Archivi tag: #imc

I Martedì Critici – Lorenza Trucchi

LORENZA TRUCCHI

4 novembre 2014, ore 19.00

Museo Macro, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Sesto appuntamento della stagione autunnale de  “I Martedì Critici”, gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’’Associazione culturale I Martedì Critici. La seconda parte della stagione autunnale degli incontri, giunti al quinto anno di programmazione, si terrà al Macro, presso la Sala Cinema (ingresso libero fino a esaurimento posti), seguendo l’ormai consueta formula dell’intervista pubblica condotta da Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti.

Ospite del sesto appuntamento è Lorenza Trucchi (Principato di Monaco, 1922).

Raffinata critica d’arte, scrittrice e giornalista, Lorenza Trucchi è nata a Monaco nel 1922, da una famiglia di origini liguri, che si trasferisce a Roma nel 1934. Dopo la laurea in Giurisprudenza, comincia a occuparsi d’arte scoprendo presto la passione per il giornalismo. Nel 1949 pubblica i primi articoli su giornali e riviste e dal 1950 collabora assiduamente con i quotidiani: “Il Momento”, “Il Gazzettino”, “Il Corriere mercantile”, e ai periodici: “Leggere”, “Il Taccuino delle Arti”, “Giovedì”, “Art Dossier”. E’ stata inoltre coordinatrice della sezione dedicata alle arti figurative e l’architettura de “La Fiera Letteraria”, critico d’Arte de “Il Giornale Nuovo” e de “La Voce” di Indro Montanelli, e collaboratrice de “Momento Sera”. Critica militante da allora, e ancora oggi attenta osservatrice degli artisti contemporanei, Lorenza Trucchi ha vissuto in prima persona la felice stagione romana degli anni Cinquanta e Sessanta, frequentando le gallerie attive a quel tempo, come L’Obelisco di Gaspero del Corso e Irene Brinn, che ha esposto per prima il lavoro di Alberto Burri, di cui Lorenza Trucchi recensisce la mostra già nel 1952. Frequenta Parigi, dove conosce Jean Dubuffet e l’art brut, e poi Bacon, entrambi protagonisti di due sue importanti monografie. Sempre attenta all’uomo dietro all’artista, Lorenza Trucchi si definisce una “cronista dell’arte”, anche se alla carriera giornalistica ha affiancato l’insegnamento, è stata infatti docente di Storia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti di L’Aquila e di Roma dal 1969 al 1994, e dal 1995 al 2001 è stata presidente della Quadriennale d’Arte di Roma. Commissario del Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 1982, ha fatto inoltre parte della Commissione Esperti del Settore Arti Visive delle Biennali di Venezia nel 1988 e nel 1990. Ha curato inoltre numerose mostre su Dubuffet, Gentilini, Sadun, Vespignani, Maccari, Magnelli, Jean Arp e Sophie Taeuber.

Promosso da: Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, e Associazione Culturale I Martedì Critici

 

Media Partner:
ARTRIBUNE​
http://www.artribune.com
EQUIPèCO Rivista di Arte e Cultura​
http://www.equipeco.it
Social Media and Web partners:
Art and Social Media
http://www.artandsocialmedia.tumblr.com
SPONSOR:
SCABEC
http://www.scabec.it
REGIONE CAMPANIA
http://www.regione.campania.it
SPEDART
http://www.spedart.it
CNP Energia
http://www.cnpenergia.it
Fotografo:
Sebastiano Luciano Artworks and Architecture Photographer​
https://www.facebook.com/SebastianoLucianoPhotographer
Riprese e montaggio video:
Studio Ray
http://www.studioray.it
Servizi museali:
Zètema
http://www.zetema.it
Contrassegnato da tag , , , , , ,

