella, Madrid e Cuerpos a ninguna parte, EDOM – Espacio Domestico, Blanca (Murcia), tutte nel 2015; NO/Escape, The Phillips Collection, Washington D.C., 2014; El coleccionista de obsesiones, Museo Lazaro Galdiano, Madrid e THE MIRROR (Exercices to be another), Claire Oliver Gallery, New York, nel 2013. Nel 2006 e nel 2007 la sua personale itinerante The Light Exercise Series è stata presentata alla DA2 di Salamanca, al Kunstmuseum di Bonn, al Museo Kampa di Praga, al PMMK (Musee d’art Moderne de Oostende) e al Museo Carlo Bilotti a Roma. Tra le collettive a cui Roig ha partecipato nel 2015, ricordiamo: Implosió, Carte Blance a Agustín Fernandez-Mallo, Es Baluard, Museu d’Art Modern i Contemporani, Palma; Papeles Privados. Colección DKV – Tomas Ruiz, Instituto Cervantes, Berlino; Sinestesia. Colección OlorVISUAL, Centro Artes Visuales de Tabacalera, Madrid; Icastica, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Arezzo; Intersections@ 2015. Contemporary Art projects, The Phillips Collection, Washington D.C..

Media Sponsor:
Artribune
Art and Social Media
Riprese:
Studio Ray
Foto di:
Sebastiano Luciano
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,

i martedì critici – giuseppe pietroniro

GIUSEPPE PIETRONIRO

26 maggio 2015, ore 17.30

Museo MACRO, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

 

Il terzo appuntamento de “I Martedì Critici” al MACRO, iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prevede la partecipazione di Giuseppe Pietroniro (Toronto, 1968).

L’artista ha in corso una mostra personale presso il MACRO. L’incontro, che seguirà l’ormai consueta formula dell’intervista pubblica condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti, si svolgerà presso la Sala Cinema del Macro.

La ricerca artistica di Giuseppe Pietroniro sviluppa una profonda riflessione sullo spazio e sulla sua percezione, declinata in diversi linguaggi, che vanno dalla fotografia al disegno, dalla scultura all’installazione. Gli interventi dell’artista sono spesso minimi e agiscono sull’ambiente arrivando a mettere in discussione la nostra comprensione di uno spazio, anche se familiare. La fotografia di una sala vuota riproduce in scala ridotta la stessa sala in cui è allestita, creando un effetto spiazzante di mise en abyme. Nelle installazioni il ricorso a materiali riflettenti, come specchi, vetri e metalli, enfatizza questa impressione che ha come scopo non soltanto una perdita di orientamento a livello percettivo, ma mette in dubbio ciò che si tende a dare per scontato. I segni, come le linee, diventano tridimensionali, le fotografie fuoriescono dalla loro cornice o qualche ostacolo impedisce la loro visione per intero, tutte alterazioni che tendono a puntare l’attenzione sulla natura ambivalente delle immagini, che spesso non riescono a essere contenute e definite dai loro margini, (Smarginazione è il titolo di una sua mostra). Uno dei temi portanti della produzione di Pietroniro è proprio la riflessione sulla natura ambigua della circolazione delle informazioni nel mondo contemporaneo e insieme un appello alla capacità critica di ciascuno.

Tra le principali mostre personali di Pietroniro ricordiamo: la partecipazione alla rassegna Private, ciclo complessivo di otto mostre da lui stesso ideato, presso lo Studio Geddes a Roma, 2014; Risonanza 2011, Fondazione Merz, Torino, 2011; Smarginazione, Galleria Cardi Black Box, Milano, 2009, a cura di Ilaria Bonacossa; Lo scandalo del vuoto, Spazio Gerra, Reggio Emilia, 2009, a cura di Adriana Polveroni; Perluciditas, Galleria Maze, Torino, 2007, a cura di Francesco di Stocchi; Il soggetto di fronte a un’assenza, Fondazione Adriano Olivetti, Roma, 2006.

Tra le principali mostre collettive: There is no place like home, grande mostra svolta in un cantiere edile sulla Via Aurelia, ideata dallo stesso Pietroniro assieme ad altri artisti; Xtraciel, Museo Marino Marini, Firenze, 2011; Meteorite in giardino, Fondazione Merz, Torino, 2011; Home sweet Home?, John Cabot University, Roma 2011; When in Rome, IIC, Hammer Museum, Los Angeles, 2011; La collezione e i nuovi arrivi, MACRO Roma, 2011; Progetto ITALIA, Phillips de Pury & Company, Londra, 2010; The belly of an architect, in occasione della 12a Biennale di Architettura di Venezia, Spazio JARACH, Venezia, 2010; Usine de Rêve, 26cc Spazio per l’Arte Contemporanea, Roma, 2009; Cui Prodest?,a cura di Francesco Stocchi, New Gallery De France, Parigi, 2009; The Buffer Zone, The American Academy in Rome, Roma, 2009; Speculazioni d’artista-Quattro generazioni a confronto, Museo Carlo Bilotti, Roma, 2009; Triennale di Torino T2, 50 Lune di Saturno, a cura di Daniel Birnbaum,Torino, 2008.

 

INFO STAMPA:
Ufficio Stampa MACRO
Patrizia Morici / T. +39 06 82 07 73 71 / M. +39 348 54 86 548 / p.morici@zetema.it; stampa.macro@comune.roma.it
INFO PUBBLICO:
MACRO
via Nizza 138, Roma
Orario di apertura: da martedì a domenica, ore 10.30-19.30  (la biglietteria chiude un’ora prima)
tel. 060608
www.museomacro.org
Organizzazione
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com
Servizi museali:
Zètema
www.zetema.it
Media Partner:
ARTRIBUNE​
www.artribune.com
EQUIPèCO Rivista di Arte e Cultura​
www.equipeco.it
Social Media and Web partner:
Art and Social Media
www.artandsocialmedia.tumblr.com
Sponsor:
SPEDART
http://www.spedart.it
Terra di Saperi e Sapori:
www.terradisaporiesaperi.it
Fotografia:
 Sebastiano Luciano
Grafica:
Alessandro Palmigiani
Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,