I MARTEDI’ CRITICI – LUCA VITONE

LUCA VITONE

15 novembre 2011, ore 19.30

Auditorium di Mecenate, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

Ospite dell’ottavo appuntamento dei Martedì critici all’Auditorium di Mecenate è Luca Vitone.

Originario di Genova, Vitone articola nel suo lavoro una riflessione sul rapporto che intercorre tra l’uomo e lo spazio, tra il luogo dell’esperienza reale, che avvia ogni processo conoscitivo, e la sua rappresentazione. Il vasto repertorio di mezzi che l’artista impiega (la fotografia, l’assemblaggio, l’installazione visiva e sonora, l’uso di veri e propri oggetti presi dalla quotidianità, l’attraversamento fisico della città) corrisponde all’applicazione di vari metodi di indagine sulla percezione che si ha del territorio nel mondo contemporaneo. Nell’era di massima globalizzazione e di nomadismo, sia geografico, sia culturale, si č costantemente in bilico tra il senso di alienazione e di perdita di appartenenza a un luogo specifico e il permanere del senso del luogo in quanto scenario di memoria personale e collettiva. Nel suo lavoro Vitone crea una geografia emblematica fatta di cartografie, souvenir e diversi simboli di identità culturale quali bandiere, canti popolari, prodotti artigianali, cucina tradizionale che, nel momento stesso in cui dichiarano la loro aderenza a un territorio determinato, sanciscono invece la grande distanza che esiste tra oggetto e segno, il distacco tra l’esperienza del reale e quella virtuale, tra la volontà di controllare il territorio e il ‘diverso’ che si cela sotto l’apparente omogeneità.

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I MARTEDì CRITICI – GOLDI E CHIARI

GOLDIECHIARI

8 novembre 2011, ore 19.30

Auditorium di Mecenate

A cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospiti del settimo appuntamento dei Martedì Critici all’Auditorium di Mecenate sono Goldiechiari, duo costituito dalle artiste Sara Goldschmied ed Eleonora Chiari, attivo dal 1997. Impiegando mezzi diversi che vanno dalla fotografia alla performance, dal video all’installazione, Goldiechiari esprimono nei lavori una poetica unitaria che critica la società contemporanea, mettendo in discussione il carattere stereotipato dei suoi fondamenti e dei suoi assunti.

Il linguaggio lirico ed evocativo delle immagini stride con il contenuto che denuncia, invece, problemi sociali, politici ed ecologici dell’attualità, o che ripercorre episodi drammatici della storia italiana. Questo contrasto, innescato spesso da un’intelligente provocazione, rende straniante l’immagine riconoscibile utilizzata nell’opera, proveniente dal repertorio della storia dell’arte o appartenente a simbologie quotidiane.

Attraverso l’arma dell’ironia, capace di stimolare la riflessione critica, le artiste puntano ad evidenziare l’essenza delle cose oltre i luoghi comuni, indagando quello spazio incerto di confine tra il dicibile e l’indicibile, ciò che è accettato o meno dalla società, la memoria nazionale e il suo rimosso, la responsabilità collettiva e individuale.

 

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I MARTEDÌ CRITICI – PERINO E VELE

PERINO E VELE

25 ottobre 2011, ore 19.30

Auditorium di Mecenate, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospiti del sesto appuntamento della stagione autunnale dei Martedì critici sono Emiliano Perino e Luca Vele, celebrata coppia di scultori che lavora insieme dal 1994.

Peculiarità delle loro opere è l’impiego della cartapesta, prodotta artigianalmente dagli artisti stessi attraverso la macerazione di quotidiani suddivisi in base alle loro caratteristiche cromatiche. Perino & Vele realizzano con la cartapesta oggetti estrapolati dalla realtà quotidiana, privandoli della loro funzionalità e caricandoli di valenze iconiche e simboliche, ma anche di ironia, sorpresa, giochi visivi e trompe l’oeil tra la morbidezza degli oggetti riprodotti e la rigidità della loro struttura. Spesso le tematiche affrontate dal duo sono di carattere sociale e politico. “Luoghi comuni” è il titolo di una loro recente mostra alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano che ripercorre alcuni fatti di cronaca dell’Italia e propone temi attuali di denuncia sociale. I giornali e le riviste, divenuti obsoleti e illeggibili, rivivono in una nuova forma e ritornano a essere veicolo di informazioni il cui contenuto, nascosto nelle pieghe della cartapesta, è allo stesso tempo espresso a gran voce dalla scultura.

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I MARTEDÌ CRITICI – FABRIZIO PLESSI

FABRIZIO PLESSI

18 ottobre 2011, ore 19.30

Auditorium di Mecenate, Roma

A cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospite del quinto appuntamento dei Martedì Critici è Fabrizio Plessi.

Considerato uno dei pionieri della video arte in Italia, Plessi è sicuramente il primo ad aver utilizzato il monitor televisivo come un vero e proprio materiale, dentro cui a scorrere è un flusso inarrestabile di acqua e di fuoco digitale. Nonostante ciò, il disegno rimane ancora oggi uno dei suoi fondamentali stimoli creativi e progettuali.

Performance sonore, danza, architettura e scenografie televisive e teatrali hanno costituito lo sfondo sperimentale su cui Plessi ha innestato le sue videosculture, in cui l’uso della tecnologia è ridotto ad elemento naturale, quasi una materia umanizzata con cui convivere piuttosto che lottare. Da qui un forte senso di classicità nelle sue opere, di sensoriale spettacolarità e di calcolato equilibrio, tanto che ogni sua esposizione può leggersi come un viaggio nell’immaginazione umana, dai suoi albori agli sviluppi più avanzati della nostra contemporaneità, di cui l’uso della tecnologia, sempre in primo piano, può quasi considerarsi una grande metafora poetica e naturale, ma mai un fine in sé.

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I MARTEDÌ CRITICI – LUCA PIGNATELLI

LUCA PIGNATELLI

11 ottobre 2011, ore 19.30

Auditorium di Mecenate, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Marco Tonelli

con la collaborazione di Sara De Chiara

 

Ospite del quarto appuntamento dei Martedì Critici è Luca Pignatelli.

Dopo gli studi di architettura a Milano e una permanenza a New York, Pignatelli si dedica alla pittura intuendo l’analogia che intercorre tra composizione architettonica e pittorica. I suoi dipinti sono caratterizzati dalla forte presenza materica del supporto – spesso un telo ferroviario – che interviene interrompendo l’uniformità della visione e connotando così il quadro di una dimensione fortemente antinaturalistica. Cuciture, rammendi, toppe, uso di materiali extrapittorici, ma anche schizzi di colore, fanno da sfondo e interagiscono col soggetto rappresentato. Lo sguardo, inciampando tra le scabrosità della superficie, diventa dunque frammentario, proprio come lo sono le sculture della classicità che spesso compaiono nei suoi dipinti. Monumenti antichi o paesaggi urbani moderni, animali o aerei, tutti i soggetti raffigurati dall’artista sono sospesi in una dimensione in cui aleggia un’inquietudine, una tensione, il presentimento di una minaccia sia essa dovuta all’azione del tempo o a quella dell’uomo.

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