I Martedì Critici – Beverly Pepper

BEVERLY PEPPER

28 ottobre 2014, ore 19.00

Museo Macro, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Ospite del quinto appuntamento è Beverly Pepper (New York, 1922). Dopo una prima formazione all’Art Students’ League e al Pratt Institute a New York, nel 1949 Pepper si trasferisce in Europa ancora ventenne, e studia pittura a Parigi, presso l’Académie de la Grande Chaumière, dove è allieva di André Lothe e Fernand Léger, per poi trasferirsi in Italia nel 1951, dove tuttora vive e lavora. La grande fascinazione suscitata dalle rovine dei templi antichi, scoperte durante un viaggio in Cambogia, la porta a dedicarsi alla scultura, in un primo momento incidendo il legno, poi lavorando il metallo. Nel 1962 partecipa alla mostra Sculture nella città, organizzata a Spoleto da Giovanni Carandente; risalgono a questo momento lavori come Spring Landscape, The Gift of Icarus, Leda. Pepper comincia fin dal principio a lavorare su grande formato, destinando le sue sculture ad ambienti esterni e sceglie quale materiale prediletto l’acciaio inossidabile: le superfici polite e riflettenti dell’acciaio lucidato riflettono il paesaggio circostante e includono lo spettatore stesso che si avvicina; l’ambiente esterno si addensa sulla scultura che si impone con la stessa solidità del paesaggio. Negli anni Settanta Pepper sancisce il legame con lo spazio aperto, realizza vere e proprie opere di Land Art, mescolando materiali industriali alla natura, e lavora alle Earthbound Sculptures, sculture che sembrano nascere e levarsi in alto direttamente dalla terra. Pepper continua negli anni, fino a oggi, a sperimentare materie, impiegando l’acciaio cor-ten e la ghisa, intensificando i viaggi tra Italia e Stati Uniti. Molti suoi progetti sono stati realizzati in parchi pubblici, che si trasformano in luoghi di pausa e riflessione all’interno del tessuto urbano, come il Sol y Ombra a Barcellona nel 1986, dove è intervenuta con piastrelle di ceramica, echeggiando l’opera di Gaudí, o il recente Calgary Sentinels and Hawk Hill (2008–2010) a Calgary (Alberta, Canada), con colonne di cor-ten. Dal prossimo 2 dicembre fino a marzo 2015, Pepper presenterà un progetto a Roma presso l’Ara Pacis, che sancirà il lungo rapporto tra l’artista e Roma: quattro sculture monumentali saranno installate nel piazzale di fronte al museo e sul lungotevere.

Numerosi sono i premi conseguiti lungo l’arco della carriera di Pepper, tra i più recenti ricordiamo: Alexander Calder premio per la Scultura, Francia, 2003, Alumni Achievement Award, Pratt Institute, Brooklyn, New York, 2007, National Academican, National Academy Museum and School, New York, 2011, premio Lifetime Achievement, Centro Internazionale di Scultura, New York, 2013.

I lavori di Beverly Pepper sono stati esposti nei maggiori musei del mondo. Sono inclusi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, Whitney Museum of American Art e Brooklyn Museum of Art a New York; The Hirshhorn Museum and Sculpture Garden e Smithsonian Institution a Washington, D.C.; The Walker Art Center, Minneapolis, Minnesota; The San Francisco Museum of Modern Art, California; Centre Georges Pompidou e Les Jardins du Palais Royal a Parigi, Palazzo degli Uffizi, Firenze; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Albertina Museum, Vienna; The Museum of Modern Art, Barcellona; The Contemporary Sculpture Center, Tokyo.

Media Partner:
ARTRIBUNE
www.artribune.com
EQUIPèCO Rivista di Arte e Cultura
www.equipeco.it
Social Media and Web partners:
Art and Social Media
www.artandsocialmedia.tumblr.com
SPONSOR:
SCABEC
www.scabec.it
SPEDART
www.spedart.it
CNP Energia
www.cnpenergia.it
Fotografo:
Sebastiano Luciano Artworks and Architecture Photographer
Riprese e montaggio video:
Studio Ray
www.studioray.it
Contrassegnato da tag , , , , , , ,

I Martedì Critici – Lia Rumma

LIA RUMMA

14 ottobre 2014, ore 18:00

Museo MAXXI, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

Ospite del quarto appuntamento del nuovo ciclo romano è Lia Rumma, gallerista italiana, nata a Voghera, e celebre in tutto il mondo. Lia Rumma ha cominciato ad appassionarsi all’arte contemporanea negli anni Sessanta guidata dal marito Marcello. Allora giovanissimi collezionisti, Lia e Marcello Rumma organizzano a Salerno mostre di artisti emergenti e sono stati promotori della storica rassegna Arte Povera + Azioni Povere del 1968 negli antichi Arsenali di Amalfi. A un anno dalla morte del marito Marcello, nel 1971, Lia Rumma decide di aprire una galleria a Napoli, che ha inaugurato con una mostra di Joseph Kosuth, conosciuto poco prima durante un viaggio a Parigi. Fin da subito il suo programma espositivo si concentra sui movimenti sperimentali, come Arte Povera, Minimal Art, Land Art, Conceptual Art, portando a Napoli e in Italia i più interessanti filoni di ricerca che si sviluppavano in quegli anni a livello internazionale. Tra gli anni Settanta e Novanta, Rumma organizza mostre di artisti tra cui Burri, Judd, Longo, De Dominicis, Pistoletto, Bonalumi, Mondino, sempre guidata da intuito e da una grande passione. Secondo le parole della gallerista: “Vendere un’opera d’arte è offrire agli altri un’idea. Ma un’idea bisogna elaborarla, coltivarla, farla propria. Ho sempre guardato prima all’artista e poi al mercato. Per me gli artisti sono come dei compagni di viaggio verso la conoscenza”. Rumma ha sempre instaurato con gli artisti un rapporto privilegiato, il cui simbolo è la sua casa-galleria a Napoli, in cui è celebrato il connubio di arte e vita, e che ha visto negli anni il susseguirsi di una serie di artisti tra cui Anselmo, Gilbert & George e Matarrese. Nel 1999 Rumma decide di aprire un nuovo spazio a Milano in via Solferino, inaugurato con la personale di Enrico Castellani. Tra gli artisti compaiono Beecroft, Kentridge, Neshat, Abramovic, Jaar, Steinbach. Numerose opere presentate nelle sue mostre sono entrate a fare parte di collezioni museali: un grande aereo di piombo di Kiefer (artista che lanciò in Italia nel ’92) si può vedere al San Francisco Museum e nel 2004 la stessa Rumma ha curato l’installazione permanente de I Sette Palazzi Celesti, dello stesso autore, presso l’Hangar Bicocca di Milano. Con una mostra di Spalletti, Rumma ha inaugurato nel 2010 il nuovo spazio in via Stilicone a Milano, in un’ex fabbrica nei pressi della Fabbrica del Vapore; uno spazio grande e imponente, un vero e proprio palazzo-museo, che funge da luogo per ammirare l’arte, ma anche capace di accogliere, ospitare, e far dialogare.

Media Partner:
ARTRIBUNE​
http://www.artribune.com
Social Media and Web partners:
Art and Social Media
http://www.artandsocialmedia.tumblr.com
EQUIPèCO Rivista di Arte e Cultura​
http://www.equipeco.it
SPONSOR:
SCABEC
http://www.scabec.it
SPEDART
http://www.spedart.it
Fotografo:
Sebastiano Luciano Artworks and Architecture Photographer
Riprese e montaggio video:
Desatech
http://www.desatech.eu
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

I Martedì Critici – Cesare Pietroiusti

CESARE PIETROIUSTI

7 ottobre 2014, ore 18:00

Museo MAXXI, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Ospite del terzo appuntamento del nuovo ciclo romano è Cesare Pietroiusti (Roma, 1955). Dopo gli studi di medicina, svolti con indirizzo psichiatrico, Pietroiusti comincia la sua ricerca artistica frequentando Sergio Lombardo, con cui nel 1977 fonda il centro studi Jartrakor, un vero e proprio laboratorio di sperimentazione dell’arte e del linguaggio. La collaborazione segna in particolare l’inizio di una riflessione sull’arte “eventualista”, che mette in discussione il concetto di rappresentazione, per un’idea di arte intesa come esperienza di un evento relazionale costruito in compartecipazione con un pubblico non più passivo. Queste ricerche sono state sviluppate nell’attività del cosiddetto Gruppo di Piombino (insieme a Salvatore Falci, Stefano Fontana, Pino Modica e Domenico Nardone), movimento che nella metà degli anni Ottanta opponeva al ritorno della pittura e dell’affermarsi del potere delle gallerie e del mercato l’arte relazionale, svolta in anticipo sulla sua stessa teorizzazione a metà anni Novanta. Per Pietroiusti l’atto artistico è un semplice stimolo, che coinvolge il pubblico, e che innesca dinamiche inusuali e pensieri imprevisti in un contesto ordinario, di cui indaga i risvolti paradossali. In Pensieri non funzionali, raccolta pubblicata nel 1997 e aggiornata sull’omonimo sito, l’artista descrive numerose semplicissime azioni, apparentemente senza senso, sotto forma di istruzioni da mettere in pratica e realizzabili da chiunque. Proprio questa semplicità concentra l’attenzione sull’atto in sé, trasformando ciò che sembra insignificante in un pretesto per un’analisi, una riflessione su se stessi e rivelando qualcosa di diverso nella nostra normale relazione con il mondo esterno. Negli ultimi anni il lavoro di Pietroiusti si è concentrato sul tema dello scambio e del consumo, evidenziando alcune situazioni paradossali dei sistemi economici. Nel 2007 ha fondato, in collaborazione con il collettivo Space di Bratislava, “Evolution de l’Art” la prima galleria d’arte contemporanea che tratta esclusivamente opere immateriali. Cesare Pietroiusti è stato fra gli iniziatori del progetto “Oreste” nel 1997. Invitato nel 1999 alla 48ª Biennale di Venezia, ha partecipato alla sezione Aperto della Biennale di Venezia del 1990. La sua opera è stata esposta presso: Serpentine Gallery, Londra (1992); Louisiana Museum, Humlebæk (1996,); Art in General, New York (2001); Ikon gallery, Birmingham (2007); Biennale di Atene (2009); MAXXI, Roma (2010); Moscow museum of modern art (2011). Dal 2004 è docente di Laboratorio delle tecniche e delle espressione artistiche presso lo IUAV di Venezia, e dal 2005 è Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Ratti di Como.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

I Martedì Critici – Paolo Portoghesi

PAOLO PORTOGHESI

30 settembre, 2014 ore 18:00

Museo MAXXI, Roma

a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti

con la collaborazione di Sara De Chiara, Federica Peligra e Alessandra Mazziotta

Ospite del secondo appuntamento del nuovo ciclo romano è Paolo Portoghesi (Roma, 1931). Laureato nel 1957 presso la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma, da allora Portoghesi ha sviluppato la propria attività parallelamente sui versanti della progettazione architettonica e della ricerca storica. Studioso dell’architettura del Barocco, del Rinascimento, del Liberty come dell’architettura moderna, è stato docente di Storia della critica all’università di Roma negli anni Sessanta, poi di storia dell’architettura presso il Politecnico di Milano, di cui è stato preside dal 1968 al 1976, per poi tornare a Roma dal 1995, dove tuttora insegna Geoarchitettura. Questo termine, mutuato da Le Corbusier, è argomento di una sua recente pubblicazione, (Geoarchitettura. Verso un’architettura della responsabilità, 2005), che indaga la complessità del rapporto tra progettazione dell’uomo e la natura, con le loro rispettive esigenze.

Direttore della Biennale di Architettura di Venezia nel 1980 e nel 19082, intitolata La presenza del passato, Portoghesi ha offerto un’occasione per riflettere sul nascente movimento postmoderno, di cui la realizzazione della celebre mostra Strada Novissima, alla Biennale del 1980, allestita presso le Corderie dell’Arsenale, è stato il simbolo. Venti architteti di fama mondiale, tra cui Frank O. Gehry, Rem Koolhaas, Arata Isozaki, Robert Venturi, Franco Purini, Ricardo Bofil, Christian de Portzamparc, sono stati invitati a costruire altrettante facciate di edifici, pensate come scenografia della strada di una città postmoderna, trasformando la Biennale in un contesto significativo di dibattito internazionale sull’attualità dell’architettura. Tra il 1983 e il 1993 Portoghesi è stato Presidente della Biennale di Venezia. Proprio nella riflessione postmoderna, con la sua visione sincronica della storia, affonda le radici l’architettura di Portoghesi, che guarda alle forme del passato e alla tradizione come stimolo per l’innovazione, e non come ripetizione meccanica di formule; quindi come reinterpretazione, pur nel rispetto di una continuità tra elementi che esprimono l’identità culturale dei luoghi.

Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo a Roma Casa Baldi (1959), il complesso della Moschea, (assieme a Vittorio Gigliotti, 1974-1994) e la recente risistemazione di Piazza San Silvestro (2012); in Italia ricordiamo l’Istituto tecnico Industriale dell’Aquila (1969), la Chiesa della Sacra famiglia a Salerno (con Vittorio Gigliotti,1969), la sistemazione del borgo di Calcata, dove Portoghesi vive dal 2000, e il Teatro Politeama di Catanzaro (2002); a livello internazionale la Corte Reale di Ammam in Giordania, (1973), il Piano regolatore e l’ Aeroporto Internazionale di Khartum in Sudan (1973), dal 2000 la Moschea di Strasburgo.

Portoghesi ha fondato e diretto diverse riviste, come “Controspazio”, “Eupalino”, “Materia” e “Abitare la Terra.” Tra le sue più importanti pubblicazioni, ricordiamo Roma Barocca (1966); Borromini, architettura come linguaggio (1967); Dopo l’architettura moderna (1980); Natura e Architettura (1999). Portoghesi è stato nominato membro dell’Accademia delle Arti di Firenze, dell’Accademia di San Luca, dell’Accademia dei Lincei, dell’American Institute of Architects e nel 2002 Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. La sua opera è stata premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa dell’università di Losanna (1984), la Legion d’Onore (1985); il premio Campidoglio per la cultura (2005).

Contrassegnato da tag , , , , , ,